ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCongiuntura

La ripresa cinese sconta l’aumento dei prezzi alla produzione: +4,4% a marzo

L’FMI  stima un Pil dell’8,4% nel 2021, ma Pechino vede i costi delle materie prime scaricarsi sui beni finali: +0,4% i prezzi al consumo

di Rita Fatiguso

default onloading pic

2' di lettura

Torna positiva l’inflazione cinese, dopo mesi in cui si era temuto addirittura un effetto deflattivo davanti a una serie di valori negativi. Al contrario, l’Istituto Nazionale di statistica segnala un balzo dell’indice dei prezzi alla produzione in Cina, con un incremento a marzo del 4,4% che annulla il guadagno dell’1,7% di febbraio. I prezzi delle materie prime - in primis petrolio e materiali ferrosi - si sono scaricati sui beni finali, materializzando uno dei principali pericoli per la ripresa economica cinese: l’aumento del costo della vita.

L’impennata dei prezzi al consumo

L’Istituto Nazionale di statistica segnala anche l’incremento dei prezzi al consumo (CPI) salito a + 0,4% a marzo, dal meno 0,2% di febbraio. I dati hanno superato le aspettative, un sondaggio di Bloomberg prevedeva un aumento del 3,6%.

Loading...

Sul banco degli accusati le materie prime con un aumento del PPI dell’1,6 con un aumento dello 0,8 del CPI. Su base annua a marzo i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,4%. Su base mensile l’aumento è stato dello 0,5%.

L’inflazione è tornata in territorio positivo, dunque, dopo un -0,2 su base annua a febbraio. Per risalire a marzo a 0,4. I prezzi al consumo sono dunque tornati a crescere dopo due mesi di pausa.

Prezzi alla produzione in salita

Il prezzo della carne di maiale e dei prodotti alimentari è calato dopo la parentesi dello Spring Festival, al momento gli alimentari sembrano ancora al riparo dal contraccolpo.

Ma le operazioni su i prezzi di petrolio e in generale sulle commodities hanno colpito duramente con un’impennata dei prezzi alla produzione. Il fenomeno potrebbe ripercuotersi anche nei mesi a venire con pesanti efeftti sulla stabilizzazione del ripresa di Pechino.

La seconda economia mondiale dunque prende atto che a marzo il settore dei metalli è cresciuto del 21.5% anno su anno, quello dei prodotti chimici dell’11,4%, il settore dei prodotti dell’estrazione del gas è salito del 23.7%, quello delle industrie del petrolio al 13.9 per cento.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti