ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLiquidità alle imprese

La Sardegna paga le fatture ai fornitori con anticipo di 18 giorni rispetto alla scadenza

Approvato il rendiconto 2021 che per la prima volta dal passaggio alla contabilità armonizzata registra un avanzo di circa 78 milioni di euro

di Davide Madeddu

(ANSA)

3' di lettura

La liquidità alle imprese viene garantita con un anticipo di 18 giorni. E cresce l'indice di tempestività dei pagamenti. La Regione Sardegna paga le sue fatture ai fornitori con un anticipo di quasi venti giorni, 18 per la precisione. Un miglioramento progressivo nel corso degli anni, giacché nel biennio 2019-2020 il pagamento avveniva co un anticipo di 10 giorni. Poi nel 2021 un altro balzo di 8 giorni sul saldo previsto.

Un trend positivo

«La Sardegna si conferma una regione virtuosa anche su questo fronte, dato che dall'inizio della legislatura si evidenzia un trend positivo nelle tempistiche dei pagamenti - commenta Christian Solinas, presidente della Regione -. È motivo di soddisfazione che il ministero dell'Economia evidenzi questa migliorata efficienza dell'Amministrazione regionale, attestando un dato importante che incoraggia l'attività delle imprese che si aggiunge elle misure messe in campo dalla regione a sostegno del tessuto economico sardo». L'indicatore di tempestività dei pagamenti (Itp) calcolato dal Mef e determinato come differenza tra la data di scadenza della fattura e la data di pagamento ai fornitori, come sottolinea il governatore «restituisce l'immagine della Sardegna come regione attenta, competente nella gestione della macchina amministrativa e pronta ad aiutare le imprese».

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Obiettivo, zero attesa

Un risultato che fa parte di un percorso in cui l'obiettivo, come sottolinea Giuseppe Fasolino, assessore regionale al Bilancio e Programmazione è quello di «pagare i debiti della Pa nei confronti dei fornitori nel minor tempo possibile, lavorando celermente le pratiche in maniera tale da evadere le fatture senza arrecare alcun danno alle imprese». Non solo, tra le attività anche «l'aiuto nella difficile congiuntura economica che ancora stiamo attraversando a causa degli strascichi della crisi», perché «vere liquidità a disposizione è per i fornitori un fattore determinate nell'attività d'impresa e contribuisce in genere al mantenimento e miglioramento dello stato di salute di alcuni settori chiave della nostra economia».

Un avanzo di 78 milioni

I giorni scorsi, inoltre, è stato approvato il rendiconto 2021 (differenza tra entrate e spese dell'anno, compresi i residui degli anni precedenti), «che - come sottolineano dalla Regione - per la prima volta dal passaggio alla contabilità armonizzata registra un avanzo di amministrazione di circa 78 milioni di euro». Quanto ai dati: «Il miglioramento complessivo di circa 279 milioni rispetto al disavanzo del 2020 (pari a circa 201 milioni, ora coperti) - sottolineano dall'amministrazione regionale -, ha consentito di ripianare interamente in anticipo quel risultato negativo ereditato dalle gestioni degli anni passati e rimasto in piedi nel rendiconto precedente, arrivando all'azzeramento del debito in anticipo rispetto alla possibilità che aveva la Regione di ripianarlo in più anni. L'azione di controllo sui conti permette ora di avere a disposizione un ammontare di risorse da riprogrammate nel 2022 (pari a 78 milioni, appunto), che uniti alle linee di finanziamento già ottenute - Pnrr, fondi europei di diversa natura, risorse derivanti dalla vertenza entrate – contribuiranno al processo di sviluppo della Sardegna avviato all'inizio della Legislatura».

Controllo positivo sui conti

Per l'assessore alla programmazione Giuseppe Fasolino è stato messo in moto «un meccanismo cdi controllo sui conti positivo che ci consente di proseguire nell'importante azione si riforma, ammodernamento, sviluppo della Sardegna, senza trascurare la parte relativa al sostegno ai territori. La Regione ha infatti sanato i conti avviando, al contempo, quegli investimenti utili e necessari alla ripresa nella fase post Covid».

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