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Twitter, al via oggi il licenziamento di massa voluto da Musk: a casa 3.700 persone. Class action degli ex dipendenti

Un gruppo di ormai ex dipendenti di Twitter ha presentato una class action, presso il tribunale di San Francisco, contro l’azienda: denunciano di non aver ricevuto il preavviso di 60 giorni stabilito dalla legge

di Franco Sarcina

Aggiornato venerdì 4 novembre alle 7:22

Twitter, Musk azzera il cda e prepara il taglio del 25% dei dipendenti

3' di lettura

Parte la scure di Musk su Twitter. Il discusso imprenditore prevede infatti di eliminare 3.700 posti di lavoro, circa la metà della forza lavoro della società di social media, in tutto 7.500 dipendenti, nel tentativo di ridurre i costi.

Musk, che ha recentemente acquisito la piattaforma per 44 miliardi di dollari, intende anche invertire la politica esistente dell’azienda sul lavoro in remoto, chiedendo ai dipendenti rimanenti di presentarsi negli uffici, anche se potrebbero essere fatte alcune eccezioni.

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La class action degli ex dipendenti

Intanto, i media americani riportano la notizia di un gruppo di ormai ex dipendenti di Twitter che ha presentato una class action, presso il tribunale di San Francisco, contro l’azienda di Elon Musk, accusandola di non aver ricevuto il preavviso di 60 giorni stabilito dalla legge e di aver appreso del loro licenziamento solo quando hanno trovato i loro account bloccati.

In una comunicazione interna inviata giovedì la compagnia di San Francisco avvertiva i dipendenti che avrebbero ricevuto una mail in caso di licenziamento. Ma molti impiegati hanno cominciato a condividere sui social media di non poter più accedere ai loro account, scoprendo di fatto di essere stati cacciati.

La lettera ai dipendenti

La notizia trova riscontro su più fronti. Il New York Times ha visionato la copia di una mail inviata nei giorni scorsi ad alcuni dipendenti. Il messaggio ordinava loro di andare a casa giovedì e di non tornare in ufficio questa mattina, venerdì, giorno in cui diventano operativi i primi tagli al personale.

Le modalità sarebbero state decise da Musk insieme a un team di consulenti. Secondo le fonti anonime, i termini della riduzione dell’organico potrebbero però ancora cambiare. Nello scenario considerato, ai lavoratori licenziati verranno offerti 60 giorni di indennità di fine rapporto, hanno affermato due delle fonti.

In precedenza, lo stesso Musk, in un tweet, aveva smentito un articolo del New York Times in cui si affermava che intendeva licenziare i dipendenti di Twitter prima del 1° novembre per evitare le sovvenzioni in azioni dovute quel giorno.

Otto dollari per la “spunta blu”

L’imprenditore ha acquisito il social, per una cifra di 44 miliardi di dollari, da pochi giorni, dopo un lungo processo, e ha già operato consistenti tagli nel management, compreso il licenziamento dell’ex Ceo, Parag Agrawal; altri top manager, come la chief commercial officer Sarah Personette, si sono dimessi. L’ultima sua iniziativa, comunicata anche via Twitter, è prevedere per il prossimo futuro un fee mensile* di 8 dollari per gli utenti di Twitter che vogliono avere la “spunta blu”, ovvero un account verificato.

Inserzionisti preoccupati: L’Oréal sospende la pubblicità

Le misure di riduzione dei costi arrivano quando Musk affronta le preoccupazioni degli inserzionisti, la fonte della maggior parte delle entrate di Twitter, che temono che i suoi piani per allentare le regole di moderazione dei contenuti sulla piattaforma, un’altra delle prime iniziative che Musk vuole portare avanti sul social cinguettante, probabilmente porteranno a un aumento dei contenuti inappropriati.
L’Oréal ha deciso di sospendere la pubblicità sulla piattaforma, mentre Interpublic, uno dei più grandi gruppi pubblicitari del mondo, ha raccomandato ai suoi clienti di sospendere gli investimenti pubblicitari su Twitter per la prossima settimana, secondo quanto riportato dal sito di informazione finanziaria Morning Brew.

Il nodo della moderazione dei contenuti

In un’e-mail inviata questa settimana a un’agenzia di media e visionata dal Financial Times, Twitter aveva chiesto ai marchi pubblicitari di «sopportarci mentre attraversiamo questa transizione», aggiungendo che le politiche di moderazione dei contenuti non sono cambiate.
In una call svoltasi il 2 novembre con i migliori investitori pubblicitari su Twitter e riportata sempre dal Financial Times, Musk ha detto che intende offrire diversi livelli di moderazione dei contenuti, sulla falsariga dei sistemi di classificazione dei film. Musk ha anche rassicurato coloro che erano all’ascolto che non aveva alcuna intenzione di eliminare i ruoli di moderazione dei contenuti.

Tuttavia, l’imprenditore ha anche, come altre volte ha fatto in passato, ribattuto nella giornata di mercoledì alle preoccupazioni degli investitori, twittando un sondaggio che chiedeva se gli inserzionisti dovessero sostenere la libertà di parola o la «correttezza» politica.

*Corretto dalla versione precedente

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