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La ripresa interrotta dell’edilizia, gli operai ora fuggono in Svizzera

Porini (Ance Verbano): ferro e calcestruzzo sono aumentati del 60% i ponteggi sono irreperibili e raddoppiati di prezzo. Cantieri a rischio stop

di Claudio Andrea Klun

Le opere del Pnrr.

3' di lettura

L’impennata dei costi dei materiali per le costruzioni e la difficoltà nel reperimento della manodopera specializzata in fuga verso la Svizzera, sono le due sfide principali che il mondo dell’edilizia si trova a fronteggiare nel Verbano Cusio Ossola. «È un momento delicatissimo per il nostro settore e tutti devono capire che cosa abbiamo davanti»: questo il grido d’allarme che lancia Rino Porini, presidente di Ance, costituita nell’ambito dell’Unione industriale del Verbano Cusio Ossola. «Nelle situazioni di crisi generalizzate, come quella innescata dalla pandemia da Covid, l’edilizia è l’ultima a rallentare e la prima a riprendersi - sottolinea Porini –. I segnali positivi intravisti alla fine del 2021, hanno trovato conferma nei primi mesi del 2022, favorendo una crescita del settore anche nella nostra provincia, ma ora pesano la situazione internazionale instabile provocata dalla guerra in Ucraina e l’aumento del costo dell’energia e delle materie prime». Se dunque la ripresa del settore, favorita anche dal superbonus, lasciava intravedere spiragli di ottimismo, ora l’edilizia deve fare i conti con «aumenti vertiginosi senza precedenti: il ferro e il calcestruzzo, anche in conseguenza dello scenario di guerra, sono aumentati quasi del 60% e il bitume del 75%. Poi ci sono gli aumenti dell’energia elettrica e dei costi dei trasporti, i ponteggi irreperibili e raddoppiati di prezzo, i macchinari che non arrivano, le consegne che si allungano».

Rino Porini. Presidente di Ance Verbano Cusio Ossola

«Com’è possibile mantenere fede alle scadenze in una situazione così?», si domanda il presidente di Ance, secondo il quale «occorrono misure per calmierare i prezzi e compensare i maggiori costi sostenuti dalle imprese. Purtroppo le misure finora varate risultano insufficienti e non possono arginare la situazione. Le stazioni appaltanti devono prendere atto che siamo in presenza di cause di forza maggiore, le quali rendono al momento oggettivamente impossibile per gli appaltatori la prosecuzione dei lavori. Su questi aspetti anche Ance Vco prosegue incessante questa battaglia, sensibilizzando in merito le stazioni appaltanti e gli ordini professionali del territorio». La Regione Piemonte, da parte sua, nelle ultime settimane ha ravvicinato la frequenza di aggiornamento del Prezzario, pubblicando il 10 marzo l’edizione 2022: «uno sforzo apprezzabile ma limitato, perché la straordinarietà e la drammaticità del momento storico producono un aumento settimanale dei materiali da costruzione».
Secondo Porini, l’attuale situazione, che sta causando il blocco degli impianti di produzione industriale e il comparto edile non fa eccezione, potrebbe avere «possibili gravi ripercussioni anche sulle opere previste nel Pnrr. Con questa incertezza economica e senza gli approvvigionamenti necessari è impossibile tenere aperti i cantieri e completare nei tempi richiesti le opere previste dal Pnrr, con grave disagio del territorio, che perderà un’altra occasione per ammodernarsi. A cascata, gli effetti si ripercuotono sulle imprese edili che saranno, molto probabilmente, costrette a chiudere i cantieri con danni economici e sociali incalcolabili. Un pericoloso effetto domino che non lascia indenne nessuno. Ogni comparto del nostro settore ne è coinvolto».
A questo quadro già molto difficile, si aggiunge un altro grande problema fortemente sentito dalle aziende associate all’Ance Vco: la difficoltà di reperimento di manodopera, che nella provincia del Verbano Cusio Ossola, in cui il richiamo della Confederazione Elvetica è assai forte, crea indubbie e gravi difficoltà: «in molti preferiscono andare a lavorare in Svizzera, dove pagano di più, e questo problema è generalizzato. Nel nostro settore, registriamo particolare difficoltà nel reperire la manodopera specializzata su movimenti su macchine operatrici e giovani con adeguata formazione per le posizioni più ricercate».

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