aeronautica

La seconda giovinezza del C-27J Spartan, in volo a sostegno della Protezione civile

Il velivolo di Leonardo realizzato nell’hangar di Caselle Torinese nasce come un cargo militare o oggi scommette sulla versatilità degli allestimenti

di Filomena Greco

C-27J Antincendio

3' di lettura

Continua a fare il suo lavoro anche durante l’emergenza da Covid-19, trasportando a supporto della Protezione civile italiana oltre 26 tonnellate di materiale con all'attivo circa 15mila miglia percorse per un totale di 68 ore di volo. Il C-27J Spartan si conferma una sorta di evergreen per Leonardo. Con alle spalle una storia di 20 anni e 87 esemplari sul mercato, il velivolo assemblato nello stabilimento di Caselle Torinese vive una seconda giovinezza.

Lo sanno bene i circa 300 addetti, tra tecnici e operai, al lavoro nell’hangar di Caselle Nord: durante le settimane di allerta sanitaria non hanno fatto neanche un’ora di cassa integrazione e si preparano a lavorare su tre turni per ridurre i rischi di contagio. «In una prima fase l’azienda ha ridotto al minimo le attività - racconta Rocco Cutrì della Fim-Cisl – e ha implementato il piano per la sicurezza distribuendo igienizzanti, mascherine e guanti». La previsione ora è di tornare al massimo della capacità produttiva e mantenere la modalità smart working attiva.

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Tra le sedi di Caselle e corso Marche, a Torino, sono circa 2.600 gli addetti in capo a Leonardo, ricorda Valter Vergnano della Fiom di Torino: «Il Gruppo ha istituito un fondo di solidarietà per consentire la copertura delle mancate ore di lavoro senza conseguenze sulle buste paga, nel quale l’azienda ha fatto confluire circa trentamila giornate di ferie e tutti i lavoratori potranno dare il loro contributo in giornate di ferie per i colleghi».

Grazie alle capacità di riconfigurazione del carico, il C-27J ha alternato missioni di trasporto di materiale ed attrezzature sanitarie, trasporto di personale sanitario e operazioni di trasferimento complesse in bio-contenimento. Ma la lista di missioni a seguito di catastrofi naturali come uragani, terremoti o incendi è lunga per il C-27J Spartan. Nel 2012 quando l’uragano Sandy colpisce la costa orientale degli Stati Uniti, la Air National Guard impiega per la prima volta il velivolo italiano in supporto a un’emergenza umanitaria domestica, come succede anche qualche anno dopo, nel 2017, quando la United States Coast Guard usa i C-27J per portare assistenza alle popolazioni colpite dagli uragani Harvey, Irma e Maria.

La Fuerza Aérea del Perù ha usato i suoi Spartan per i soccorsi in Ecuador nel 2016 dopo un violento terremoto, nel 2017 è toccato al Cile, colpito da gravissimi incendi, e allo stesso Perù, devastato da piogge alluvionali. A gennaio scorso poi sono stati i C-27J della Royal Australian Air Force a volare in condizioni estreme, impegnati nella lotta agli incendi che hanno colpito l'Australia.

Sono 16 gli operatori che hanno scelto il velivolo cargo di Leonardo, gli ultimi contratti sono quelli siglati con Slovacchia, Zambia e Kenya mentre un deal resta riservato. Il C-27J nasce come velivolo militare progettato dall’allora Alenia Aeronautica di Torino e di Pomigliano sulla base del precedente G-222, con l’ambizione di creare un aereo capace di integrare l’operatività dei più grandi velivoli da trasporto militare Lockheed Martin C-130 diffusi su tutti gli scenari operativi, con il compito di supportare le operazioni militari di terra e il rifornimento di materiali nell’«ultimo miglio».

Oggi il C27J scommette sulla sua grande versatilità – capacità di decollo su piste brevi e di atterraggio in diverse condizioni – e sull’evoluzione della sua piattaforma operativa, con un approccio dual-role che si basa sull’integrazione di nuove tecnologie. Sviluppi che ne stanno allargando la base commerciale grazie a una piattaforma concepita per un velivolo multimissione, in grado di essere riconfigurato per un vasto numero di interventi, militari e di supporto alla protezione civile.

Da citare ad esempio la versione del C-27J antincendio – FireFighting – che prevede lo sgancio sull’area colpita dalle fiamme di contenitori biodegradabili di sostanza ritardante e nell'ambito del consorzio europeo Scodev Leonardo sta sperimentando una soluzione, con sistema aspirante, che prevede la possibilità di riempire il serbatoio anti-incendio volando su un un tratto di mare, di lago o sul corso di un fiume, ad una quota di circa 30 metri.

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