Sostenibilità

La rivoluzione cosmetica passa da intelligenza artificiale e bioscienza

Trucchi che reagiscono al flash dello smartphone, alla temperatura corporea e, in futuro, persino al codice genetico. Creme componibili, analisi digitale del viso.

di Alexis Paparo

Una dimostrazione di utilizzo di Spectra, l'ombretto in due colorazioni di THE UNSEEN, che si trasforma se visto con la luce naturale o attraverso il flash di uno smartphone.Si tratta del primo lancio di un prodotto consumer del brand, fondato dall'alchimista dei materiali Lauren Bowker, da ottobre attivo anche con una divisione beauty.

5' di lettura

Due secondi. Bastano due secondi all'intelligenza artificiale per leggere e comprendere un volto, ciò di cui ha e avrà bisogno, presto anche che cosa desidera.

Ne bastano una manciata in più per tradurre tutto ciò in consigli e possibilità concrete – non troppe, perché ricevere le migliaia di combinazioni fra i propri lineamenti e le sfumature di un ombretto o rossetto, non è affatto intelligente – per la persona che sta dietro a quel volto. Insomma, in circa 20 secondi l'AR Virtual Makeup Try-On di Perfect Corp restituisce le cinque migliori combinazioni possibili del proprio viso e dei prodotti di un brand, lasciando all'utente la possibilità di personalizzarle ulteriormente. Il motore di ricerca AI Face Analyzer, addestrato utilizzando 100mila volti di etnie, età, caratteristiche diverse, rileva oltre 70 tipi di tratti del viso per fornire consigli davvero su misura. L'ultimo nato dell'azienda, lo Skin Analyzer, è stato sviluppato usando oltre 70mila immagini di tipo medico per creare algoritmi di deep learning. Verificato anche da esperti nella cura della pelle, effettua una mappatura del volto a 180 gradi e rileva, in due secondi, 14 tipi di condizioni cutanee: dall'acne alle rughe, dalle borse sotto gli occhi alla pelle lucida.

Loading...

Una delle colorazioni di Spectra, THE UNSEEN (33 £, sutheunseenbeauty.co.uk).

Questo è il presente, non il futuro del mondo della bellezza e della cura di sé. Per i grandi marchi come per quelli di nicchia, la personalizzazione estrema e il rapporto davvero uno a uno sono l'altra grande tendenza del momento, insieme alla sostenibilità di prodotti, processi produttivi e supply chain. «Per noi vale la demografica del singolo, perché ogni persona è unica», mi dice Wayne Liu, senior vice president e general manager di Perfect Corp, una delle aziende leader nella fornitura di soluzioni tecnologiche per il mondo della bellezza. Decine i premi vinti, dal CES 2020 Innovation Award al Japan BeautyTech Award, così come le partnership con nomi come Estée Lauder, Decorté, Mac, Aveda; l'ultima con il gruppo Coty.

Un ritratto di Wayne Liu, senior vice president e general manager di Perfect Corp, una delle aziende leader nella fornitura di soluzioni tecnologiche per il mondo della bellezza.

Le parole di Liu, spesso abusate, assumono tutt'altro significato pronunciate da chi investe da anni nel machine learning e oggi mette a disposizione di aziende e singoli app e strumenti che identificano pressoché istantaneamente una fisionomia. E permettono di trovare non solo il make-up, ma anche lo smalto, l'eyewear e i gioielli più adatti alla forma del proprio viso, di ricevere una diagnostica della pelle e, insieme, i consigli per prendersene cura, di “provare” decine di tagli di capelli o di stili di barba e poi poter scegliere il migliore.

Il kit Oh! per effettuare a casa lo skin test e realizzare il proprio trattamento di POLÍ (349 €).

«La vera personalizzazione si ottiene tramite l'intelligenza artificiale. Così siamo in grado di dare consigli sempre migliori e, leggendo le sue microespressioni, possiamo capire il modo in cui una persona si sente in un dato momento, la sua reazione a un odore o a un colore. Le applicazioni possibili vanno dalla psicologia alla medicina, anche se per noi il focus rimane il mondo della bellezza», continua Liu.

L'altra tendenza forte è la simulazione. «A settembre abbiamo lanciato un prodotto chiamato YouCam Time Machine, che permette di acquisire lo status della pelle di una persona oggi e di proiettarla avanti di 20/30 anni per immaginare come cambierà sia se la si cura, sia se non lo si fa. Questo tipo di simulazione può essere portata a un livello più alto, con risvolti dermatologici e medici, ma anche essere usata per divertirsi, tanto che ne abbiamo appena lanciato una versione per il grooming maschile».

Alcuni principi attivi e il device della startup spagnola LESIELLE, che combina i singoli elementi in un trattamento monodose (device 90 €, principi attivi da 15 € l'uno).

Il lavoro di Perfect Corp con i brand, che sono interessatissimi a implementare queste tecnologie e incrociarle con i propri database, è anche aiutarli ad arrivare ovunque. Perché «oggi la Generazione Z compra attraverso i social, su TikTok, e chi va in un negozio fisico vuole che lo shopping sia un'esperienza. Un'azienda con cui collaboriamo ha ideato a Tokyo uno store che è di fatto una Disneyland del beauty, dove si possono testare prodotti e tecnologie. Magari chi è lì non comprerà immediatamente, ma ciò che ha visto e provato rimarrà nella sua mente e prima o poi acquisterà. Non sappiamo attraverso quale canale, ma non importa».

L'altra faccia della personalizzazione chiama in causa il consumatore in modo pratico, coinvolgendolo nella creazione di prodotti beauty che partono da un'analisi accurata delle sue esigenze. Una maggior soddisfazione che corrisponde anche a una riduzione degli sprechi. La dottoressa Barbara Poli ha impiegato sette anni di ricerca per trovare l'algoritmo e i successivi per i riscontri scientifici alla base della crema perfetta. Tutto parte da un test brevettato che aiuta a individuare la propria tipologia di pelle fra cinque possibilità, in base al corretto bilanciamento di acqua e lipidi (il tipo zero necessita di tanta acqua e pochi lipidi, il quattro ha bisogno di più lipidi e meno acqua). Di conseguenza si elabora un prodotto che va a ripristinare il suo naturale equilibrio.

Si può fare il test nel laboratorio di Polí Scientific Beauty a Muscoline, in provincia di Brescia, da un rivenditore Polí, oppure acquistando un kit che contiene due sieri viso, un beauty device e tutte le istruzioni per individuare lo skin type e creare la propria crema personalizzata. La soluzione della startup spagnola Lesielle parte da un processo di autovalutazione più empirico: si determina da soli la condizione di partenza della pelle e cosa si vorrebbe ottenere attraverso un test guidato sul suo sito. Il risultato è una base di cui si può scegliere la consistenza, la tipologia di ingredienti, eventuali filtri solari, e vari sieri concentrati progettati per rispondere a esigenze specifiche, fattori ambientali e stile di vita. Infine, si sceglie il colore del device che, con un click, combina base e fino a quattro principi attivi in un trattamento monodose pronto per essere applicato. Arriva tutto a casa, e basta sostituire uno o più ingredienti per riformulare il prodotto ogni volta che se ne senta il bisogno.

Chi da anni sta spostando in avanti i limiti della personalizzazione è la designer e “alchimista dei materiali” Lauren Bowker. Nel 2014, aveva molto fatto parlare di sé un headpiece realizzato per Swarovski dalla londinese The Unseen , fondata e diretta da Bowker, e da un team di neuroscienziati. Le pietre che lo componevano erano state ricoperte con un inchiostro capace di far cambiare colore in risposta all'attività cerebrale di chi lo indossa. Poi qualche anno di silenzio fino al 2017, quando Bowker presenta sul mercato la prima tinta per capelli che si trasforma in base alla temperatura. A fine ottobre il ritorno in scena con Spectra, il primo ombretto al mondo che cambia aspetto e colore se visto dal vero o attraverso la fotocamera di uno smartphone, e il lancio della divisione The Unseen Beauty, che realizzerà prodotti a base di pigmenti e formule derivate dai decennali studi in scienza dei materiali di Bowker. Saranno capaci di «trasformarsi, adattarsi a chi li indossa e condizioni ambientali come la luce, il calore, la temperatura, la nostra atmosfera, il mondo digitale in cui siamo immersi», spiega la fondatrice.

Le scoperte di Bowker sono applicate con successo in molti campi, dal mondo dello sport a quello della moda, fino alla sensibilizzazione ambientale con il progetto di una giacca che cambia colore progressivamente se tenuta a contatto con le emissioni di carbonio. Perché il passaggio al mondo del beauty? «Voglio celebrare la pelle in tutta la sua diversità, invece che mascherarla in un'estetica standardizzata. Anzi ampliare lo spettro delle possibilità, dando vita a qualcosa che non è mai esistito, capace di interagire perfino con il nostro codice genetico».

Riproduzione riservata ©

loading...

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti