CREATO PER CBI

La rivoluzione dei pagamenti digitali non è finita

Le prossime normative europee e l’arrivo di nuovi operatori spingono le banche a collaborare sempre più strettamente con start-up e fintech per innovare e accelerare le risposte agli utenti. Le soluzioni di CBI per il beyond banking

4' di lettura

Il mercato dei pagamenti si è radicalmente modificato in questi ultimi due anni, anche a causa della pandemia e del timore dell'utilizzo del denaro contante. E anche in Italia, tradizionalmente tra gli ultimi posti in Europa per ricorso al denaro elettronico - solo il 29% dei pagamenti secondo la Ue fino al 2019 - oggi l'uso di carte contactless, di smartphone e altri strumenti digitali di pagamento è sempre più diffuso.
Cresce il numero di cittadini che vogliono servizi time to market, flessibili e personalizzati, rivolgendosi anche a nuovi player sul mercato finanziario. Una tendenza a cui ha contribuito anche la cosiddetta PSD2, la Direttiva europea dei Sistemi di Pagamento che, in vigore da fine 2019, ha promosso l'Open Banking, consentendo a nuovi operatori, anche non bancari, di competere con le banche tradizionali. Secondo una ricerca della Scuola di Management del Politecnico di Milano, a fine 2020 le startup Fintech & Insurtech a livello internazionale erano già oltre 2.500, il 60% operante nei servizi bancari.

I nuovi operatori sembrano più capaci di creare innovazione - anche sul piano della tecnologia - e di abbattere i tempi di risposta alle nuove esigenze dei consumatori, ma talvolta hanno anche meno vincoli nel garantire una compliance serrata a disposizioni normative dettagliate e articolate, come accade invece per le banche tradizionali. Per questo, la Commissione Europea ha adottato nel settembre 2020 il Pacchetto sulla Finanza Digitale, che riguarda anche il mercato delle criptovalute e la tecnologia blockchain, e che “mira a promuovere l’innovazione responsabile nel settore finanziario dell’UE, in particolare per le start-up digitali altamente innovative, attenuando al tempo stesso i potenziali rischi in relazione alla protezione degli investitori, al riciclaggio di denaro e alla criminalità informatica”, come ha spiegato la stessa Commissione.
Ma dalla fine del 2021 Bruxelles lancerà anche la revisione della PSD2, per delineare un quadro omogeneo anche con i servizi previsti dalla Direttiva sui servizi di moneta elettronica. Ed è attesa per il 2022 anche la proposta di regolamento in ambito Open Finance, che è considerata l'evoluzione dell'Open Banking.

Nel frattempo, gli operatori tradizionali del mondo bancario stanno creando nuove modalità di collaborazione e partnership in un mercato sempre più aperto, mirando a creare prodotti innovativi in grado di migliorare la user experience e soprattutto di mantenere salda la relazione con la clientela. Una necessità che spinge le banche a collaborare sempre più strettamente con start-up e fintech, per accelerare i tempi di innovazione e competere meglio a livello internazionale.

Le banche italiane, seppur con modalità e tempi diversi, si stanno da tempo organizzando in questo nuovo scenario, anche inserendo nuove competenze tecnologiche: da una ricerca del “Sole24Ore”, emerge che nei piani industriali di dieci tra i maggiori istituti di credito è prevista l'assunzione entro il 2023 di oltre 10.000 persone, con una riduzione dei laureati in economia (50%) a favore di una forte crescita (fino al 30%) di quelli in discipline STEM, cioè scienze, tecnologia, ingegneria e matematica. Percentuali destinate a crescere se, oltre alle banche tradizionali, si considerano anche le “banche specialiste” del risparmio e le cosiddette neobank (o banche virtuali) e challenger bank.
Si tratta di un approccio che sarà vincente soprattutto per quelle banche disposte a passare da un approccio più attendista, che si limita a soddisfare i requisiti normativi della PSD2, a un approccio attivo, con una strategia centrata sui consumatori, sapendo che attraverso l'open data, si possono creare nuove linee di redditività attraverso la data monetization.

Cresceranno dunque nuovi servizi a valore aggiunto, che riguarderanno maggiormente il miglioramento dello stile di vita dei clienti, puntando a includere tutti i servizi finanziari e non, il cosiddetto beyond banking.

In questo contesto, CBI, che comprende tra soci e clienti oltre 400 banche e intermediari finanziari e che rappresenta un vero e proprio hub per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione dell'industria bancaria e finanziaria, è in grado di sostenere l'innovazione collaborativa per la propria clientela, consentendole di offrire a sua volta servizi a valore aggiunto ai propri clienti corporate, retail e PA.
Nel nuovo scenario, la competizione si sposta da un contesto interno a un contesto internazionale, favorendo la nascita di nuovi operatori di mercato e l'ingresso di grandi player, fintech e aziende di altre settori che stanno iniziando a offrire sistemi di pagamento e altri servizi bancari.
È in corso un processo di relativizzazione delle posizioni dominanti delle grandi banche: la sfida sarà quella di far dialogare i vari soggetti di mercato, e per questo CBI può offrire un lavoro di squadra garantito dal proprio patrimonio di esperienza per assicurare forte innovazione e un livello elevato di customer experience. L'obiettivo è quello di consentire alle banche di competere su un livello paritetico con gli operatori non bancari, soprattutto nell'offerta al mondo corporate.
Oggi CBI sta modellando nuovi servizi a valore aggiunto in una logica open data. Dopo aver lanciato anche per i privati il servizio Check IBAN - che consente la verifica online della corretta associazione tra codice IBAN e Codice Fiscale/Partita IVA forniti da un utente finale a una corporate/Pubblica Amministrazione - raggiungendo circa l'80% dell'industria bancaria italiana- ora sta lavorando al lancio di ulteriori servizi beyond banking, come il servizio smart onboarding, che semplifica la vita all'utente che deve fornire le proprie informazioni ad una azienda per accedere a un servizio.
CBI sta sviluppando partnership di valore, anche a livello internazionale, per consentire alle banche di offrire una più ampia scelta di servizi altamente innovativi. Come le soluzioni di instant lending integrate con la valutazione online del profilo creditizio di un utente in ambito open banking, o servizi di supporto ai processi di vendita integrando canali digitali e reti fisiche, e servizi di Personal Financial Management e Business Financial Management.
Nel settore dei pagamenti digitali, CBI sta rafforzando il Servizio CBILL, che consente la consultazione e il pagamento online di bollettini per elettricità, acqua, gas, assicurazioni, etc. e gli avvisi di pagamento pagoPA. Il servizio è già stato utilizzato da circa 8 milioni di cittadini per pagare oltre 70 milioni di bollettini.

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