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La roadmap di Kia verso l’automobile elettrica per tutti

di Giulia Paganoni

Seconda generazione. La nuova serie di Niro è la base della gamma elettrificata di Kia ed è disponibile nella versione EV (nella foto) o ibrida

2' di lettura

Sostenibilità e tutela ambientale. Sono queste le bussole per il percorso che il marchio Kia (gruppo Hyundai) ha intrapreso con il piano battezzato «Plan S», che delinea la strategia a medio-lungo termine volta a stabilire una posizione di prim’ordine nell’industria automotive del futuro, puntando sempre più su elettrificazione, servizi di mobilità, connettività e guida autonoma.

Il primo passo “formale” è stato di cambiare il logo a inizio 2021 (durante uno show pirotecnico da record nei cieli di Incheon in Corea) eliminando anche la dicitura “motors” perché il marchio sud-coreano non vuole più essere identificato solo come produttore di veicoli bensì come fornitore di servizi di mobilità personalizzati. Ricordiamo che da oltre 25 anni Kia ha un centro di ricerca e sviluppo con un distaccamento in cui vengono studiate le tecnologie di propulsione alternative, quali: elettrico, ibrido e idrogeno.

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Punto cardine resta la gamma che dal 2035 in Europa sarà composta solo da veicoli 100% elettrici. A tal proposito, entro il 2027 sono stati annunciati 14 nuovi modelli elettrici. E, parlando di numeri, su quattro milioni di auto vendute nel mondo, si prevede che la metà sia agli ioni di litio.

Al momento la gamma comprende due modelli 100% elettrici: Niro EV (460 km di autonomia) ed EV6. Queste tra il terzo e il quarto trimestre del 2023 verranno affiancate da EV9, l’elettrica a ruote alte del segmento D. Un modello che (come la sorella EV6 si basa sulla piattaforma E-Gmp) rappresenta una pietra miliare per il marchio e ambasciatore dei tre pilastri della strategia Kia: elettrificazione, grazie ai 540 km di autonomia; connettività, dotata del sistema Kia Connect e della tecnologia over the air (Ota) che permette di effettuare pagamenti direttamente dall’auto; e guida autonoma, grazie al sistema Highway driving pilot di livello 3 scaricabile Ota. Oltre a questi due modelli di cui si è già parlato, sono trapelate alcune indiscrezioni sugli altri veicoli elettrici in arrivo: un b-suv entro il 2025, una berlina, una coupé del segmento B, una piccola EV9 da 4metri e mezzo e un crossover del segmento A accompagnato da due veicoli commerciali alla spina. Infine, da segnalare che il marchio ha già confermato che nel 2028 debutterà il primo modello Fcev (Fuel Cell Electric Vehicle) firmato Kia. Si tratta di uno dei pilastri fondamentali del piano annunciato da Hyundai Motor Group “Hydrogen Vision 2040”.

Fondamentale per la tutela dell’ambiente è l’attenzione in tutte le parti di vita dell’auto elettrica, dalla produzione, dove rispetto al 2019 sono state ridotte le emissioni totali del 97% (entro il 2045 l’obiettivo è la Carbon neutrality), fino allo smaltimento delle batterie per cui, quando la capacità di ricarica è inferiore al 75/70%, vengono utilizzate per costruire un sistema di immagazzinaggio dell’energia.

Per poter avere un parco auto alla spina, però, è necessaria una rete di ricarica adeguata. E, Kia Charge rappresenta un network piuttosto esteso e capillare (ne fa parte anche Ionity). A proposito di sostenibilità ambientale, il marchio è impegnato in diversi progetti per la tutela del pianeta che comprendono dall’utilizzo delle plastiche raccolte dagli oceani da utilizzare per gli interni delle auto, al progetto Blue Carbon che mira alla compensazione delle emissioni delle automobili.

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