nazionalisti 

La Scozia dà battaglia su Brexit e minaccia nuovo voto su indipendenza

dal corrispondente Leonardo Maisano

Il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon. Jane Barlow/PA via AP

2' di lettura

LONDRA. Il partito nazionalista scozzese al governo a Edimburgo aggira il verdetto della Corte Suprema britannica e porta il parlamento di Edimburgo al voto sull’articolo 50 del Trattato di Lisbona che sancisce il recesso del Regno Unito dall'Ue. Lo ha confermato Nicola Sturgeon first minister scozzese nelle ore in cui le voci per un nuovo referendum sull’indipendenza delle terre oltre il Vallo di Adriano torna a crescere oltre ogni attesa. A scatenare l’irritazione del partito nazionalista – ultra-maggioritario – è stata la decisione della Corte Suprema che ha liquidato le istanze di Belfast ed Edimburgo riaffermando il principio che al di là dell’autonomia tocca a Londra, su una materia del genere, decidere per tutti.

«Le promesse di una Scozia partner a tutti gli effetti nel Regno – ha avvertito Nicola Sturgeon - si sono rivelate vuota retorica e l’autonomia sembra non valere niente…È meglio andare per la nostra strada ? È sempre più chiaro che questa è la scelta che dobbiamo fare». Tamburi di guerra che nella serata di ieri sono stati ripresi da Alex Salmond storico leader dell’Snp secondo il quale un referendum sull’indipendenza è sempre più vicino («entro i prossimi due anni») e sarà inevitabile se Londra uscirà dal mercato interno, trascinando anche la Scozia contro la propria volontà.

Loading...

Al referendum del 23 giugno – lo ricordiamo – la maggioranza degli scozzesi, a differenza degli inglesi, ha votato per restare nell’Ue aprendo una faglia fra le due maggiori nazioni del Regno Unito. Elemento sufficiente per riproporre il referendum sull’indipendenza scozzese dopo il fallimento di quello del settembre 2012 ? Per molti assolutamente sì soprattutto se il prezzo è l’addio al single market. La realtà non è però così evidente perché i sondaggi continuano a dare una maggioranza di elettori contrari al distacco da Londra. Orientamento che potrebbe cambiare se il divorzio anglo-europeo si rivelasse eccessivamente oneroso per Edimburgo. Per questo i deputati scozzesi daranno battaglia anche a Westminster sperando di coagulare attorno ai loro emendamenti – ne stanno preparando una cinquantina – consenso trasversale ai partiti. Con un occhio anche ai Lords che quando voteranno potrebbero creare difficoltà al governo di Theresa May nonostante la Camera alta non abbia poteri tali da far deragliare la Brexit.
La Scozia è comunque pronta allo scontro, sventolando la bandiera crociata di highlands e lowlands. I prossimi giorni diranno se è davvero decisa a una sfida a tutto campo come il voto nel parlamento di Edimburgo lascia presagire.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti