La Spezia

La scuola di trasporti formerà nuovi guidatori

di Monica Zunino

2' di lettura

Il progetto non è ancora stato avviato, ma alla Scuola nazionale trasporti e logistica della Spezia stanno lavorando con l’obiettivo di lanciare un corso per autisti di camion che colmi il gap della carenza con cui da mesi il settore della logistica sta facendo i conti.

«Abbiamo ricevuto moltissime richieste dalle aziende di autotrasporto - spiega Federica Catani, direttore della scuola - le imprese sono talmente interessate da essere disposte ad accordare un impegno occupazionale e quindi vorremmo realizzare a breve un progetto pilota di formazione con obbligo di assunzione. Stiamo lavorando a un percorso che non abbia solo la finalità di prendere la patente, ma sia anche un’iniziativa di orientamento, conoscenza degli sbocchi lavorativi, delle imprese di riferimento. In questo modo, nella nostra offerta formativa, accanto a operatori portuali, ferrovieri, tecnici di spedizione, logistic manager, avremmo anche gli autisti: da chi opera in piazzale a chi opera in ufficio, una pluralità di figure che compongono tutta la catena logistica».

Loading...

Costituita nel 1991 a La Spezia, su iniziativa della Camera di commercio locale, dopo uno studio di Unioncamere che evidenziava la mancanza a livello nazionale di un presidio strutturato per la formazione in ambito logistico e dei trasporti, la scuola da trent’anni forma figure professionali per l’economia del mare, dal livello manageriale, con il logistic manager, ai tecnici delle spedizioni, tecnici doganalisti, della mediazione marittima fino agli operatori di terminal portuali che lavorano in banchina.

Con più di 29mila persone formate negli ultimi 10 anni, 141.931 ore e sedi anche a Genova e Marina di Carrara (il cui porto, con La Spezia, fa parte dell’Autorità di sistema del Mar ligure orientale), la scuola effettua corsi sia per chi è già occupato sia per chi è in cerca di lavoro e spazia anche sui temi della sicurezza. Inoltre è centro riconosciuto per la formazione in ambito ferroviario e fa studi su commissione.

Fra i 30 soci che ne fanno parte, ci sono associazioni, enti e imprese che, oltre a fornire un barometro delle necessità del mercato, sempre più chiedono d’intervenire nella formazione e si impegnano a garantire stage e assunzioni.

«Fin dall’inizio della nostra storia - spiega Catani - abbiamo coinvolto i soci, progettando i percorsi con loro, ma ora la tendenza si è rafforzata. Non siamo più noi a cercare le aziende alla conclusione del percorso formativo: sono loro a farlo perché hanno necessità di trovare persone che siano già in parte formate, non genericamente ma in modo mirato rispetto alle caratteristiche e alle innovazioni in atto in questa fase di grandi cambiamenti tecnologici, normativi, procedurali. Il portuale di oggi non è quello di 10 anni fa».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti