l’uccisione a minneapolis

Morte George Floyd: agente Chauvin incriminato per omicidio volontario, arrestati anche tre colleghi

Decine di arresti a Washington e saccheggi a Manhattan nella settima notte consecutiva di scontri tra manifestanti e polizia

di R.Es.

#GeorgeFloyd, la protesta arriva fuori dalla Casa Bianca

Decine di arresti a Washington e saccheggi a Manhattan nella settima notte consecutiva di scontri tra manifestanti e polizia


3' di lettura

Il procuratore generale di Minnapolis ha riqualificato le accuse per la morte di George Floyd, accusando l’agente Derek Chauvin non più di omicidio colposo ma di omicidio volontario non premeditato. Ora rischia sino ad un massimo di 40 anni di carcere, secondo il capo di imputazione depositato in tribunale. Il procuratore ha ordinato l’arresto anche per gli altri tre agenti coinvolti nella morte di Floyd, accusandoli di complicità in omicidio di secondo grado, ossia omicidio volontario non premeditato. «Un passo importante verso la giustizia», ha commentato la famiglia della vittima.

Il capo del Pentagono: no all’uso dell’esercito contro i manifestanti

Il capo del Pentagono Mark Esper ha definito l’uccisione di George Floyd un «crimine orribile» e ha sostenuto che gli agenti coinvolti dovrebbero essere «chiamati a rispondere per questo omicidio». «È una tragedia che abbiamo visto ripetersi troppe volte», ha detto, aggiungendo che «il razzismo è reale in America, dobbiamo fare del nostro meglio per riconoscerlo, per affrontarlo e sradicarlo».

Il capo del Pentagono ha detto, inoltre, di essere contrario ad usare l'Insurection Act - la legge che consente di impiegare l’esercito contro le rivolte interne - cui Trump ha minacciato di ricorrere per fermare le proteste scoppiate dopo l’uccisione di George Floyd da parte dei poliziotti a Minneapolis. Travolto dalle polemiche, Esper ha preso le distanza dal presidente, affermando che non sapeva che avrebbe fatto parte di una “photo opportunity” con Trump che teneva una Bibbia in mano davanti alla St. John Church, di fronte alla Casa Bianca. Esper ha detto che il suo obiettivo è di tenere il Dipartimento della difesa «al di fuori della politica». Il capo del Pentagono ha quindi precisato che lunedì sera la guardia nazionale non ha usato lacrimogeni e proiettili di gomma per sgomberare i manifestanti dall'area antistante la Casa Bianca, lasciando intendere che a usarli sono stati altre forze di polizia.

(Photo by Brendan Smialowski / AFP)

Usa, violato il coprifuoco voluta da Trump, la protesta non si placa

Il coprifuoco fortemente voluto dal presidente Trump è stato violato in molte città americane, da Washington a New York, dove migliaia di persone hanno continuato a manifestare anche dopo il tramonto dopo l'uccisione dell’afroamericano George Floyd.
Melania Trump ha fatto appello agli americani per seguire le disposizioni. Il Pentagono ha spostato 1.600 truppe nell'area di Washington DC per un eventuale sostegno alle attività delle autorità locali alle prese con le proteste. E la madre della figlia di Floyd chiede giustizia: «Non la vedrà crescere, lei ha solo sei anni».

Intanto ieri 2 giugno c’è stato un nuovo scivolone del presidente, che ha passeggiato dalla Casa Bianca a una vicina chiesa brandendo la Bibbia, ma il mondo cattolico non ha gradito.

L’appello del sindaco di New York

«Non tollereremo la violenza» sotto nessuna forma, ha affermato il sindaco di New York, Bill de Blasio, chiedendo ai leader delle singole comunità di agire e contribuire al mantenimento della calma. De Blasio quindi ha annunciato che il coprifuoco in città durerà per il resto della settimana, fino a domenica 7 giugno: scatterà ogni sera alle 20.00 fino alle 5 del mattino successivo.

La polizia di St.Louis, in Missouri, ha denunciato che quattro suoi agenti sono stati colpiti da armi da fuoco durante le proteste continuate per la settima notte consecutiva. «Sono stati tutti trasportati in ospedale, sono coscienti, riteniamo che non siano in pericolo di vita», ha reso noto il dipartimento metropolitano su Twitter, aggiungendo che la situazione nel centro della città è ancora tesa.

I saccheggi a Manhattan

Non era mai successo di recente che nella Grande Mela i negozi venissero saccheggiati. Nonostante il coprifuoco deciso dal governatore dello Stato, Andrew Cuomo, i vandali - che niente hanno a che fare con le proteste per la maggioranza pacifiche contro l’ennesimo omicidio di un afroamericano fermato da parte della polizia - hanno rotto le vetrine e sono entrati nei grandi magazzini di Manhattan, già chiusi per l’epidemia di coronavirus, per uscirne carichi di merci che hanno stipato su furgoni.

Tensione a Washington

Centinaia di persone hanno continuato a manifestare anche nella capitale. Sono state circondate dalla polizia e colpite con spray urticanti. In azione anche elicotteri militari, decine gli arresti effettuati nel corso della notte di lunedì. Proteste anche a Dallas, Atlanta, Los Angeles. A Buffalo, nello Stato di New York, un’auto si è lanciata contro un gruppo di agenti provocando alcuni feriti. Ad Oakland, in California, arresti in massa dopo lo scattare del coprifuoco.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti