Rientro in classe

La scuola alla prova del terzo anno di pandemia: in aula con il sogno di restarci

Reportage di Radio 24. La gestione dell’emergenza raccontata da Rossana Di Gennaro, preside dell'alberghiero “Carlo Porta” di Milano.

di Maria Piera Ceci

3' di lettura

Gli ultimi a tornare sui banchi saranno lunedì 20 gli studenti di Puglia e Calabria. Gli altri sono già in classe: di nuovo con le mascherine, di nuovo con il distanziamento, di nuovo con il rischio di tornare in didattica a distanza nel caso si riscontri un caso di positività al Covid.Quest'anno vaccini e green pass, obbligatorio per tutto il personale scolastico e anche per i genitori, dovrebbero limitare le chiusure, ma come sono andati questi primi giorni? Radio 24 è andato a vederlo all'istituto professionale Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera “Carlo Porta” di Milano. Il racconto è andato in onda domenica 19 settembre nel Reportage alle 8.15.

La gestione dell’emergenza

In vetta alla classifica Eduscopio, 1.100 studenti da gestire con le norme antiCovid: 1.100 ragazzi da far entrare, uscire, da formare nei laboratori, da organizzare in dad nel caso si riscontri una positività, come già successo per una classe.«Dal punto di vista dei green pass è andato tutto molto bene. L'anno scorso quasi tutti i docenti si erano vaccinati, così come i nuovi insegnanti arrivati quest'anno. Ad eccezione di due docenti che hanno scelto di fare i tamponi ogni due giorni, siamo tutti vaccinati e sta funzionando la piattaforma per i controlli del green pass di cui ci ha dotato il Ministero dell'Istruzione», ci racconta la dirigente scolastica dell'alberghiero “Carlo Porta”, Rossana Di Gennaro. «La cosa più difficile quest'anno è capire le nuove regole per le quarantene: si è passati a sette giorni di quarantena per i ragazzi vaccinati e a dieci giorni per quelli non vaccinati. Ma per noi è però complicato raccogliere queste informazioni, perché le famiglie non sono tenute a comunicarci se gli studenti sono vaccinati». Green pass obbligatorio quest'anno anche per i genitori che dovessero entrare a scuola. «Al momento nessun problema, già lo scorso anno avevamo spostato i colloqui online. Per noi però in alcuni casi è importante incontrare i genitori qui a scuola e parlare con loro in presenza, speriamo non avremo problemi».

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Nodo trasporto pubblico

Un'organizzazione complessa quella di quest'anno, che prevede ancora una volta ingressi scaglionati per evitare l'affollamento sui mezzi pubblici.«Su indicazione della Prefettura, abbiamo dovuto scaglionare gli ingressi: il 75 per cento degli studenti entra alle 8, dalle 9.30 in poi la restante parte. Con le giornate intere di laboratorio, riusciamo a far entrare più tardi tutti i ragazzi che hanno attività di laboratorio. E in questo caso gli studenti mangiano in istituto. L'anno scorso, grazie all'organico Covid, siamo riusciti anche a sdoppiare le attività di laboratorio garantendo il corretto distanziamento fra gli studenti. Speriamo che l'organico Covid sia mantenuto anche quest'anno. Il problema è soprattutto per i laboratori di cucina dove non è possibile assicurare i due metri di distanza fra gli studenti che devono muoversi fra i fornelli».

Classi pollaio

Rispettare le regole antiCovid non è cosa semplice, anche al “Carlo Porta” di Milano è presente il problema delle classi pollaio. In quelle di cucina (indirizzo molto richiesto) si arriva nel triennio anche a classi da 27-28 studenti. Fortunatamente però le aule sono piuttosto ampie e l'anno scorso – ci spiega la dirigente Rossana Di Gennaro - si è proceduto ad interventi che hanno migliorato l'aerazione con i soffitti aspiranti, agevolando anche l'apertura delle finestre, in alcuni casi ostruite dalle ampie cappe. Nota positiva quella dell'organico, grazie alla recente infornata di assunzioni.«Siamo messi abbastanza bene, insperatamente. L'anno scorso abbiamo molto sofferto: gli ultimi insegnanti sono arrivati l'8 gennaio. Quest'anno siamo praticamente al completo, mancano solo 6 o 7 docenti a causa di alcune rinunce. Ma ci sono state molte immissioni in ruolo e anche il livello è buono. L'anno scorso è capitato di avere docenti senza alcuna esperienza di insegnamento, anche sul sostegno».

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