Residenziale alternativo

La seconda casa..in mezzo al mare

Dal Salone nautico di Genova (che chiude oggi) emerge la tendenza – molte sono coppie vicino alla pensione – che all’investimento su un alloggio di pregio in una località turistica, prediligono l’acquisto di una barca. Rispetto al passato, la larghezza media delle imbarcazioni, sia a vela che a motore, è notevolmente aumentata

di Maria Chiara Voci

Foto di Giovanna Vitelli

4' di lettura

Se la seconda casa fosse una barca? La domanda serpeggiava nel fine settimana del 18-19 settembre fra la folla di visitatori che (con numeri da tutto esaurito) hanno popolato le banchine del Salone Nautico 2021 di Genova (16-21 settembre). Un’edizione a ranghi ridotti, che però – a detta di diversi responsabili marketing delle aziende espositrici – se non fosse per le limitazioni legate alle difficoltà produttive in tempo di pandemia, sarebbe da record. Perché proprio il ricordo del vissuto durante il recente lockdown è uno dei fattori che sta spingendo il desiderio, crescente, delle persone di vivere all’aria aperta. Compresa l’idea di trasferirsi “in mezzo del mare”. Ed è per questo che, a differenza del passato, accanto agli appassionati della nautica, ad informarsi su prezzi e prestazioni delle barche a vela e motore ci sono sempre più neofiti.

Mercato in crescita

«C'è un nuovo mercato che sta crescendo – racconta Monica Alterisio, esperta skipper di SailActivity mentre ci accompagna in visita al nuovo ed elegantissimo Dufur 470 –. Sono coppie, in molti casi vicino all’età della pensione. Che potrebbero permettersi l’investimento di acquisto di un alloggio di pregio in una località turistica e che decidono, in alternativa, di comprare una barca. Rispetto al passato, la larghezza media delle imbarcazioni, sia a vela che a motore, è notevolmente aumentata. L’impiego di materiali leggeri e tecnologici ha favorito il disegno di layout interni sempre più confortevoli, con ampi open space e con tutte le comodità di un appartamento».

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Un pensiero collettivo – per ora di questo si tratta – che va ben compreso. Una barca, a differenza di una casa, si svaluta nel tempo. Quindi si tratta di un altro genere di investimento. Più concentrato sull’oggi e ora e meno sul futuro. Ma non è raro il caso di chi acquista un’imbarcazione con tre/quattro cabine a scopo charter e noleggio, considerata la possibilità anche per i privati (in regola con permessi e documenti) di accogliere ospiti in affitto occasionale per pernottamenti in cabina con crociera inclusa. Per questo, la conferma di un nuovo trend arriva da produttori diversi. A partire dagli ampi stand di aziende note nel mondo degli yacht come Azimut o Next fino alle banchine di marchi storici per le barche a vela quali Jeanneau, con diverse proposte anche a motore.

La prima azienda, che ha sede ad Avigliana, produce vere e proprie dimore di lusso galleggianti. Fra i modelli di punta, i nuovissimi yacht Azimut 53 e Azimut 68 contengono unità abitative ampie e luminose e diverse soluzioni studiate per massimizzare lo spazio e che suggeriscono idee anche al settore dell'edilizia residenziale, per attrezzare mini-unità immobiliari. Un living con cucina dove l’angolo cottura è separato da un leggero divisorio a listelli, che chiude senza interrompere la vista; un bagno con un ingresso aperto verso il lavandino e due mini-locali separati per wc e doccia (customizzabile con Spa). Armadi studiati nel dettaglio per non lasciare nulla al caso, con ante scorrevoli che massimizzano gli ingombri. Una cura notevole per gli esterni.

Taglia del tutto diversa, ma medesime attenzioni anche sul Cap Camarat 12.5 WA di Jeanneau, che fra i dettagli ha un balconcino estensibile (a motore spento) sull'acqua. Una soluzione pratica e innovativa per aumentare la superficie calpestabile aprendo un affaccio sul mare. «A seconda dei modelli, c’è chi sceglie una barca per trascorrere il giorno, chi invece vuole viverci per periodi anche relativamente lunghi e viaggiando – spiega Andrea Vergante dell’agenzia Riviera Yacht New di Mentone –. Si tratta di esigenze differenti e per questo la decisione deve essere ben soppesata a monte».

Ancora di più nei modelli non luxury e con metrature ridotte, è interessante osservare il risultato del lavoro congiunto fra progettisti e designer e aziende produttrici. L’attenzione ai materiali è massima: fra le novità al Salone spicca il rivestimento sintetico e 100% riciclabile Refit Style che imita, anche al tatto, il legno da esterni delle imbarcazioni e che, al contrario, consiste in un tappeto in plastica di pochi millimetri da assemblare in strisce termosaldate, già modellato sugli spazi che andrà a ricoprire. Una soluzione che, spiegano i produttori, nasce con la nautica, ma è già capitato di applicare su balconi e terrazze o persino negli interni di una casa. Elettrodomestici, sanitari e docce per interno ed esterno sfruttano ogni centimetro: fra le grandi novità di stagione gli spazi cucina esterni, per una cena sotto le stelle.Per ciò che riguarda, infine, la struttura, la scommessa del futuro è il carbonio. Riciclabile, eterno e soprattutto leggero e modellabile.

L’attenzione a materiali e finiture

«La nostra scelta – racconta Peter Markowitz a bordo della splendida Gin Cin, esempio di Y Yacht di Michael Schmidt Yachtbau, progettata da Bill Tripp – è stata quella di eliminare ogni altro materiale strutturale. In questo modo, oltre a ridurre il peso a vantaggio della sostenibilità e del risparmio, è possibile disegnare interni con ampie zone aperte e living anche di 80 metri quadrati». Fra i progettisti delle barche della casa tedesca anche studi altisonanti come quello di David Chipperfield o Norm Architects. In una contaminazione completa fra edilizia e nautica.E se brand più “puristi” come Solaris dichiarano di voler continuare a rivolgersi a un mercato esclusivo di appassionati di vela (pur esponendo modelli di altissimo comfort interno), ci sono all’estremo opposto realtà che già sono all’avanguardia per intercettare la tendenza alla residenza galleggiante. È il caso di Della Pasqua di Ravenna che presenta un prototipo di vera e propria houseboat. «Una casa sull’acqua – racconta Stefano Salvadori –, completa di ogni ambiente compresa una terrazza con vasca idromassaggio, che è già realtà».

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