vacanze in romagna

La Riviera Romagnola dice addio ai party in spiaggia ma non rinuncia al suo glamour

Via libera all’apertura dei bagni dal 18 maggio con una riduzione delle “ombre“ tra il 25 e il 30% e un protocollo della regione meno rigido di quello dell’Inail sulla distanza tra ombrelloni

di Lucilla Incorvati

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Rimini (Photo by Vincenzo PINTO / AFP)

Via libera all’apertura dei bagni dal 18 maggio con una riduzione delle “ombre“ tra il 25 e il 30% e un protocollo della regione meno rigido di quello dell’Inail sulla distanza tra ombrelloni


4' di lettura

Lunedì 18 maggio da Casal Borsetti fino a Cattolica riaprono le spiagge della Romagna. Un litorale di 131 km (incluso quello dei Lidi Ferraresi fino al promontorio di Gabicce mare già nelle Marche) che con 3.795 concessioni di demanio costiero, 1.209 esercizi balnerari e quasi il 70% di costa occupata da stabilimenti (tra i più alti d’Italia) è quello dove l’effetto Covid-19 rischia di compromettere una stagione ma sopratutto un’offerta che del turismo balneare e soprattutto dei tanti suoi servizi ne ha fatto un fiore all’occhiello. Divieto di party in spiaggia e djset all’ora dell’aperitivo saranno sostituiti da proposte più all’insegna del relax perché la musica di certo non mancherà, neppure dove un tempo sorgeva il Kursasl, il primo stabilimento della storia nato proprio a Rimini nel lontano 1870. Ma forse farà più da sottofondo a chiacchierate tra intimi in spiaggia. E sotto l’ombrellone non mancherà neppure la ristorazione di qualità ma con tavoli distanziati a dovere e con non più di due persone per tavolo. Certo a fare il tutto esaurito servirà la riapertura alla circolazione delle persone tra le regioni perchè se una città come Rimini può contare su 100mila abitanti e Riccione sulle seconde case di bolognesi e tanti altri emiliani non può dirsi lo stesso per gli altri centri.

Protocollo meno rigido
La regione Emilia Romagna ha già definito il suo protocollo in base al quale gli operatori dovranno intervenire per essere in regola. E per accogliere gli ospiti a pieno ritmo (sistemazione dell’arenile, collocamento dei nuovi dispositivi e molto altro) ci vorranno circa 10 giorni. Secondo le stime fatte, a seconda della profondittà della spiaggia a disposizione, la riduzione delle “ombre” oscillerà tra il 25 e il 30%. «Siamo intervenuti tempestivamente con un nostro protocollo per renderlo meno rigido rispetto a quello predisposto dall’Inail e dall’Istituto Superiore della Sanità - sottolinea l’assessore al turismo dell’Emilia Romagna Andrea Corsini - e ci siamo mossi nel rispetto delle indicazioni necessarie a garantire sicurezza e distanziamento tra gli ospiti ma anche senza trascurare l’attività degli esercenti per i quali questa stagione segnerà ricavi inferiori ma speriamo almeno il contenimento di perdite. Stiamo poi lavorando alle norme relative all’accoglienza dei minori per far ripartire i centri estivi il prima possibile e anche alla riapertura dei parchi tematici molti dei quali hanno un parte molto importante legata ad acqua e piscine. Pensiamo che questi centri con tutte le attività connesse possano riaprire a fine giugno». Un protocollo che accontenta amministrazioni locali e anche gli operatori. «La voglia di riaprire c’è ma dobbiamo avere la possibilità almeno di farlo con un certo agio garantendo la massima sicurezza agli ospiti - sottolinea Rita Leardini che con il fratello gestisce a Riccione il Lido Le Palme - ma anche senza rinunciare ad alcuni servizi come l’accesso alle piscine».

Distanze consentite
Nelle linee guida di Inail- Istituto Superiore di Sanità si indicava una distanza di 5 metri tra gli ombrelloni e di altri 5 metri tra ombrelloni delle stessa fila, di 2 metri tra lettini dello stesso ombrellone e di 2 metri tra i lettini predisposti a riva senza ombrellone e circa 22,5 metri quadrati per ombrellone. Il procollo dell’ Emilia Romagna prevede invece dimensioni più ridotte: per ogni ombrellone una superfice minima di 12 metri quadrati (indicativamente 4 e 3 metri tra i paletti degli ombrelloni e delle file); 1,5 metri tra le attrezzature di spiaggia come lettini e sdraie sulla spiaggia; mentre sotto l’ombrellone ci sarà una deroga a questa distanza solo se riguardani familiarie le persone che pernottano insieme nella stessa stanza di hotel o medesimo alloggio.

Accesso in spiaggia
Contro l’assembramento l’accesso in spiaggia dovrà avvenire in modo ordinato. Ecco perché sui ricorrerà alla numerazione e all’assegnazione delle postazioni o degli ombrelloni. E nei momenti di grande afflusso gli ingressi andranno contingentati e forse si dovrà far appello a un sistema di prenotazione via mail oppure via web oppure mediante delle app. Ogni bagno dovrà avere del personale adeguatamente formato (assistenti di spiaggia) per accompagnare i clientie far rispettare le norme di sicurezza. L’accesso in entrata e quello in uscita dovrà essere distanziato ma le tariffe resteranno invariate rispetto allo scorso anno.

Sanificazione
L
avaggio delle attrezzatture da spiaggia dovrà essere rigoroso e continuo così come la tenuta della spiaggia e delle aree di transito. Così come la cura della prevenzione e dei controlli sono a carico dei proprietari dei bagni.

Aree gioco e sport
Divieto assoluto per sport che possono portare all’assembramento quindi solo beach volley e beach tennis se fatto uno a uno. Via libera agli sport in acqua (canoe, vela e windsurf) ma sempre con la rigorosa pulizia delle attrezzature. Le aree bambini vanno delimitate ed inviduate dove c’è spazio indicando il numero massimo di bambini che possono accedervi, vigilati dai genitori che devono rispettare le indicazioni stabilite dagli esercenti.

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