CONVEGNO ALLA FARNESINA

La Russia alle PMI italiane: «Venite a produrre da noi»

di Andrea Carli


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(ANSA)

4' di lettura

La Russia strizza l’occhio alle piccole e medie aziende italiane. E lo fa nonostante Roma faccia parte di quella Unione Europea che il 22 luglio, per decisione del Consiglio europeo, ha prolungato di sei mesi le sanzioni a Mosca, scattate all’indomani della crisi ucraina.

Da tempo le sanzioni imposte da Ue e USA hanno spinto la Federazione russa a trovare un modo per uscire dall’angolo. Il modo è stato, è e sarà quello di ridurre il più possibile la dipendenza del sistema economico nazionale dai prodotti esteri. La strategia è ora quella di produrre in loco, magari convincendo le aziende straniere, tra cui le italiane, a venire ad aprire stabilimenti direttamente in Russia. Non solo a Mosca e a San Pietroburgo, ma anche in altre aree del paese.

Il vice premier russo: vogliamo attirare le Pmi italiane
Intervenuto questa mattina a Roma a un convegno organizzato dalla Farnesina per presentare alle aziende italiane le opportunità di investimento in Russia, il Vice ministro della Federazione Russa Arkady Dvorkovic (nella foto con il ministro degli Esteri Angelino Alfano) ha ricordato che «le sanzioni sono più un’emanazione dell’Unione Europea. L’Italia è un nostro partner privilegiato. Nella classifica dei nostri partner commerciali è al quinto posto. Oggi oltre 500 aziende italiane operano nel nostro paese. Gli investimenti italiani in Russia ammontano a 4 miliardi di dollari ma siamo sicuri che possono raddoppiare nei prossimi 3 o 4 anni. Ora puntiamo ad attirare non solo le grandi imprese ma anche quelle di piccole e medie dimensione.» «Quella attuale è una fase significativa nel rapporto commerciale tra i due paesi - ha confermato il Sottosegretario di Stato allo Sviluppo economico Ivan Scalfarotto -. Ci sono importanti opportunità per la meccanica strumentale italiana: il sistema di produzione russo si va modernizzando sempre di più e il know-how italiano può fare la differenza».

Opportunità per chi produce in Russia
Secondo le autorità russe intervenute all’incontro, le opportunità non sono tanto nell’export “classico”. Dalla metà del 2014, anche sulla spinta delle sanzioni europee, la Federazione Russa ha avviato, prima in maniera timida e poi in modo sempre più organico, un programma di sostituzione delle importazioni, volto allo sviluppo e all’ammodernamento dell'industria nazionale in numerosi settori. Ora occorre produrre direttamente in Russia.

La sfida per PMI italiane
In questo scenario, le aziende italiane, e in particolare le piccole e medie aziende, sono chiamate ad adeguare la propria strategia al nuovo quadro politico-economico. Le prospettive ci sono, a cominciare dagli oltre 140 milioni di potenziali consumatori (in aumento il potere d’acquisto del ceto medio). Senza poi dimenticare che la Federazione Russa ha avviato un programma economico di ammodernamento dell’industria nazionale in alcuni settori (agroalimentare, meccanico e manifatturiero), tutti comparti in cui l’Italia ha un ruolo di leadership. La Russia ha meso sul piatto delle agevolazioni fiscali, a livello federale e regionale.

L’assistenza per inserirsi nel mercato russo
Il vice premier russo ha indicato alcuni elementi positivi che possono essere d’aiuto per gli investitori stranieri: il centro per le esportazioni russo, che oggi assiste 25 aziende italiane attive soprattutto nella metallurgia con un finanziamento a oggi di oltre un miliardo di dollari, ma anche il contratto speciale di investimento, la presenza di parchi industriali e zone ad elevato tecnologico. La Russia sta offrendo alle società straniere che intendono delocalizzare una tassazione azzerata se l'investimento produttivo è realizzato per non più di dieci anni in una delle c.d. zone speciali (ZES).

Alfano: con la Russia spazio al Made with Italy
«Nel mercato russo - ha confermato il ministro degli Affari esteri Angelino Alfano - le opportunità per le nostre aziende non sono solo nell’export classico ma anche nell’investimento in quei territori. Oltre al made in Italy ora serve un “Made with Italy”, ovvero inserire la nostra tecnologia nel processo econmico di modernizzazione del paese».

Prospettive legate alla componentistica per le macchine agricole
Il vice ministro dell’Industria e del Commercio Oleg Bocharov ha sottolineato l’aumento del segmento delle macchine agricole. «Siamo pronti a favorire la localizzazione sul territorio russo delle aziende che producono componentistica e pezzi di ricambio per questo tipo di macchine», ha detto. «Proponiamo un contratto di investimento particolare: una volta raggiunto e sottoscritto l’accordo, ci impegniamo a non cambiare le condizioni fiscali su un determinato sito produttivo».

Economia russa in ripresa
Sullo sfondo del convegno romano, e delle visite effettuate negli ultimi mesi da numerosi rappresentanti delle istituzioni italiane in Russia (prima Alfano, poi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il premier Paolo Gentiloni, il ministro Minniti e il responsabile dello Sviluppo Economico Calenda) c’è la ripresa dell’economia russa, con il Pil di quel paese che cresce da tre trimestri consecutivi e che, anche grazie alla spinta della domanda interna, dovrebbe chiudere il 2017 con un +1,5% (+1,8 nel 2018) dopo due anni di recessione dovuta alle sanzioni, non è passata inosservata ai grandi investitori.

Dvorkovic: le sanzioni non ostacolano la crescita della nostra economia
Nei primi tre mesi del 2017, ha detto Dvorkovic, «gli investimenti stranieri in Russia sono stati pari a sette miliardi di dollari. Le sanzioni non ostacolano la crescita della nostra economia. Nella graduatoria internazionale della competitività stilata dalla Banca Mondiale (il rapporto “Doing business 2017” ndr) siamo saliti al quarantesimo posto dal 51esimo dell’anno precedente ». Tra i settori che corrono di più, il vice premier russo ha indicato l’industria di trasformazione ad alta tecnologia e quella alimentare («siamo il più grande esportatore di grano al mondo e in questo siamo tornati ai livelli di produzione dell’epoca dell’Unione Sovietica», ha detto Dvorkovic).

Nei primi tre mesi del 2017 esportati in Russia beni per 1,8 miliardi di euro
Aldilà della produzione in loco, nei primi tre mesi dell’anno l’export italiano verso la Russia ha sfiorato 1,8 miliardi di euro (+26,8%). Di questi, oltre 1,7 miliardi sono stati incassati dal comparto manifatturiero, in particolare macchinari e tessile.

Prospettive positive dalla produzione in loco con Nuova Via della Seta
In prospettiva, infine, i vantaggi per le aziende italiane potrebbero aumentare nel caso in cui Russia e Cina trovassero il modo di collegare la “One Belt One Road”, il progetto infrastrutturale della Nuova Via della Seta voluto dal presidente Xi Jinping, con l'Unione Euroasiatica, creata nel 2014 dalla Russia per creare un mercato che unisse i paesi dell'ex Unione Sovietica. Per le Pmi italiane avere un piede nel territorio della Federazione Russa sarebbe, in questo scenario, determinante.

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