La parola all’esperto: Mauro Valle (Generali Investments Partners)

«La ripresa in eurozona favorirà i corporate bond»

«In questa fase di mercato sono interessanti anche i titoli con rating più bassi. Siamo positivi sui titoli di Stato italiani e preferiamo i BTp a scadenze intermedie e quelli indicizzati all’inflazione»

di Isabella Della Valle

(AdobeStock)

4' di lettura

Un mix tra corporate bond, ma anche un occhio sui titoli indicizzati all’inflazione e particolare attenzione agli emittenti che aderiscono ai principi Esg. Ecco in estrema sintesi la ricetta di investimento di Mauro Valle responsabile del reddito fisso di Generali Investments Partners (GIP), società specializzata nella gestione di portafogli obbligazionari, azionari tematici, multi-asset e di classi di attivo alternative ed è parte della piattaforma multi-boutique di Generali Investments, che gestisce asset complessivi per 575 miliardi di euro. Il gestore guarda con particolare attenzione titoli societari con rating più basso, non teme un grande ritorno dell’inflazione (e nel caso tornasse propone gli inflation linked), mentre per quanto riguarda il mercato italiano la preferenza va sulle scadenze intermedie del BTp, complice la situazione politica più stabile e le future prospettive di ripresa del Paese.

PORTAFOGLIO

Profilo di rischio (volatilità media) e rendimento a scadenza delle principali asset class obbligazionarie dell'Area Euro (Note: * al 19 marzo; ** valore medio degli ultimi 3 anni della volatilità annualizzata calcolata su 26 osservazioni sett.; ***portafoglio equipesato degli indici utilizzati - Fonte: Bloomberg)

PORTAFOGLIO
LE EMISSIONI
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Quali sono le prospettive per il reddito fisso europeo? E quali i driver che impatteranno sull'asset class nei prossimi mesi?

Le prospettive sono ancora sostanzialmente positive grazie al supporto della Bce, che continuerà ad attuare una politica monetaria espansiva e ad acquistare titoli obbligazionari sia governativi che corporate. La ripresa dell'economia dell'Eurozona, sulla scia di quella globale e favorita da un'auspicata uscita dalla crisi legata alla pandemia, dovrebbe continuare a favorire le emissioni obbligazionarie corporate, anche quelle di rating più basso, in grado di affrontare meglio il rischio di un moderato rialzo dei tassi globali.

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A CONFRONTO
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Si parla molto del ritorno dell’inflazione sulla scena europea ma non solo. Come influirà sui mercati e che approccio state adottanto per gestirla?

La ripresa economica potrebbe essere accompagnata da un livello dei prezzi moderatamente più alto, ma riteniamo improbabile un ritorno sistematico dell'inflazione. La stessa Banca Centrale si aspetta un'inflazione sempre sotto il livello del 2% nei prossimi 3 anni. Tuttavia, nelle fasi in cui l'inflazione tende a risalire, vi è la possibilità che anche i tassi di interesse si muovano al rialzo: gli stimoli monetari della BCE servono proprio a questo, ad impedire tassi nominali troppo elevati, che sarebbero negativi per l'economia e a loro volta peggiorerebbero troppo le condizioni finanziarie dell'Eurozona. In questo contesto può essere utile avere in portafoglio titoli indicizzati all'inflazione, che sono in grado di offrire una copertura, anche se parziale, dal rischio di ripresa dell'inflazione. Viste le prospettive economiche, è difficile pensare che i tassi possano muoversi di nuovo al ribasso; conviene quindi avere una duration di portafoglio più corta, per essere più conservativi nei casi di rialzo dei tassi, come abbiamo visto negli USA nelle ultime settimane. È opportuno, inoltre, per compensare i minori rendimenti e diversificare adeguatamente il portafoglio investire in corporate bond.

IL CONFRONTO
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Qual è la vostra posizione sul reddito fisso italiano? Quali i governativi più interessanti in questo momento?

