STUDI LEGALI 2020 - Lifescience and healthcare

La salute riconquista la priorità tra app, telemedicina e diritto

di Marta Casadei

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2' di lettura

L’epidemia di Covid-19 ha riportato la salute tra le priorità della popolazione mondiale. In prima linea ci sono (anche) i giuristi che si occupano di diritto sanitario o, nella sua accezione più ampia, life science.

Un segmento che già nell’era pre coronavirus era considerato uno dei più promettenti in termini di opportunità di sviluppo:«Già prima dell'emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid - spiega Claudia Ricciardi, partner dello studio Bird & Bird - l'interesse era molto alto: lo stanziamento di nuovi fondi e la nascita di piattaforme come ITAtech, hanno contribuito a dare nuovo impulso al trasferimento tecnologico, un ambito nel quale l'Italia – che vanta eccellenze nella ricerca – ha potenzialità di ulteriore crescita. Abbiamo assistito inoltre ad un incremento degli accordi che vedono le grandi aziende farmaceutiche collaborare con le start up per lo sviluppo di tecnologie all'avanguardia».

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Con la pandemia, lo sviluppo del life science ha subìto una forte accelerazione. Il motore è sicuramente la contingenza, ma a livello pratico la spinta è arrivata dalla tecnologia. «Stiamo seguendo start up innovative che operano nei settori della telemedicina e teleriabilitazione - conferma Giuliano Di Pardo, insieme al fratello Salvatore socio dello studio legale Di Pardo - che, complice la spinta ricevuta dal lockdown, stanno implementando piattaforme in partnership pubblico-privata. Le problematiche emergenti riguardano l'inquadramento giuridico, il trattamento dei dati sensibili e le remunerazioni delle prestazioni che, attualmente, non hanno ancora un inquadramento economico e contrattuale». Un altro tema attuale è quello delle applicazioni per smartphone che monitorano lo stato di salute delle persone - come l'app Immuni - o, in altri casi verificano l'aderenza di un paziente a una terapia farmacologica: «Strumenti nuovi, utili a prevenire o curare malattie, che possono, però, creare problemi di privacy in relazione alla finalità dell'utilizzo dei dati raccolti e ai soggetti che possono disporne», chiosa Salvatore Di Pardo.

Federica Lerro, partner dello studio legale Lerro & Associati insieme a Claudio Plebani, conferma l'impegno legato alla centralità acquisita da telemedicina e video consulti: «C'è sempre stato scetticismo nei confronti di queste forme di controlli sanitari, di cui ci occupiamo da tempo, adatte sia a uno screening iniziale sia a un follow up del paziente. Il Covid-19 ha portato, come già detto, a una velocizzazione di tutti i processi». Il lavoro degli studi è stato quello di stare al passo, adeguando, per esempio, i protocolli e la compliance delle aziende: «Abbiamo assistito società scientifiche e strutture sanitarie che in ragione dell'emergenza si sono trovate ad adeguare i modelli organizzativi ex Dlgs 231/2001», dice Lerro. Che sottolinea l'importanza di lavorare «a stretto contatto con le aziende e in tandem con i clinici».

Anche Paolo De Carlo, socio dello studio R&P Legal, lavora a stretto contatto con le aziende farmaceutiche: «Noi seguiamo le società in ogni ambito della loro attività, dalla sperimentazione, alla produzione, all'accesso al mercato. Si tratta di un settore fortemente regolamentato che richiede elevati livelli di compliance». De Carlo sottolinea come «il confronto multidisciplinare sia per noi all'ordine del giorno, per esempio sul fronte fiscale o della privacy. In questi casi integriamo il nostro team con colleghi di studio specializzati»

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