rackete si scusa con la gdf

Sea Watch a Lampedusa, la comandante ai domiciliari

Accuse e polemiche, ma anche molta solidarietà per la comandante della nave olandese di cui è armatrice una Ong tedesca. Carola Rackete è ora ai domiciliari sull'isola. L'accusa nei suoi confronti è di resistenza o violenza contro nave da guerra e tentato naufragio. Nella concitata manovra di attracco, la Sea Watch ha speronato una motovedetta Gdf danneggiandola

di A. Gagliardi, F. Milano e V. Nuti


Sea Watch: chi è Carola Rackete la capitana che ha sfidato Salvini

6' di lettura

Polemiche e solidarietà, ma anche maggioranza ricompattata e lo scontro diplomatico con i parter Ue dopo il blitz notturno che sabato 29 giugno ha visto la Sea Watch entrare di forza nel porto di Lampedusa violando l'alt intimato dalla Guardia di Finanza, e quasi speronando una motovedetta nel tentativo di arrivare in banchina. La comandante Carola Rackete si è scusata con i militari per la manovra azzardata: «Ho fatto un errore, non volevo fare danni ma solo portare a terra queste persone», riferendosi alla quarantina di migranti che erano a bordo.

Già indagata, Rackete è stata immediatamente messa ai domiciliari sull'isola dalla Procura di Agrigento, in attesa della convalida dell'arresto.Particolarmente drammatiche le circostanze del fermo da parte dei militari della Guardia di Finanza, avvenuto non appena la nave è attraccata in banchina: una volta in porto la Sea Watch è stata infatti accolta dagli applausi dei volontari a terra ma anche dagli insulti, alcuni pesantissimi, di un gruppo di lampedusani. «Spero che ti violentino, zingara, tornatene in Olanda» i meno violenti.

La vicenda ha provocato un duro affondo da parte di Francia, Germania e Lussemburgo, tre dei cinque Paesi (gli altri sono Portogallo e Finlandia) che si sono detti disponibili ad accogliere i 40 migranti, psicologicamente stremati dopo 17 giorni a bordo della Sea Watch in attesa di conoscere il proprio futuro. Peri il Governo di Parigi «la chiusura dei porti viola la legge del mare». In una nota il ministro dell'Interno francese, Christophe Castaner, ha attaccato invece le «soluzioni non concertate» con i partner Ue adottate da Roma, e in particolare la chiusura dei porti italiani voluta da Salvini «in violazione del diritto internazionale del mare, anche se gli sbarchi di persone soccorse in mare sul suo territorio continuano». Per Berlino, «salvare le vite umane è un dovere umanitario». e «soccorrere vite umane in mare non può essere criminalizzato». Via social, il ministro degli Esteri del Lussemburgo Jean Asselborn ha invece lanciato un appello per l'immediata liberazione della comandante Rackete, perchè «salvare vite è un dovere e non può mai essere un reato o un crimine. Non farlo, al contrario, lo è».

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«Non prendo lezioni», è invece la linea espressa dal vicepremier Matteo Salvini in risposta alle censure arrivate dai partner Ue, linea che trova il pieno appoggio dal premier Giuseppe Conte: «Le leggi ci sono, che piaccia o non piaccia», ha sottolineato dal G20 di Osaka,. E anche l'altro vicepremier Luigi Di Maio si schiera, per una volta allineato all'alleato di Governo: «Uno Stato sovrano ha le leggi e le fa rispettare, punto». Posizioni contro cui si scaglia tutta l'opposizione. «Salvini si deve vergognare», attaccano da sinistra Pd e Cgil, compatti nell'accusare Salvini e il Governo di voler usare la vicenda per sola propaganda senza tuttavia avere una politica sull'immigrazione. Mentre i deputati del centrosinistra presenti sulla nave nelle ultime 48 ore si dicono pronti a testimoniare al processo contro la comandante Rackete. Il Segretario di Stato Vaticano, il Cardinale Pietro Parolin, ribadisce la posizione del Vaticano, opposta alla politica di "porti chiusi" del Viminale: «La vita umana va salvata in qualsiasi maniera. Quindi quella deve essere la stella polare che ci guida, poi tutto il resto è secondario».

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Due i reati contestati alla comandante tedesca dalla Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio: resistenza o violenza contro nave da guerra (articolo 1100 del Codice della navigazione, da 3 a 10 anni di reclusione) e tentato naufragio (articoli 110 e 428 del Codice penale, sanzionato con una pena massima di 12 anni). Entro 48 ore il Pm dovrà chiedere al Gip la convalida dell'arresto. Il giudice delle indagini preliminari ha altre 48 ore per fissare l'udienza in cui si dovrà decidere se convalidare o meno il provvedimento.

