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La scelta di Di Maio e le incognite sull’Ilva

di Paolo Bricco

(Ansa)

1' di lettura

Ora si entra in terra incognita. La scelta compiuta da Luigi Di Maio di avviare la procedura per un “eventuale” annullamento della gara per assegnazione dell'Ilva ad Arcelor Mittal rappresenta, definisce e costruisce uno scenario drammatico dai contorni netti e precisi.

Prima ipotesi: le verifiche annunciate da Di Maio nei prossimi 30 giorni non conducono a nulla. In questo caso le pulsioni condivise da Cinque Stelle, ecologisti radicali e una parte minoritaria ma aggressiva del Pd avranno portato alla ennesima perdita di credibilità internazionale dell'Italia.

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Seconda ipotesi: nei prossimi 30 giorni è deciso l'annullamento. I casi sono due. Primo caso: Di Maio annulla la gara squadernando e rendendo pubbliche le prove di irregolarità evidenti, di reati e di crimini. Secondo caso: Di Maio annulla la gara e non porta prove inconfutabili che l'assegnazione di Ilva ad Arcelor Mittal sia paragonabile ai grandi scandali della Prima Repubblica: dall'Imi-Sir alla maxi tangente Enimont. In entrambi i casi, pur con condizioni diverse, entreremo in terra incognita. Dove non sapremo che cosa accadrà. Se qualcun altro vorrà rilevare l'Ilva. O se l'Ilva semplicemente - entrando in un coma irreversibile - semplicemente chiuderà.

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