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La settimana dei mercati: Borse in attesa del taglio dei tassi della Fed

La riunione della banca centrale americana evento clou della settimana, che si chiude con i salari Usa. In Europa focus su Brexit, Pil e inflazione.

di Marzia Redaelli

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(AFP)

La riunione della banca centrale americana evento clou della settimana, che si chiude con i salari Usa. In Europa focus su Brexit, Pil e inflazione.


3' di lettura

La settimana delle borse si apre con il voto del Parlamento inglese sullo scioglimento delle camere e si chiude con i dati sul mercato del lavoro Usa.

Nel mezzo, l’attenzione degli investitori che cercano appigli per continuare a credere nei rialzi azionari sarà focalizzata sulle intenzioni più o meno espansive della banca centrale americana e sulle prime rilevazioni dell’inflazione di ottobre in Europa.

Gli indici mondiali, infatti, hanno continuato a correre - con qualche eccezione - nonostante l’invasione sui parterre della Brexit, della guerra dei dazi, delle incertezze politiche nazionali - tra cui quella italiana - e di tutto il rallentamento economico che ne è conseguito.

Merito delle banche centrali, che sono intervenute di nuovo a sostenere la crescita con i tagli dei tassi e l’aumento della base monetaria. Come afferma Alessandro Fugnoli di Kairos, i dubbi sugli effetti decrescenti degli impulsi monetari sono legittimi, ma la loro trasmissione alle attività finanziarie funziona benissimo.

LA FOTOGRAFIA

Andamento dei principali indici azionari. Dati al 25 ottobre 2019

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Rinvio Brexit, se sì quando?

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Lunedì il Parlamento inglese vota lo scioglimento anticipato delle Camere. I laburisti vogliono avere conferma del rinvio dell’uscita dopo il 31 ottobre prima di dare il consenso e l’Unione europea prende tempo per capire cosa può succedere (elezioni, referendum o accordo?) . «L’incertezza permane - afferma Ann-Katrin Petersen, vice presidente di Allianz Global Investors -; si prospetta un’ulteriore proroga, probabilmente di tre mesi, al 31 gennaio 2020 e non si escludono nuove elezioni. Pertanto, il primo capitolo dell’interminabile saga della Brexit non si è ancora chiuso. La seconda fase, il periodo di transizione per la definizione dei rapporti tra Regno Unito e Ue, è rinviata».

Gli investitori contano sulla Fed

Il mercato sconta un taglio dei tassi di interesse americani nella fascia tra l’1,5% e l’1,75% mercoledì 30, giorno del comitato monetario della Federal Reserve. L’attenzione però sarà rivolta alle intenzioni per i mesi successivi, quando è possibile che la politica dei tassi abbandoni i tagli preventivi e torni alla dipendenza dai dati macro. Nello stesso giorno è rilasciata la stima del Pil per il terzo trimestre (al 2% l’ultima rilevazione).

L’economia a stelle e strisce ha dato segni di rallentamento, ma i salari tengono e depongono per l’aumento dei consumi. Proprio venerdì arriva il report sul mercato del lavoro e sul ritmo delle paghe, mentre giovedì è diffusa l’inflazione Pce, cara alla Fed per verificare il ritmo dei prezzi (+1,8% il dato precedente, sotto l’obiettivo del 2%).

Inoltre, le trimestrali sorprendono in positivo, anche grazie ad aspettative molto contenute, e la delusione per i profitti in calo di Amazon non ha tolto forza alla propensione al rischio, tantomeno al listino tecnologico Nasdaq. «Finché continuano a uscire trimestrali positive - spiega Carlo De Luca, responsabile asset management di Gamma Capital Markets - il mercato cresce e, in assenza di grandi notizie, possiamo dire che chiuderemo bene l’anno, specie se l’indice S&P500 riuscisse nell’impresa di rompere al rialzo i 3.000 punti. In quest’ottica, le prossime trimestrali da tenere d’occhio e che potrebbero fungere da cartina di tornasole sono quelle dei cosiddetti Fang (Facebook, amazon, Netflix e Google)». Netflix ha battuto le stime sui profitti, ma ha mancato l’obiettivo dei nuovi abbonati. Lunedì è la volta dei conti di Google e mercoledì il turno di Apple e Facebook.

Europa al test di Pil e inflazione

Il Vecchio Continente mostra più cicatrici dell’America per la guerra dei dazi e per le tensioni politiche: le imprese dei settori manifatturiero e dei servizi hanno appena segnalato un’economia ancora in affanno, soprattutto in Germania. Christine Lagarde si insedia da presidente alla Banca centrale europea con il rilascio di statistiche importanti per tarare la politica monetaria: mercoledì l’inflazione tedesca (-0,1% mensile e +0,9% su base annua la precedente), giovedì quelle di Francia (1,1% annuo) e Italia (-0,6% mensile e +0,3% su base annua) e dell’intera area euro (+0,8% a settembre). Mercoledì lo scenario nell’Unione europea è arricchito anche dalla fiducia dei consumatori e delle imprese.

L’economia italiana è misurata mercoledì con la fiducia delle aziende e dei consumatori e giovedì l’Istat pubblica anche la stima del Pil tricolore per il terzo trimestre (nel secondo era a +0,1% sia su base trimestrale sia annuale).

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