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La scultura tra installazioni pubbliche e collezionismo privato

Terza edizione per la Biennale Sculpture Garden (dal 10 giugno al 30 settembre) presenta 26 progetti realizzati da oltre 30 artisti internazionali selezionati dalla curatrice Devrim Bayar

di Maria Adelaide Marchesoni

Alia Farid - In lieu of what is, 2022 - Galerie Imane Farès (Parigi)

4' di lettura

Le sculture di arte contemporanea nei parchi cittadini realizzate su commissione pubblica non sono una novità. La prima esposizione è datata 1949 ad Arnhem in Olanda con Sonsbeek che nel 2021 ha tenuto la 12ª edizione dal titolo sonsbeek20→24: force times distance ⏤ on labour and its sonic ecologies, dal 1977, ogni dieci anni, si tiene a Münster in Germania Skultpur Projekte, mentre in tempi più recenti i progetti di arte pubblica hanno interessato Milano, con le installazioni ad Art Line, senza dimenticare The High Line a New York che periodicamente inserisce nuove commissioni, oltre alle sculture permanenti.

La sfida nell'organizzare questi progetti all'aria aperta è offrire un’elevata qualità delle opere, simile a quella museale, considerando però che le installazioni negli spazi pubblici presentano dei rischi maggiori per le condizioni atmosferiche ma non solo.

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Sculture Garden

La Biennale di Ginevra Sculpture Garden (dal 10 giugno al 30 settembre) lanciata nel 2018 è giunta alla terza edizione. Nell'elegante Parc des Eaux-Vives presenta 26 progetti realizzati da oltre 30 artisti internazionali (Brasile, Kwait, Usa, Senegal, Messico) selezionati dalla curatrice Devrim Bayar (Bruxelles, 1980) che ha preferito lavorare direttamente con gli artisti senza coinvolgere le gallerie. Più della metà delle installazioni sono state commissionate ad hoc e tutto il progetto ha avuto a disposizione un budget di 1,3 milioni di franchi svizzeri da parte degli organizzatori, artgeneve, la fiera d'arte contemporanea attraverso la Fondation pour les Arts Visuels, il MAMCO, museo di arte moderna e contemporanea di Ginevra, e la città di Ginevra con il Fonds d'art contemporain de la Ville de Genève, senza dimenticare il sostegno di diversi mecenati.

Gabriel Kuri - Fountain, 2022 - Esther Schipper (Berlino)

Le nuove commissioni

In questo percorso attraverso la Biennale ginevrina abbiamo visto «Fountain», la scultura di Gabriel Kuri (Mexico City, 1970) ispirata ai servizi igienici pubblici ad alta tecnologia della città svizzera ed invita lo spettatore ad attivare la sua forma sottilmente mutevole con la semplice pressione di un pulsante, facendo scorrere brevemente l’acqua sulla sua asettica superficie in acciaio inossidabile. La pratica artistica di Gabriel Kuri comprende diversi media, tra cui la scultura per la quale utilizza oggetti naturali, industriali e prodotti in serie (schiuma isolante, conchiglie, lattine di bibite, pietre o ricevute di biglietti). L'artista lavora con diverse gallerie in Messico con Kurimanzutto, in Italia con Franco Noero e a Berlino con Esther Schipper dove le sue sculture hanno un range di prezzo compreso tra 20-60.000 euro in base alle dimensioni.

Daniel Lie - Them, 2022 - Casa Triângulo (San Paolo, Brasile)

Realizza in prevalenza grandi installazioni l'artista Daniel Lie (lavora con la galleria brasiliana Casa Triângulo e i suoi lavori hanno un range di prezzo tra 2.000 e 26.000 euro) che per Sculpture Garden ha creato “Them” un’installazione site-specific sospesa tra sequoie monumentali: basandosi sulla loro disposizione semicircolare assume una forma di santuario in cui i visitatori sono invitati a fermarsi.

Céline Condorelli - Ouah Wau ( to Donna Haraway), 2022 - Galeria Vera Cortês (Lisbona)

Le opere di Céline Condorelli si presentano come oggetti quasi-funzionali strutturati che coinvolgono gli oggetti, le persone e il contesto in cui prendono vita, in una riflessione che mette in crisi il confine tra la sacralità dell'opera d'arte e la sua funzionalità. «Ouah Wau ( to Donna Haraway)», 2022 ideata per Sculpture Garden è una struttura di sostegno per un albero cadente del parco. Alla base della scultura alcune forme grafiche servono come giochi o esercizi per i cani che possono correre liberamente in questa parte del parco. L'opera (in acciaio inox verniciato 800 × 390 cm) è stata realizzata con il sostegno della Galeria Vera Cortês di Lisbona che rappresenta l'artista (i prezzi delle sculture oscillano da 5.200 per i lavori più piccoli a 15.000 euro).

Alia Farid - In lieu of what is, 2022 - Galerie Imane Farès (Parigi)

Le altre opere

Tra le opere già realizzate che il curatore ha selezionato colpisce il lavoro monumentale di Alia Farid (il suo palmento artificiale è attualmente esposto sul terrazzo del Whitney per l'omonima biennale), «In Lieu of What Was», indaga gli effetti delle industrie sul tessuto sociale nel sud dell’Iraq e del Kuwait, paese d’origine dell'artista. Le cinque sculture realizzate in fibra di vetro e resina poliestere con dimensioni che superano in altezza i due metri sono in vendita dalla galleria parigina Galerie Imane Farès a 160mila euro. Altre sculture di dimensioni più contenute viaggiano sui 20mila euro come l'opera «Jerrycan (Lovely Gift from Blessed Land)», 2017 realizzata in calcare in edizione di 5+2 AP (30 x 36 x 15 cm peso 65 kg).

Sammy Baloji - “and to those North Sea waves whispering sunken stories”, 2021 - Galerie Imane Farès (Parigi)

Esplora la memoria e la storia della Repubblica Democratica del Congo, la scultura di Sammy Baloji, «and to those North Sea waves whispering sunken stories» del 2021. Le sue opere sono da sempre un’indagine continua sul patrimonio culturale, architettonico e industriale della regione del Katanga, nonché un’interrogazione sull’impatto della colonizzazione belga. L'artista, nato a Lubumbashi, RD Congo nel 1978 vive tra Lubumbashi e Bruxelles, lavora con Galerie Imane Farès e la sua installazione (dimensioni 223,8 x 230 x 129,6 cm) è un terrario in metallo e vetro contenente varie piante tropicali, terriccio e ciottoli d'argilla (prezzo 60.000 euro).

Erika Verzutti - Venus of Cream, 2020 - Andrew Kreps (New York)

«Venus of Cream», 2020 (bronzo 210 × 79 cm) è il titolo della scultura dell'artista brasiliana Erika Verzutti (da Andrew Kreps Gallery i pezzi delle sue sculture oscillano indicativamente fra 30.000 e 180.000 $) che nella sua pratica utilizza una varietà di materiali, come la cartapesta, il cemento, il bronzo e la modellazione di elementi naturali e frutta immaginaria con l’argilla, per esplorare il ruolo del ready-made naturale nella scultura. L’universo di Verzutti è simile a un bestiario e a una flora tropicale in cui si mescolano forme organiche di ogni tipo: animali, frutti, totem... spesso impregnati di una carica erotica. Per Sculpture Garden, presenta una delle sue Veneri rovesciate, come omaggio alla sensualità e alla fertilità, sotto forma di un frutto tropicale dai seni multipli. Una di queste sculture era in vendita ad ArtaBasel nell'edizione che si è appena conclusa.

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