infrastrutture energetiche

La Sardegna con il metano diventa area pilota per il controllo dello zolfo

di Davide Madeddu

Imagoeconomica

2' di lettura

Da una parte il metano dall’altra lo zolfo. La Sardegna viene ricompresa nella Strategia energetica nazionale con il progetto per la metanizzazione dell’isola e individuata quale possibile pilota di area di controllo delle emissioni di Zolfo (Seca) nel Mediterraneo. Un risultato che dall’amministrazione regionale viene visto come una promozione che parte proprio dal progetto di metanizzazione. Quel programma che prevede la realizzazione di sette depositi costieri di piccola e media scala, 600 chilometri di dorsale tra depositi e bacini di domanda e lo sviluppo di reti di distribuzione urbana.

Dei sette depositi costieri uno (Higas a Oristano) ha già ottenuto le autorizzazioni, tre sono in fase di autorizzazione (Edison e Ivi Petrolifera sempre nell’Oristanese e IsGas a Cagliari) mentre gli ultimi tre annunciati (Portovesme, Eni Porto Torres e Consorzio industriale del Sassarese) sono annunciati.

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Per il presidente della Regione Francesco Pigliaru «è un grande risultato che va verso la risoluzione di uno dei più grossi problemi strutturali della Sardegna». Proprio sul fronte del progetto metanizzazione si cominciano a registrare altri passi avanti. Avviato anche con incontri pubblici a Carbonia, Assemini e Oristano lo studio d’impatto ambientale e il relativo progetto di Società Gasdotti Italia (SGI) “Sistema Trasporto Gas Naturale Sardegna – Sezione 1 Centro Sud”, inseriti nel più ampio progetto “Dorsale sarda del Gas naturale” (che trasporterà il metano dal sud al nord dell’Isola) e nell’ambito della procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale sarà illustrato alle popolazioni interessate. Per il governatore «la candidatura della Sardegna, assieme a Malta, a diventare l’hub del GNL per il rifornimento marittimo, nello scenario delineato da Coop 22 è un ottimo esempio di come potenzialità di sviluppo possano sposarsi con ambizioni di sostenibilità ambientale». Non solo metano.

La Sen individua la Sardegna anche quale possibile pilota di area di controllo delle emissioni di Zolfo (SECA) nel Mediterraneo. Ossia l’area che impegna gradualmente prima i mezzi portuali, poi i traghetti, a moderare le emissioni limitando allo 0,1% lo zolfo nei carburanti marini e riducendo il combustibile tradizionale a favore del metano, economicamente ed ambientalmente più sostenibile. «Questa scelta ha una doppia valenza – fanno sapere dalla Regione -: da un lato certifica che gli obiettivi ambientali posti dal Piano Energetico Regionale sono perfettamente in linea con gli obiettivi europei; dall’altro lato permette agli stessi imprenditori interessati alla metanizzazione della Sardegna di disporre del mercato del rifornimento navale (bunkeraggio), di sicuro interesse».

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