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La Settimana Santa e i suoi riti

Dopo due anni di pandemia riprendono le tante celebrazioni organizzate in tutta Italia, nel segno della tradizione

di Damiano Laterza

6' di lettura

Sono centinaia gli appuntamenti a cui si può assistere fino a domenica, lungo tutta la Penisola. Dalle Vie Crucis alle processioni scenografiche fino ai canti rituali e alle curiose feste di Pasqua. Dal Cristo rosso che attraversa la Valsusa alle processioni delle Macchine, tradizione di Vercelli, fino al Mortorio Pasquale di Villafalletto. Celebrazioni che in Piemonte vengono annunciate dai Cantè ja'euv, le tradizionali questue quaresimali che inondano di musica decine di piccoli comuni.

Forse non tutti sapranno che in Lombardia dimora una sorta di Sacro Graal nostrano. A Mantova, nella Basilica di Sant’Andrea sono custoditi i Sacri Vasi, due coppe nelle quali il soldato Longino, ai piedi della Croce, avrebbe raccolto la terra intrisa del sangue di Cristo. L’autenticità della reliquia è stata validata più volte dalla Chiesa cattolica nel corso dei secoli. Ogni anno, nel pomeriggio del Venerdì Santo vengono aperti i forzieri che racchiudono i due preziosissimi calici. Un complesso meccanismo di 12 serrature e altrettanti chiavistelli protegge i Sacri Vasi da un eventuale tentativo di furto. I chiavistelli vengono custoditi dalle più alte cariche statali ed ecclesiastiche e solo alla presenza di costoro è possibile aprire una dopo l’altra le serrature dei forzieri. I Sacri Vasi vengono esposti all’adorazione dei fedeli e la sera sono portati in processione, per poi rientrare nella cripta sotterranea della basilica ed essere accuratamente richiusi.

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Val Camonica

Nel cuore più arcaico della Lombardia, in Val Camonica, si svolge una cerimonia con dei risvolti antropologici interessantissimi. A Saviore (BS) un gruppo di cittadini ha ripreso in questi ultimi anni una tradizione primitiva che nell’ultimo mezzo secolo era andata perduta. Si tratta del Maridà le Puté (maritare le nubili) e si svolge la sera del Venerdì Santo, dopo le funzioni religiose. Sacro e profano si incontrano in un rituale attraverso il quale si rivelano gli amori inconfessabili. Anticamente si combinavano matrimoni, ma si smascheravano anche gli amori clandestini, che venivano portate alla luce e redenti. Non può mancare la Via Crucis.

Friuli

Quella di più antica in Friuli è a Erto e Casso, dove dal XVII Secolo il Venerdì Santo si tiene il tradizionale tra le case in pietra dell'antico borgo. A Forni Avoltri si tiene il lancio delle ”Cidulos”, rotelle infuocate; nella notte tra Pasqua e il Lunedì dell'Angelo, a Cividale c'è l'antico ”gioco del truc” con le uova colorate che devono scontrarsi tra loro in un catino di sabbia, secondo regole precise, mentre a Travesio, nel pordenonese, si svolge la tradizionale corsa delle rane.

Genova

Quello dei “Sepolcri” è tra i riti della settimana santa più sentiti della città di Genova, documentato a partire dal XV secolo. «Risale al 1594 il documento che contiene la descrizione di un sepolcro allestito in quell'anno nella cattedrale della città - spiega Giulio Sommariva, direttore del Museo dell'Accademia Ligustica - un sepolcro talmente grandioso da far affermare al cronista cinquecentesco che “né mai si vidde la più bella né la più artificiosa inventione né ornamento”». Tessuti preziosi, apparati in legno dorato, raggiere, cartelami, sono solo alcuni degli addobbi utilizzati per queste straordinarie creazioni che ogni anno si rinnovano nelle chiese del capoluogo e di tutta la Liguria. Altro elemento fondamentale è la profusione di candele e ceri di altezze diverse, ma sono da sempre i fiori, che nella stagione pasquale si trovano in abbondanza e in piena fioritura, a caratterizzare i sepolcri.

