Intervista a: Carlo Ratti

«La sede dell’azienda? Flessibile, dinamica e più attenta alla natura»

di Chiara Bussi

Carlo Ratti (Architetto e professore Mit Boston)

2' di lettura

Il luogo di lavoro sostenibile e a misura di persona? Sarà flessibile, dinamico, verde, condiviso e cambierà la fisionomia delle metropoli. Parola di Carlo Ratti, architetto e urbanista, direttore del MIT Senseable City Laboratory di Boston.

Come si costruisce una sede attenta al benessere dei lavoratori oggi?

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Un elemento chiave è la socialità. Dopo il Covid e tanti mesi di lavoro in remoto sarà fondamentale puntare sulle relazioni interpersonali, riprogettando gli uffici come spazi più aperti e dinamici per incoraggiare il “cafeteria effect”, la relazione quotidiana e conviviale. Si può pensare anche a riprogettazioni più radicali, con nuovi sistemi capaci di generare serendipità, ad esempio attraverso un nuovo modo di lavorare basato su eventi. Anche l’integrazione tra naturale e artificiale è fondamentale. Le nuove tecnologie come l’idroponico permettono di portare più verde nello spazio costruito. Un esempio? Vitae, il nuovo centro di ricerca medica in costruzione a Milano, sul quale si innesta una vigna lunga 200 metri, fulcro di connessione con il resto della città.

In che modo si coniuga la socialità con la sicurezza?

Anche in futuro passeremo meno tempo in ufficio, che va ripensato per essere usato in modo flessibile da più persone ed è fondamentale che tutto sia sanificato ad ogni passaggio. Per il Gruppo Sella abbiamo sviluppato il progetto dell’Open Innovation Center di Torino. Sono previsti diversi spazi per favorire lo scambio di idee secondo il paradigma dell’hot desking: la stessa postazione può essere utilizzata da più dipendenti in sicurezza attraverso un sistema di sanificazione ad ogni cambio. Ci sono poi finestre smart che limitano la circolazione di microrganismi aumentando anche l’efficienza energetica.

Come si adatteranno le città alle nuove modalità di lavoro?

È un momento strategico per testare politiche urbane innovative. Come a Parigi, con la “città dei 15 minuti”: quartieri in cui i bisogni essenziali sono a un quarto d’ora a piedi o in bicicletta. Una soluzione interessante per cittadini in smart working alcuni giorni a settimana.

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