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La Sardegna volta pagina sull’emergenza idrica

La realizzazione di invasi collegati fra loro e un’Autorità unica di gestione hanno permesso all’isola di mettersi al riparo dai problemi per gli approvvigionamenti

di Davide Madeddu

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3' di lettura

L'emergenza idrica è solo un ricordo. E, in Sardegna, le restrizioni, con rubinetti a secco dalla notte alla mattina successiva, appartengono al passato. Nonostante la preoccupazione per quanto avviene in altre regioni d'Italia, l'isola può tirare un sospiro di sollievo. Perché gli invasi sono quasi pieni e le scorte d'acqua fanno ben sperare.

Invasi quasi pieni

La siccità si è fatta sentire anche in Sardegna dove le piogge si sono fermate a marzo, registrando un meno 30 per cento di precipitazioni rispetto al passato. Un fatto che non ha compromesso l'approvvigionamento. Negli invasi, gli operatori addetti al controllo sulla quantità d'acqua presente, registrano riserve sfiora l'80 per cento della capacità. «Al 30 giugno il rilevamento ha certificato una presenza d'acqua negli invasi, con volume complessivo pari a circa 1 miliardo e 421 milioni di metri cubi - chiarisce l'assessore regionale ai Lavori pubblici Aldo Salaris - con una percentuale pari al 78 per cento della portata. Un dato superiore anche a quello dello scorso anno che ci fa ben sperare, sopratutto se pensiamo che quella passata è stata una delle stagioni più siccitose». Rispetto al mese precedente «il sistema ha subito una variazione di 127 milioni di metri cubi, ma questo dato non preoccupa. È garantito l'approvvigionamento potabile, quello industriale e si sta intervenendo anche nel settore agricolo con aumenti di portata dove se ne fa richiesta».

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La rete

A sostegno dell'isola c'è il sistema che è differente da quello del Po. L'intero sistema idrico è caratterizzato dal fatto che le utenze, per l'80 per cento, sono servite dal sistema degli invasi in cui è presente una rete di opere di interconnessione realizzate negli anni (in base alla legge del 2006) e una governance unica del settore. Nello specifico sono presenti 54 invasi «non tutti ricadenti sotto la competenza dello stesso organismo di controllo» collegati attraverso il sistema di interconnessione. «Il principio è che quando in un invaso l'acqua raggiunge la soglia massima, l'eccedente viene trasferita in quello che è in sofferenza - aggiunge l'assessore -, non sempre questo accade, ma stiamo cercando di superare le difficoltà quando si presentano».

Monitoraggio costante

Poi il controllo costante. E al lavoro una task force che verifica la capacità per tutto il periodo estivo «in maniera tale da garantire il fabbisogno e predisporre eventuali piani d'emergenza qualora si rendessero necessari, senza intaccare le scorte che verranno destinate in via esclusiva a ospedali e presidi sanitari».

L'eccezione

«Resta alta l'attenzione sugli invasi del Nord, Bidighinzu in particolare, ma anche laddove non riusciamo a garantire acqua ai fini irrigui nelle quantità richieste come per la Valle dei Giunchi (unica eccezione) - prosegue l'assessore -, abbiamo predisposto un piano d'urto tale da garantire l'acqua finché sarà possibile, salvaguardando però l'uso potabile e la destinazione in ambito sanitario che, specie in questo momento ancora critico e con l'aumento delle presenze estive, non può venire in alcun modo intaccata».

La dote per completare la diga

I giorni scorsi, inoltre, è stato approvato lo schema di aggiornamento dell'Accordo tra la Regione e il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili (Direzione generale per le dighe) per la definizione degli interventi di completamento della diga di Cumbidanovu e l'acquisizione di ulteriori 14 milioni di euro.

Dighe, acqua ed energia

Il sistema delle dighe della Sardegna rientra poi nel programma triennale varato dalla Regione per la realizzazione di impianti idroelettrici utilizzando proprio gli invasi dell'isola. Intanto dai consorzi di bonifica parte l’allarme per i costi dell’energia che si utilizza per far arrivare l’acqua alle campagne. Una richiesta lanciata da Gavino Zirattu,presidente di Anbi Sardegna, in apertura del meeting dal tema “Caro Energia - Quale futuro per i Consorzi di bonifica della Sardegna”.


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