L'Agenda Onu 2030

La rivoluzione green entra in aeroporto

La riduzione delle emissioni e la necessità di utilizzare energie rinnovabili spinge progettisti, costruttori e società di gestione a ripensare l'ecosistema che ruota intorno agli scali: dai terminal alle piste, dai trasporti alle connessioni

di Paola Pierotti


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3' di lettura

L’agenda 2030 delle Nazioni Unite offre al settore dell’aviazione, e nello specifico agli aeroporti, significative opportunità di sviluppo. La sfida è la sostenibilità ambientale che rivoluzionerà l’approccio di progettazione, costruzione e manutenzione delle infrastrutture.

Sono circa 60 milioni gli occupati globalmente nel mercato, 650 miliardi i dollari di fatturato, 2% le emissioni di gas climalteranti e una domanda quasi insaziabile per il trasporto aereo sempre crescente anche nelle previsioni a lungo termine. «Questo scenario – spiega Mauro Oliveri, amministratore delegato di Arup Italia - evidenzia l’importanza del settore e la rilevanza del contributo che si può portare, in termini di riduzione del surriscaldamento globale e del consumo di risorse naturali. La necessità di formulare risposte efficaci, e velocemente applicabili, richiede la costruzione di nuovi percorsi prima di tutto concettuali e poi progettuali, basati su obiettivi di decarbonizzazione e resilienza dei sistemi antropici e naturali».

In altri termini, gli aeroporti sono il luogo ideale per la sperimentazione di soluzioni nuove, sia progettuali che procedurali. Multidisciplinarietà, innovazione e sostenibilità, sono i driver primari per efficientare il processo, con ricadute dirette sulle soluzioni architettoniche ed ingegneristiche. Gli esperti parlano di integrazione territoriale e responsabilità ambientale, cercando di impostare il proprio lavoro su principi di flessibilità e resilienza nel lungo periodo.

Arup, oltre 50 anni di esperienza e più di 100 aeroporti progettati nel mondo, a luglio 2019 ha inaugurato a San Francisco le prime aree ristrutturate del Terminal 1, un progetto che prevede investimenti per 2,4 miliardi di dollari e la creazione di 23 nuovi gates.

Il progetto, sviluppato da HKS-Woods Bagot-ED2-KYA e Gensler-Kuth Ranier per l’architettura, con Arup per gli aspetti ingegneristici e di sostenibilità, si racconta con alcuni elementi che spiegano le declinazioni della voce “green”: vetrate elettrocromiche che riducono i consumi energetici, miscele cementizie studiate per ridurre del 10% l’embodied carbon footprint di tutto l’edificio. Ancora, un sistema di alimentazione per la completa elettrizzazione della flotta dei veicoli per i ground services degli operatori aeroportuali. Nel caso specifico, è stato studiato anche un piano di resilienza per la gestione delle acque meteroriche, che tenga conto di eventi estremi anche a causa dei cambiamenti climatici.

Arup è al lavoro anche all’Hong Kong International Airport – Midfield Concourse che collega oltre 190 destinazioni con circa 1.110 voli giornalieri coinvolgendo oltre 100 linee aeree. «La priorità – raccontano dalla società milanese - è realizzare infrastrutture che vedano applicate le ultime tecnologie e approcci integrati di sostenibilità, pensando allo sviluppo futuro».

Concentrarsi sul tema delle emissioni di anidride carbonica e sulle conseguenti strategie e azioni volte alla decarbonizzazione, significa occuparsi di produzione e consumo circolari, di produzione energetica da rinnovabili on e off site e di azioni per il carbon offset, prima fra tutte la piantumazione di alberi. Una sfida da vincere se si considera che gli aeroporti sono grandi consumatori e produttori di energia. Non secondario il tema della resilienza. «Il difficile equilibrio tra impatti e benefici alle comunità locali – spiegano da Arup - è spesso motivo di contrapposizione piuttosto che di approcci integrati e condivisi, pertanto proprio gli aeroporti potrebbero avere un ruolo strategico nel ridefinire strategie sulla scala più ampia, insieme ai territori interessati».

In Italia, tra i lavori in corso sul tavolo della società milanese il nuovo masterplan dell’aeroporto Fontanarossa di Catania. Qui «l’orizzonte di pianificazione al 2030 ha tra gli obiettivi la connessione integrata con i mezzi pubblici di accesso all’aeroporto e una conseguente forte spinta verso la decarbonizzazione e l’incremento della produzione di energia sostenibile all’interno dell’aeroporto».

A Venezia, per Save, Arup sta lavorando allo sviluppo del nuovo masterplan per l’Aeroporto Marco Polo di Venezia. Qui il cliente ha recentemente firmato la ACI Europe Resolution, che prevede «net zero carbon emissions» entro il 2050 e ha incentivato la società di ingegneria a sviluppare un approccio che sposi fortemente i temi sopra descritti.

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