GENAGRICOLA

La riscoperta degli antichi casali nel Nordest tra piste ciclabili e vitigni autoctoni

Torre Rosazza e Ca' Corniani tornano a vivere dopo il restauro e la valorizzazione paesaggistica che combina agricoltura e arte operata dalla holding agroalimentare di Generali Italia

di Maria Teresa Manuelli


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Torre Rosazza - veduta aerea

4' di lettura

Sono state inaugurate a distanza di pochi giorni una dall'altra due storiche tenute vinicole dopo il profondo restauro cui sono state sottoposte. Appartenenti al gruppo Genagricola, Torre Rosazza e Ca' Corniani sono i recenti progetti portati a compimento del più ampio programma di valorizzazione paesaggistica che combina agricoltura, arte e paesaggio da parte della holding agroalimentare di Generali Italia, la più grande azienda agricola italiana per estensione (15.000 ettari coltivati in 26 aziende agricole: 23 in Italia, per una superficie coltivata di circa 8.000 ettari, e 3 in Romania per 7.000 ettari complessivi).

Nuova cantina e rispunta il Picolit
Ad Oleis, nel comune di Manzano (Ud), nella zona centrale dei Colli Orientali del Friuli, la tenuta Torre Rosazza, che fa parte del patrimonio vitivinicolo di Genagricola dal 1979, si colloca ai vertici qualitativi della produzione nazionale e raccoglie da tempo alcuni tra i più ambiti riconoscimenti da opinion leader e guide di settore. Dopo mesi di attenta ristrutturazione, ora la villa storica che fu della famiglia Antonini di Grazzano, ripresenta la autentica articolazione degli spazi e dei preziosi affreschi con allestimenti ricercati, essenziali e contemporanei, sale arredate con mobili d'epoca.

Torre Rosazza, gli interni

La ristrutturazione dell'edificio è però solo il primo passo della complessiva opera di rilancio del brand che combina tecniche colturali evolute e scientifiche alla tutela della biodiversità del terroir, fino alla valorizzazione di vitigni autoctoni, come ad esempio il Picolit. «Siamo convinti che le grandi aziende abbiano una responsabilità sociale nel recupero e valorizzazione del patrimonio naturale e artistico e aprirle alla collettività. I nostri investimenti non si fermano qui – dichiara Giancarlo Fancel, presidente di Genagricola – e intendiamo continuare a investire sulla qualità dei nostri prodotti e sui nostri brand». A breve, quindi, inizieranno anche i lavori per la realizzazione della nuova cantina di produzione dei vini bianchi (tra cui spicca il pluripremiato Pinot Grigio) e dei rossi (Merlot, Pinot Nero, Refosco dal Peduncolo Rosso e Cabernet Sauvignon).

A Ca’ Corniani: piste ciclabili e opere d’arte
Genagricola prende vita nel 1851 grazie all'investimento nel settore agricolo di Assicurazioni Generali con l'acquisizione proprio della tenuta Ca' Corniani: una vasta area paludosa e malarica di 1.700 ettari di terreno, vicino a Caorle, in provincia di Venezia, tuttora la più grande ed estesa bonifica compiuta in Italia da un soggetto privato. “Ca' Corniani – Terra d'avanguardia” è il progetto di valorizzazione paesaggistica iniziato nel 2017 e ultimato in questi giorni. L'identità storico-culturale del luogo è stata valorizzata con interventi di qualificazione e infrastrutturazione paesaggistica: 3 ettari di nuovi boschetti, 7 km di filari arborei e 5 km di strisce di impollinazione (per incentivare la riproduzione delle api) con fioriture scalari per tutto il periodo primaverile-estivo, l'introduzione di 32 km di piste ciclo-pedonali per connettere la tenuta con il territorio, una ciclostazione e diverse aree di sosta attrezzate.

Ca’ Corniani Villa Padronale (Foto: Francesco Galifi)

L'innovativo binomio tra arte e agricoltura che distingue questo luogo è rappresentato dalle opere dell'artista Alberto Garutti, vincitore del concorso internazionale ideato da Andreas Kipar, la cui realizzazione è stata affidata a Eight Art Project con la curatela artistica di Elena Tettamanti e Antonella Soldaini.

L’opera Soglia Est

Per interpretare “Le tre Soglie” di accesso alla tenuta sono state concepite tre opere site-specific che raccontano con approccio innovativo la ricchezza di quest'area dalla vocazione fortemente agricola e produttiva: un grande tetto dorato per un antico casale abbandonato, una scritta a led che si illumina ad ogni fulmine che cade in Italia, delle sculture ritratto dei cani e dei cavalli che vivono in uno dei poderi. Gli edifici di maggior valore storico e simbolico della tenuta – quali la cantina di vinificazione e l'idrovora – oggi ospitano installazioni multimediali, in grado di calare il visitatore nelle varie epoche storiche attraversate da Ca' Corniani.

Soglia Ovest

Nella cantina, una mostra fotografica curata da Alinari racconta la vita della tenuta con documenti originali provenienti dall'Archivio di Ca' Corniani e dall'Archivio Storico di Generali, oltre che da collezioni private.
«Il progetto di riqualificazione - dichiara Fancel – rende oggi Ca' Corniani il simbolo di una campagna rinnovata, in grado di offrire benefici per la collettività e di attrarre anche i milioni di turisti che visitano le nostre spiagge, con lo sviluppo di nuove infrastrutture paesaggistiche, con la valorizzazione culturale, naturalistica e funzionale dell'intera proprietà».

Investimenti nel rilancio del territorio e vitigni autoctoni rari
Oggi a Genagricola appartengono sette aziende vitivinicole in Italia (con i marchi Borgo Magredo, Bricco dei Guazzi, Costa Arènte, Gregorina, Poggiobello, Solonio, Tenuta Sant'Anna, Torre Rosazza, Vineyards V8+) e una in Romania (Dorvena). Tradizionalmente la produzione del Gruppo vitivinicolo che fa capo a Genagricola è sempre stata “sbilanciata” a favore delle bollicine o per i vini bianchi prodotti nel Friuli. Da qualche anno a questa parte, l'azienda ha decisamente investito nella produzione di vini rossi di alto livello. In quest'ottica nel 2015 ha acquisito Costa Arènte, in Valpantena (Vr) - anch'essa completamente ristrutturata sia dal punto di vista degli ambienti e dell'estetica sia delle tecniche di vinificazione -, e ha rilanciato la produzione piemontese di Bricco dei Guazzi, a Olivola (Al). Sul versante piemontese, baluardo di questo rinnovamento è stato l'Albarossa: un raro vitigno autoctono ottenuto nella prima metà del ‘900 dall'ampelografo Dalmasso incrociando piante di Barbera e Nebbiolo di Dronero. Con 8 ettari destinati all'Albarossa, Genagricola diviene il principale produttore al mondo, con una capacità produttiva che dovrebbe raggiungere le 50.000 bottiglie a partire dal 2023.

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