Turismo & Distretti

La Romagna chiede l’Alta velocità per tornare al centro dei flussi internazionali

Ieri a Rimini quinta edizione di Fattore R, il Forum del territorio organizzato da EY, Confindustria Romagna con CesenaFiera e Bper

di Ilaria Vesentini

3' di lettura

Turismo e distretti manifatturieri della Romagna hanno bisogno di infrastrutture che colleghino il territorio al mondo in modo veloce ed efficiente. È questo l'appello più forte risuonato a Rimini in occasione di “Fattore R” (dove R sta per Romagna), quinta edizione del forum economico dell’area vasta che tra l'Emilia e l'Adriatico dà lavoro a mezzo milione di occupati e, con 105mila imprese attive, genera 32 miliardi di euro di valore aggiunto e oltre 10 miliardi di export tra le tre province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.
«È assurdo non avere l’Alta velocità in Romagna», sottolinea il presidente di Confindustria Romagna, Paolo Maggioli, nel rilanciare il progetto di cui si discute da mesi su cui ha incassato la disponibilità a un confronto del presidente della Regione Stefano Bonaccini. «L’Emilia-Romagna è la regione che più corre a livello nazionale e uniti faremo ancora di più — rimarca Maggioli, che il prossimo mese passerà il testimone della presidenza al collega industriale Roberto Bozzi — in modo da ripartire già da inizio 2023 dal punto in cui eravamo prima della pandemia: un miracolo a pensarci dopo quasi due anni di pandemia e il merito è degli imprenditori che hanno mostrato grande resilienza».
Non servono solo infrastrutture, ma anche investimenti in formazione, ricerca, digitalizzazione e ricomposizione delle filiere: sono le priorità secondo il presidente della Camera di commercio della Romagna Alberto Zambianchi.

Opportunità per i distretti industriali

Priorità che emergono nero su bianco nella ricerca su tre distretti chiave di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena, ovvero agroalimentare, turismo e calzaturiero, presentata da EY, che con Cesena Fiera, Confindustria Romagna e Bper organizza il Romagna economic forum.
«I segnali che arrivano dalle imprese sono incoraggianti», commenta Alberto Rosa, partner EY, responsabile per l'Emilia-Romagna.
È vero; l’export di food corre a doppia cifra, il turismo assorbe il 70% delle presenze regionali ed è tornato questa estate ai livelli del 2019 e anche l'alta moda calzaturiera di San Mauro Pascoli marcia nei mercati esteri a tassi vicini al +20%.
«Ma servono interventi — aggiunge Rosa — per sostenere lo sviluppo nel medio-lungo periodo del territorio romagnolo. La strategia di ripresa e sviluppo che abbiamo individuato passa anche dall'interconnessione: bisogna promuovere forme di collaborazione tra i diversi attori del territorio (imprese capofila, Pmi, start-up, università e istituzioni) perché solo così si crea un sistema interconnesso di aziende dinamiche, sostenibili e in grado di attrarre talenti e concretizzare quindi le condizioni per la crescita».
Lo sviluppo del territorio è infatti precondizione per valorizzare le risorse in arrivo del Pnrr, spiega l’economista Veronica De Romanis, intervenuta a Fattore R. «Non solo la Romagna ma tutto il Paese soffre un problema di produttività e i più penalizzati sono i giovani. Abbiamo affrontato l’emergenza con molto debito, ora occorre sostenere la ripresa e non ci può essere crescita duratura se non è inclusiva e sostenibile».

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Piccolo è bello solo se connesso, il caso Imola e F1

Sono le parole del premio Nobel Michael Spence a mettere d’accordo tutti sull’esigenza di ricompattare le filiere, asset strategico della competitività in regione, dove Prometeia ha appena rivisto le stime di crescita del Pil 2021 rialzandole di mezzo punto al +6,5%.
«Nelle regioni sono i talenti e il capitale umano a fare la differenza e la Romagna gioca in buona posizione, ma deve riuscire a diversificare l'economia e a far crescere l'occupazione giovanile. Piccolo è bello solo se non è disconnesso — affema Spence in collegamento video a Fattore R — ovvero se c’è un ecosistema efficiente che garantisce i servizi alle imprese di ogni dimensione, consentendo all’imprenditore di concentrarsi sul core business, sapendo che può contare all'esterno per funzioni non strategiche, come avviene nella Silicon Valley».
E un bell’esempio di interconnessione e capacità di fare sistema arriva da Imola, confine occidentale della Romagna già sotto la provincia di Bologna, dove ieri è stato ufficializzato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio l’annuncio che tornerà il Gran Premio di Formula Uno fino al 2025; il primo appuntamento al circuito Enzo e Dino Ferrari è per il 24 aprile 2022: un bel gioco di squadra tra Farnesina, Agenzia Ice, Aci, Regione, Conami che si sono impegnati a sostenere e condividere un investimento di 20 milioni di euro l’anno.

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