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La Scala ritrova il suo pubblico. E fa il pieno di contributi privati

Parla il sovrintendente Dominique Meyer: «Il bilancio 2022 chiude in pareggio. Qualche ombra sul 2023, ma sono fiducioso». Anche i visitatori stranieri sono tornati ai livelli pre-Covid

di Giovanna Mancini

Aggiornato il 7 dicembre 2022 alle ore 08:34

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4' di lettura

«La notizia più importante è il ritorno del pubblico. L’altra buona notizia è che i nostri sostenitori privati, nonostante le difficoltà di questo periodo, non ci hanno fatto mancare il loro appoggio, anzi: nel 2022 abbiamo registrato il record di contributi privati, che sommati ai ricavi propri (cioè quelli non pubblici ed esclusi gli incassi da biglietteria, ndr) raggiungono i 44 milioni di euro». Dominique Meyer appare tranquillo e fiducioso alla vigilia della nuova stagione lirica del Teatro alla Scala, la terza sotto la sua sovrintendenza, che inaugura mercoledì sera con il «Boris Godunov» di Modest Petrovič Musorgskij, diretta da Riccardo Chailly. Una prima all’insegna del ritorno alla normalità, che accanto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quest’anno vedrà anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Intanto, mercoledì mattina alcune persone, probabilmente per un atto dimostrativo di matrice ambientalista, hanno lanciato vernice contro l’ingresso del Teatro. A compiere l’atto sarebbero state cinque persone, che sono state bloccate dagli agenti del dispositivo di sicurezza. Il personale della Scala ha subito iniziato le operazioni per ripulire la facciata dalla vernice.

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Anche in seguito a questo episodio, le misure di sicurezza saranno rafforzate. È attesa nelle prossime ore un’ordinanza del questore di Milano con cui sarà previsto un dispositivo di vigilanza e controllo rafforzato. In concomitanza con la rappresentazione, in Piazza della Scala, nelle adiacenze del Teatro, sono previsti infatti diversi presidi di protesta. In particolare, se ne terrà uno organizzato dalla Confederazione Unitaria di Base - Cub, che su change.org ha lanciato anche la petizione “Cara Giorgia alla Scala non sei benvenuta!” Saranno presenti in piazza anche gli antagonisti dei centri sociali e gli autori del referendum propositivo contro il carovita. Questi ultimi hanno organizzato una “cena popolare a lume di candela” alle 20 di fronte al teatro. In piazza scenderà infine una delegazione di cittadini della comunità ucraina di Milano, davanti a Palazzo Marino, a partire dalle 15. E ancora alle 15, all’Arco della Pace, torneranno a protestare i no vax. Anche in Galleria Vittorio Emanuele II è stimata la presenza di numeroso pubblico visto che l’opera verrà trasmessa su un maxischermo collocato nell’Ottagono.

Una prima «sold out»?
Sì, ma come spesso accade, all’ultimo momento potrebbe esserci qualche rinuncia, e nel caso rimetteremo in vendita i biglietti rimanenti. La prima è un momento importante anche in termini di ricavi: gli incassi da biglietteria sono superiori ai 3 milioni di euro.

La Scala chiuderà il bilancio in pareggio anche quest’anno?
Sì, salvo brutte sorprese dell’ultima ora. Il budget previsionale è attorno ai 130 milioni di euro, leggermente inferiore al periodo pre-Covid, per una scelta precisa: preferisco fare qualche recita in meno, ma aumentare il riempimento della sala. Quest’anno abbiamo avuto un tasso di presenza dell’80%, contro il 74% del 2019 e nel 2023 prevediamo di arrivare all’83%. Il pubblico è tornato, anche quello straniero, che è il 30% del totale, come prima della pandemia. Mancano ancora russi, cinesi e giapponesi, ma sono stati sostituiti dagli americani e da tanti europei. Anche i ricavi medi da biglietteria per serata sono aumentati, da 190mila euro nel 2019 a 210mila euro quest’anno, grazie a una più efficace politica delle vendite, anche se poi nella composizione complessiva, gli incassi da biglietti e abbonamenti hanno inciso meno, scendendo dal 27,4% al 22,8% del budget.

La pandemia sembra alle spalle. Oggi però ci sono altri problemi...
Purtroppo sul 2023 c’è un grande punto interrogativo, legato soprattutto ai contributi di due importanti soci pubblici della Fondazione, Comune di Milano e Regione Lombardia, che nel 2021 hanno dato al teatro 5,3 e 3,3 milioni di euro rispettivamente. Entrambi hanno annunciato un taglio per il prossimo anno, ma non sappiamo di quale entità, perciò non abbiamo potuto ancora presentare il budget preventivo per il 2023. Non ho abbastanza elementi e voglio essere sicuro che i conti siano in ordine: nella mia carriera non ho mai fatto deficit.

Come compenserete i tagli?
Non è facile, perché il contributo dei sostenitori privati è già al massimo storico, ma stiamo lavorando anche su altri fronti. Ad esempio quello dei privati singoli, soprattutto a livello internazionale. Abbiamo fatto tour di presentazione a Losanna, Zurigo, Vienna, Madrid, Londra, Parigi, Berlino e New York e c’è un grande interesse. Stiamo strutturando il progetto di contribuzione, anche dal punto fiscale e giuridico, per partire al più presto. Inoltre, abbiamo fatto un buon lavoro sul fronte della biglietteria e degli abbonamenti, con formule di prezzo più flessibili e varie, che ci hanno permesso di aumentare il tasso di riempimento, ma anche il pubblico di giovani e delle famiglie.

Qualcosa, però, bisognerà anche tagliare: dove agirete?
Durante il Covid abbiamo avviato un lavoro di efficientamento sotto tutti i punti di vista, dal risparmio della carta a quello dell’energia. La bolletta energetica il prossimo anno passerà da 2 a 6 milioni di euro. Abbiamo un progetto pronto a partire, con un investimento da 1,7 milioni di euro, ma siamo bloccati dai ritardi della burocrazia e da procedure complicatissime. È davvero assurdo.

A che punto è il rinnovo del contratto dei dipendenti?
Abbiamo rinviato la trattativa al 2023, perché attendiamo di conoscere l’entità dei tagli di Comune e Regione e quindi di approvare il bilancio, penso entro gennaio. Per ora abbiamo trovato comunque un accordo con i sindacati su un contributo «una tantum» per aiutare le famiglie a sostenere l’aumento delle spese.

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