La nave della Ong tedesca, trasferita al porto di Licata, è stata posta sotto sequestro probatorio. Non è escluso poi che per effetto del Dl Sicurezza bis (entrato in vigore il 15 giugno), possa anche subire il sequestrato amministrativo del Prefetto. La Gdf ha contestato la violazione delle norme del Dl 53/2019 alla comandante Rackete ma anche all'armatore e al proprietario, che dovranno pagare una sanzione di 16mila euro a testa. Il minimo previsto era di 10 mila, mentre il massimo di 50mila euro.

A caldo, fin dalle prime ore di sabato, contro il «comportamento criminale della comandante della Sea Watch, che ha messo a rischio la vita degli agenti della Guardia di Finanza» si è subito schierato il ministro dell'Interno Matteo Salvini, da giorni in prima linea nell'attaccare le scelte della Ong armatrice della Sea Watch. Rackete «ha fatto tutto questo con dei parlamentari a bordo tra cui l'ex ministro dei Trasporti (il dem Graziano Delrio, ndr): incredibile», ha aggiunto Salvini annunciando la redistribuzione di tutti gli immigrati che erano a bordo della nave in cinque Paesi europei, «che ringrazio». Si tratta di Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo e Finlandia, come ha confermato da Natasha Bertaud, portavoce della Commissione Ue. «Brilla per la sua assenza e il suo vergognoso menefreghismo il governo olandese, che ha dato una bandiera a una nave fuorilegge fregandosene di quello che l'equipaggio di questa nave è andato a fare in giro per il Mediterraneo», ha poi concluso il leader del Carroccio.

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Di tutt'altro avviso la Ong tedesca, la cui posizione è stata riassunta dalla portavoce Giorgia Linardi. «Non avevamo scelta, al comandante, iscritto nel registro degli indagati, non è stata data nessuna soluzione di fronte a uno stato di necessità dichiarato trentasei ore fa e quindi era sua responsabilità portare queste persone in salvo», ha spiegato Linardi. «La violazione - ha aggiunto - è stata non del comandante, ma delle autorità che non hanno assistito la nave per sedici giorni». «Da giurista, conoscendo i provvedimenti adottati, si prefiguravano responsabilità penali. Non voglio sostituirmi alla magistratura, a cui spetta applicare le leggi». Ma «le leggi ci sono, che piaccia o non piaccia», è invece il commento del premier Giuseppe Conte in conferenza stampa al G20 di Osaka.

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In attesa delle decisioni della Procura di Agrigento si sono svolte intanto le procedure di sbarco dei 40 migrati ancora a bordo della Sea Watch, che sono stati trasferiti al Centro di accoglienza presente sull'isola. Prima di scendere dalla nave i migranti hanno salutato e abbracciato i volontari della Ong che in queste due settimane li hanno assistiti. Per la nave al centro della vicenda, grazie al Dl sicurezza bis, è invece scattato il sequestro amministrativo e una sanzione pecuniaria da 20mila euro che, in caso non venisse pagata nei termini, potrà arrivare fino a 50mila euro.

Nella concitata manovra di attracco la Sea Watch - come noto nave di una Ong tedesca battente bandiera olandese - ha provocato danni da speronamento a una motovedetta Gdf, che è rimasta in pratica "schiacciata" sulla banchina commerciale del porto di Lampedusa, e dovrà con ogni probabilità essere portata in cantiere per riparazioni. Il danneggiamento della motovedetta ha indotto la Procura agrigentina a contestare alla capitana Rackete anche il reato di tentato naufragio, sanzionato con la pena massima di 12 anni. «Le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi in divisa lavora in mare per la sicurezza di tutti». ha sottolineato il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, commentando il tentato approdo della Sea Watch.

GUARDA IL VIDEO: Sea Watch ancora ferma, indagata la capitana della nave

GUARDA IL VIDEO: Le condizioni dei migranti a bordo della Sea Watch

Il drammatico braccio di ferro tra il Viminale e la Ong tedesca degli ultimi giorni diventa anche lo spunto per nuove prese di posizione da parte dell'opposizione. «La priorità del governo non dovrebbe essere quella di dare la caccia ai migranti e ai volontari delle Ong». attacca tra i primi il segretario nazionale di Articolo Uno, Roberto Speranza. «Basti pensare che il 28,9% dei giovani tra i 20 e i 34 anni non lavora e non studia. È lo spreco più inaccettabile di risorse umane per il nostro Paese. Di questo dovrebbe occuparsi un governo serio», conclude Speranza. Per il sindaco di Milano Giuseppe Sala «quando sin arriva a questi punti si è veramente andati oltre, perché obiettivamente quelle persone rischiano la vita», e definisce « disdicevole» che il Governo se la prenda con 40 migranti. «In questo caso la capitana l'ha fatto per salvare delle vite umane. Ma non elaborerei tanto sulla capitana, che ha fatto quello che riteneva di fare, che ha fatto il suo dovere e che si è presa i suoi rischi.

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