economia e isole

La Sardegna, le risorse in arrivo e il nodo delle vie del mare

Investimenti per 180 milioni di euro in tre anni sulle infrastrutture ma perdura l’incertezza sui collegamenti con il continente

di Davide Madeddu

default onloading pic
(Agf)

Investimenti per 180 milioni di euro in tre anni sulle infrastrutture ma perdura l’incertezza sui collegamenti con il continente


3' di lettura

Da una parte investimenti per 180 milioni di euro, dall'altra l’incertezza sui collegamenti legati alla “continuità territoriale marittima”. È la contraddizione con cui deve fare i conti la Sardegna. Due questioni differenti che seguono percorsi indipendenti ma che hanno un peso importante nei collegamenti via mare con la penisola.
A giovarsi delle risorse finanziarie per i prossimi tre anni saranno i porti: il comitato di gestione dell'Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna ha approvato il bilancio preventivo per il prossimo triennio che prevede investimenti per 181 milioni di euro.

Gli investimenti andranno a riguardare interventi consistenti: dall’infrastrutturazione del porto canale di Cagliari (sia per la cantieristica sia per la creazione del terminal ro-ro), ai dragaggi, travel lift e riqualificazione del mercato ittico nello scalo di Porto Torres, continuando con le manutenzioni nei porti del nord e fase preliminare per il dragaggio nel golfo di Olbia. Non solo, dal comitato di gestione anche il parere favorevole al rilascio, alla società Grendi, dell’autorizzazione a svolgere, nel porto di Golfo Aranci e per la durata di 4 anni, operazioni portuali in conto proprio ed in conto terzi.

Loading...

«Il rilancio dei porti non passa solo dalle infrastrutture – dice Massimo Deiana presidente Asdp – e, pertanto, a seguito di specifica istanza da parte del gruppo Grendi, è stata rilasciata un’autorizzazione di quattro anni a svolgere attività di impresa nello scalo di Golfo Aranci». A fare i conti con l’incertezza è, invece, lo scenario che riguarda la continuità territoriale marittima e quindi i collegamenti con la penisola. Per il momento è stato risolto il problema legato allo stop di alcuni collegamenti da parte di Tirrenia. La compagnia di navigazione i giorni scorsi aveva annunciato (con la nota inviata al ministero dei Trasporti e alla Regione) che dal 1 dicembre, poi spostato al 3, avrebbe sospeso le rotte Genova-Olbia-Arbatax e viceversa, Napoli - Cagliari, Cagliari-Palermo e la Civitavecchia-Arbatax-Cagliari.

A spingere la compagnia di navigazione a procedere con il taglio dei collegamenti la mancata proroga della Convenzione per la cosiddetta continuità territoriale scaduta a luglio. Stop con conseguente taglio del personale. Poi la mobilitazione, con tanto di prese di posizione differenti (da Confindustria ai sindacati continuando con gli utenti) e la svolta, dopo una serie di interlocuzioni istituzionali, con il via libera alla proroga sino al 28 febbraio. Da venerdì, infatti, Tirrenia ha riaperto le prenotazioni sino al 7 gennaio (periodo che dovrebbe essere poi esteso al 28 febbraio, data della scadenza della proroga).

Ora però deve essere sciolto un altro nodo. Perché il servizio dovrà essere garantito anche a partire dal 1 marzo. «Non poteva esserci un piano B come dichiarato da alcuni perché arrivando fuori tempo massimo rispetto al varo del bando di gara, l’unica strada era quella di prorogare a Tirrenia – dice Arnaldo Boeddu, segretario della Filt trasporti –. Adesso però occorre che la Regione Sardegna, prima ancora di incontrarsi con il MIT convochi le parti sociali e ascolti non solo le richieste ma le possibili conseguenze che potrebbero verificarsi qualora si scegliessero scorciatoie o strade sbagliate». Per il sindacalista è necessario che «venga predisposta una unica gara e non un numero di gare per quante sono le tratte».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti