Interventi

La risposta ai bisogni dell’umanità si chiama conversione ecologica

di Padre Enzo Fortunato

(Juan Manuel Resquin - stock.adobe.com)

2' di lettura

Qualche mattina fa mi ha telefonato un ragazzo, si chiama Luigi. Di Foggia. Mi dice che ha perso il lavoro, sta andando avanti con lavoretti occasionali... e che non riesce più a pagare il suo affitto di 420 euro. Verrà sfrattato e si troverà in mezzo alla strada. Ecco le storture del sistema economico che viviamo. È come uccidere una nuova speranza che cerca di trovare la sua strada nel mondo. So che questo esempio è solo la punta di un iceberg. Certo si potrebbe fare una colletta, ma questo non basterebbe; bisogna correggere il sistema a monte.

È proprio con questa speranza, rendere l’economia più solidale, che The Economy of Francesco ritorna ad Assisi a due anni dalla sua nascita. Il prossimo 2 ottobre, in diretta streaming con i giovani collegati dai 5 continenti, il videomessaggio di Papa Francesco aprirà l’appuntamento internazionale. È confermata la presenza,
tra gli altri, di personalità di fama internazionale con cui i giovani hanno costruito dialoghi fruttuosi in questi mesi: Vandana Shiva, Jennifer Nedelsky, Partha Dasgupta, Sabina Alkine, Helen Alford e Jeffrey Sachs che sarà con noi. Previsto anche il contributo dello scienziato, Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio di Neurobiologia Vegetale di Firenze e secondo il «New Yorker»
uno dei World changer del pianeta.

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La Laudato si’ ci ha insegnato che non si può separare il problema del cambiamento climatico dal problema della povertà. Perché è evidente che i primi che subiranno le conseguenze di carestie e siccità, i primi che avranno le vite sconvolte da un progresso senza rispetto del creato saranno i più poveri. L’enciclica introduce nel linguaggio teologico il concetto di global commons, ovvero di beni materiali e immateriali che appartengono a tutta l’umanità e a tutte le generazioni. Beni destinati alla giustizia sociale e non all’incremento del profitto. Acqua, aria, biodiversità: tutto ciò non può dipendere dal settore finanziario e non possono essere le logiche di quest’ultimo a deciderne le sorti. Tanto più che da questi beni dipende la sopravvivenza dell’umanità. E, come dice Papa Francesco, «ogni creatura ha il suo scopo. Nessuno è superfluo».

Ma perché questa verità possa prima influenzare e poi trasformare l’economia è necessaria quella che Papa Francesco chiama «conversione ecologica». La via che noi tutti dovremmo cercare di percorrere stata chiaramente indicata da nella Laudato si’: «Conosciamo bene l’impossibilità di sostenere l’attuale livello di consumo dei Paesi più sviluppati e dei settori più ricchi delle società, dove l’abitudine di sprecare e buttare via raggiunge livelli inauditi. Già si sono superati certi limiti massimi di sfruttamento del pianeta, senza che sia stato risolto il problema della povertà». È da questa consapevolezza che dobbiamo ripartire per rispondere a due questioni – la povertà e lo sfruttamento del pianeta – che sono diventati una unica immensa ipoteca sul nostro futuro.

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