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La rivincita delle barlady: con lo shaker si sconfiggono i tabù

L'unico concorso internazionale dedicato alle donne della mixology diventa sempre più grande e approda in Nigeria e a Dubai: 4000 le iscrizioni, provenienti dai 5 continenti

di Luisanna Benfatto


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Lady Amarena Nigeria

4' di lettura

No, non sarà anche questa una “bolla” destinata a scoppiare. Il suo nome d’arte è Bubbles ma nella realtà Onyewuenyi Ugochinyere Somtochukwu è la prima barlady nigeriana incoronata Lady Amarena, l'unico concorso internazionale dedicato alle donne bartender, che quest'anno ha realizzato un'inedita edizione a Lagos. Bubbles ha fatto i primi passi contro i pregiudizi della famiglia e quelli di un Paese, che si sta affacciando solo ora l'industria dei cocktail, con un drink che celebra con orgoglio il suo genere, la razza e il ricco patrimonio culturale italiano.

Le finaliste a Dubai

Quest’anno il concorso, che vede iscritte 4 mila candidate provenienti dai 5 continenti, ha avuto anche la sua prima edizione a Dubai dove a vincere è stata, prima di tutto, la multiculturalità delle 293 partecipanti. Professioniste provenienti da Filippine, Nuova Zelanda, Nuova Guinea, Indonesia che approdano negli Emirati per l’alta concentrazione di alberghi di lusso. La più brava è stata Inna Ocheretiana, ucraina di 30 anni, che qui ha iniziato la sua carriera con il bar spoon dopo un passato come cameriera a Kiev: «Ero affascinata dal mondo della mixology e mi sono resa conto che realizzare cocktail fosse un modo incredibile per esprimere la mia personalità ma, il bar manager, non credeva nelle donne bartender. Per lui questo era un mestiere riservato agli uomini. In più, a suo avviso, ero troppo bassina per stare dietro al banco». Da qui l’idea di trasferirsi nella metropoli. Sei anni non facili, ma di grandi soddisfazione che l’hanno portata alla conquista della fascia di Lady Amarena con il cocktail “Solo” a base di tequila, cannella e mix di spezie e hibiscus soda.

Bubbles durante la finale

Bubbles: uso lo shaker contro le discriminazioni

Anche per Bubbles, e le altre 1026 partecipanti, l’approdo al concorso non è stato affatto semplice. 22 anni, nata a Owerri, città del sud-est della Nigeria e capitale dello Stato dell'Imo, vive a Lagos, megalopoli da 16 milioni di abitanti. Prima di diventare una professionista dei cocktail si è laureata alla Covenant University e ha iniziato a lavorare nel mondo della finanza. Ha realizzato subito che quella non era la affatto la sua strada.
«Sono sempre stata affascinata dal settore del Food&Beverage, ma anche dall'organizzazione di eventi. Ma sono stata stigmatizzata dalla mia famiglia, dai vecchi colleghi e persino dagli amici. Ero percepita come una bambina capricciosa che vuole gettare fango sulla rispettabilità del proprio nome. Sono stata condannata e mi è persino stato negato l'accesso a casa». Essere rispettata nell’industria della mixology è stato altrettanto duro: «Le donne che lavorano nel bar sono accolte con un secco “no”. Molte rinunciano, le poche che decidono di inseguire il sogno sono considerate alla stregua di prostitute, perché spesso si è costrette a lavorare fino a tarda notte». L’incontro fortunato quello con Nathaniel Micheal, Fabbri Brand Ambassador in Nigeria, che le ha parlato del concorso Lady Amarena e permesso di partecipare. Ora grazie anche alla vittoria con il cocktail “Afro-Tails” (con cioccolato e tequila) il mondo di Bubbles, che volerà a Bologna per la finalissima ad ottobre, è cambiato: «In qualche misura sono vista come una celebrità. Tutti mi cercano, vogliono un’ intervista e mi chiamano per partecipare ad eventi. Compresa la mia famiglia che non si vergogna più di me. Anzi, abbiamo ricucito i rapporti e sono diventati i miei primi supporter».

Lady Emirati Arabi


Anche Cipro ha già eletto la propria lady: si tratta della giovane Simone Londou, che ha trionfato con il suo “Her Majesty”, cocktail ispirato alle donne forti e indipendenti, capaci però di mantenere uno spirito femminile. Timeea ŢTivrea, vincitrice in Romania, ha invece convinto con il suo “Frutto di Fantasia”, dedicato alle signore della mixology, che sa ben rappresentare visto che ha partecipato anche alle finali nazionali del concorso mondiale di Diageo.

Lady Amarena Romania

Lady Amarena, più di un concorso
Lo scenario della mixology sta dunque cambiando. A testimoniarlo il podio conquistato da due professioniste al più prestigioso concorso internazionale, la World Class competition nel 2016 e 2017, dove hanno trionfato la francese Jennifer Le Nechet e la canadese Kaitlyn Stewart. Anche in Italia, dove attualmente le barlady professioniste sono poche centinaia, e le più talentuose emigrano all’estero per ottenere riconoscimenti maggiori, aumentano le iscrizioni al concorso (1393 quest’anno), e la voglia di riscatto. Ne è sempre più convinta Fabbri 1905, che da 5 anni dedica alle artiste dello shaker Lady Amarena: «Come azienda – ha dichiarato Nicola Fabbri, quarta generazione della famiglia del fondatore – siamo da sempre attenti alla costruzione di opportunità professionali, con particolare sensibilità all'universo femminile. I risultati del concorso ci stanno dando ragione: c'è una grande potenzialità, in tutto il mondo, che si sta sprigionando nel settore della mixology grazie a professioniste competenti e preparate che stanno portando nuova linfa, contribuendo a diffondere una cultura del bere polifonica, ma sempre attenta agli aspetti etici, alla salute e alla convivialità».

Lady Amarena Cipro


Riproduzione riservata ©
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    Luisanna BenfattoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: francese, portoghese, inglese

    Argomenti: food, travel, lifestyle, startup, tecnologia, social media, digital e data jounalism

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