diritti tv

La Serie A studia ancora il lancio di un canale tv della Lega calcio con la regia di Mediapro

di Marco Bellinazzo e Andrea Biondi


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3' di lettura

Il dossier sulla vendita dei diritti tv della Serie A per il triennio 2021/2024 sarà oggetto di uno studio approfondito della commissione tecnica della Lega, guidata dall'ad Luigi De Siervo, che dovrà vagliare opportunità e rischi connessi alla creazione di un canale autonomo e sintetizzare le proposte di Mediapro con le richieste dei club (una riunione è già prevista mercoledì 12 giugno).
Nell'assemblea di lunedì 10 giugno i proprietari di club hanno chiesto in particolare di valutare l'impatto che avrebbe la creazione di un canale della Serie A alla luce del business plan avanzato dagli spagnoli di Mediapro.

La proposta in campo

In pratica ai club sarebbe garantito un minimo di 1.060 milioni a stagione. Oltre

a questo, Mediapro metterebbe sul piatto 55 milioni per gli archivi e un budget di 78 milioni per la produzione e la distribuzione del canale. Il minino da assegnare alle società sarebbe dunque di circa 1,2 miliardi. Oltre questa soglia di ricavi scatterebbe la remunerazione per Mediapro (circa 90 milioni) e oltre questo livello di revenue il surplus andrebbe al 75% alla Lega e al 25% a Mediapro.
In questa prospettiva Mediapro intende avviare una nuova collaborazione con la Lega, avendo nel frattempo ottenuto il rinvio dell'udienza, prevista inizialmente per il 24 giugno, presso il Tribunale civile di Milano nella causa che la vede contrapposta ai club di Serie A sulla caparra da 64 milioni depositata in occasione della precedente asta dei diritti tv, quando l'azienda catalana non rispettò le tempistiche degli adempimenti prescritti dall'accordo.

La vendita dei diritti tv tramite un bando pubblico

Va compresa a questo punto la redditività di un progetto autonomo in relazione

al business model con la vendita diretta ai consumatori, cioè con la vendita dei vari pacchetti agli operatori, broadcaster, Ott o telco. Anche alla luce del fatto che la legge Melandri impone di vendere i diritti tv attraverso un bando pubblico e soltanto in caso di esito insoddisfacente di quest'ultimo consente di procedere con altre opzioni come quella del canale. Mediapro si appellerebbe però all'articolo 13 della legge Melandri che «nel rispetto dei principi di libera concorrenza e nei limiti delle disposizioni comunitarie», permette all'organizzatore della competizione (la Lega) di «realizzare una propria piattaforma, previo ottenimento dell'occorrente titolo abilitativo, ovvero realizzare prodotti audiovisivi e distribuirli direttamente agli utenti, attraverso i canali tematici ufficiali ovvero attraverso un proprio canale tematico, accedendo ai necessari servizi tecnici e commerciali a condizioni eque, trasparenti, non discriminatorie e orientate ai costi». A ogni modo è facile prevedere il muro che alzerebbe in primis Sky , con disputa legale nel caso di ricorso diretto a questo strumento.

Un probabile bando entro Natale

È il motivo per cui la Lega procederà con ogni probabilità a un bando da

concludere entro Natale. Con la differenza rispetto al passato di sancire con Mediapro (sempre che l'Assemblea aderisca alla proposta) già in anticipo il percorso del canale qualora la gara aperta agli operatori dovesse dare esito negativo. Lunedì 10 giugno, intanto, l'assemblea dei presidenti ha anche votato a maggioranza una delibera contraria alla SuperChampions (con 4 società astenute, vale a dire Inter, Roma, Milan e Fiorentina e una contraria, la Juventus). La Serie A si è così aggiunta alle altre 4 maggiori leghe europee (Ligue 1, Liga, Bundesliga e Premier League) che hanno espresso contrarietà sulla riforma proposta dalla Uefa e dell' Eca (l'associazione dei principali team d'Europa presieduta da Andrea Agnelli) sulle competizioni continentali. «È una cosa - ha dichiarato il presidente del Torino Urbano Cairo - che Eca e Uefa devono meditare su come si stiano coalizzando tutte le leghe contro un progetto che non piace a nessuno. Questa proposta deve essere ritirata» .

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