Sui titoli di Stato italiani abbiamo una valutazione positiva grazie a un minor rischio politico e alle prospettive che i prossimi trimestri mostrino una crescita positiva dell'Italia, in virtù della campagna vaccinale ed un minor impatto del virus sull'economia. Sui BTP si possono preferire le scadenze intermedie, che sono in grado di offrire un minimo rendimento positivo ma beneficiano di una curva dei tassi con ancora un certo grado di pendenza; da considerare anche i BTP indicizzati all'inflazione nel caso l'inflazione nei prossimi mesi dovesse rivelarsi più forte del previsto.

Sul versante dei titoli corporate, dove si trovano oggi le opportunità più interessanti?

Meglio puntare su investment grade o high yield?Il settore dei titoli corporate è arrivato a livelli di spread pre-pandemia, grazie al supporto della BCE e alle politiche fiscali espansive dei vari paesi. Al momento, per effetto dei downgrade che abbiamo registrato negli ultimi trimestri, circà metà dei titoli Investment Grade hanno rating BBB, così come il segmento degli High Yield è composto al 70% da titoli BB. Noi preferiamo al momento questi rating (BBB-BB), escludendo i settori ed i nomi troppo legati alla ripresa del ciclo economico, che sono i segmenti che potrebbero beneficiare maggiormente nei prossimi mesi. La selezione dei singoli nomi resta quindi sempre molto importante.

Che cosa vi guida nella selezione delle emissioni da inserire in portafoglio?

Le nostre decisioni di investimento si basano su vari aspetti: duration del portafoglio, allocazione per asset class obbligazionaria e per paese. La scelta delle singole emissioni, una volta definiti i settori e le classi di rating da preferire, si basa sulle prospettive economiche dei singoli emittenti, sulla loro resilienza durante la fase di crisi economica e ovviamente sulle considerazioni legate al rendimento corrente, ovvero lo spread di rendimento che offrono, anche considerando la volatilità del mercato dei tassi che stiamo iniziando a vedere. Abbiamo anche introdotto nell'analisi fondamentale degli emittenti rigorose considerazioni legate alla sostenibilità, integrando le valutazioni ESG per filtrare l'universo investibile ed escludere i nomi che potrebbero avere ripercussioni negative in caso di condotte non etiche.

Per quanto riguarda i green e social bond a che punto è il mercato? Quali sono le prospettive di questi titoli per il 2021?

Lo scorso anno il mercato delle obbligazioni Esg ha registrato una crescita significativa: nel 2020 il volume delle emissioni è arrivato a circa 425 miliardi di Euro. Anche se i Green bond hanno rappresentato più della metà delle emissioni, i volumi dei Social bond sono aumentati significativamente come conseguenza della pandemia. Un esempio sono i Sure bond emessi dall'Unione Europea per mitigare il rischio disoccupazione. Il trend del mercato è destinato a continuare sia per quanto riguarda le obbligazioni verdi emesse dai vari paesi e dall'Unione Europea, oltre a quelle social, sia per le emissioni corporate. In particolare ci aspettiamo che aumenteranno non solo i green bond, emessi per finanziare progetti verdi, ma anche i sustanability bond, ovvero bond con il doppio obiettivo green e social, ed i transition bond che hanno l'obiettivo di supportare le aziendi nella transizione e nel raggiungimento di obiettivi climatici. Da evidenziare che anche le banche centrali si stanno interessando a questo segmento e sono pronte ad inserire queste tipologie di titoli nei loro programmi di acquisto.

State attualmente investendo su questi titoli? Su quali emissioni in particolare?

Stiamo investendo in queste tipologie di bond e la nostra attenzione è destinata ad aumentare, sostenuta dal fatto che stiamo allargando la gamma prodotti che dovranno rispondere a criteri di investimento Esg. Abbiamo inoltre lanciato da poco più di un anno un fondo dedicato all'investimento in bond green e sostenibili, focalizzato su obbligazioni che finanziano progetti legati, tra l'altro, alla transizione energetica ed alle energie rinnovabili, con un impatto positivo reale sul cambiamento climatico. Tra le emissioni stiamo privilegiando i titoli corporate emessi in prevalenza da utilities, da società attive nel settore Real Estate e da banche, che in seguito dirottano finanziamenti green al segmento delle piccole e medie imprese. La restante parte è investita in obbligazioni sovranazionali o municipalità attive in progetti infrastrutturali di riqualificazione ambientale e in titoli di Stato.

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