Emilia-Romagna

Sono tanti i riti tradizionali legati alla Pasqua che si celebrano in Emilia-Romagna. Uno dei più affascinanti e affollati è senz'altro la Processione del Venerdì Santo nel borgo medioevale di Montefiore Conca (Rimini). E' una tradizione che si ripete ogni anno, un rito antichissimo le cui origini si perdono nel tempo. Non è la tradizionale via Crucis ma la deposizione del Cristo morto. In religioso silenzio, la processione parte dall'alto del monte Auro, luogo simbolico del Golgota, per scendere verso il paese, illuminata solo da fiaccole e fuochi accesi lungo il percorso. Si porta in processione la statua del Cristo morto che è antichissima e, ogni venerdì santo, la mattina, viene lavata con il latte. Ogni personaggio della processione rappresenta una famiglia e il ruolo viene tramandato di generazione in generazione. La processione viene rappresentata ogni anno, qualsiasi cosa accada: si è svolta anche durante la Seconda guerra mondiale. Solitamente, inizia con una cappa (un personaggio) nera che suona la tarabaccola, a seguire la ‘compagnia della Buona Morte', i soldati romani, Ponzio Pilato, Barabba, le tre Marie, i tre apostoli, Giuda, il sommo sacerdote Caifa, gli angeli che portano i misteri della passione di Cristo e, infine, il Cireneo con la cappa rossa che porta la croce di Cristo. La banda segue la processione suonando la Marcia funebre di Chopin. La processione, scendendo dal monte Auro, arriva nella chiesa parrocchiale di San Paolo e poi alla chiesa dell'Ospedale che rappresenta il sepolcro.

Toscana

In Toscana troviamo la Giudeata di Radicofani (SI), una delle più antiche della regione, dove la processione del venerdì santo si svolge con l'arrivo alla chiesa di Sant'Agata per l'adorazione del Calvario: un apparato di straordinario costruito tutto attorno all' altare di Andrea Della Robbia: una parete di bosso arricchita di 750 luminarie allegoriche.Nelle cittadine di Cannara e di Bastia Umbra (PG) il giorno di Pasqua la Resurrezione viene rappresentata attraverso la cerimonia dell’Inchinata o Rinchinata, ovvero l’incontro del Cristo con la Madonna. Le due statue, che percorrono senza incontrarsi le vie del centro cittadino, si affrontano in un luogo stabilito, dove i portantini fanno eseguire loro un profondo inchino e dal sincronismo più o meno preciso del gesto si traggono tradizionalmente auspici sul risultato dell’annata agricola.

Lazio

Nel Lazio, il giorno di Pasqua a Tarquinia è caratterizzato dalla particolare processione del Cristo risorto, consistente in un'antica statua lignea, preceduta da gigantesche croci fatte di tronchi sulle quali è posta una corona di alloro e fiori e legata ad una leggenda secondo la quale lo scultore, per volere divino, avrebbe perso la vista affinché non ne realizzasse altre di tale bellezza.

Sardegna

La Settimana Santa in Sardegna è un’esperienza unica ed emozionante. Secolari tradizioni di origine spagnola si fondono con antichissime usanze mistico-religiose locali (campidanesi, logudoresi e barbaricine) per dar vita a riti, processioni e momenti corali di grande forza espressiva e suggestione. Risaltano soprattutto le processioni dei Misteri, i toccanti riti della deposizione dalla croce (”Su Scravamentu”) e l’incontro tra la statua di Gesù e della Madonna (”S’Incontru”) per le vie dei paesi. Un ruolo di particolare importanza lo svolgono le Confraternite che curano le sacre rappresentazioni e sfilano nei loro suggestivi costumi, intonando canti religiosi in latino e sardo, le cui origini risalgono anche al Medioevo.

Puglia

In Puglia lenzuola bianche ai balconi, silenzio riverente, “u tammurre” che inizia il suo giro di chiamata per le vie buie di Ruvo. Una piazza Menotti Garibaldi gremita come non mai ha seguito nella notte la processione degli Otto Santi. Una tradizione interrotta a causa della pandemia, spiega Don Tonino Brattoli, parroco del SS Redentore. A Gallipoli si potrà seguire il viaggio dei confratelli “Mamai” nelle chiese del centro storico, a Taranto il celebre corteo dei perdoni, e a Vico del Gargano il Pianto della Madonna.

Calabria

In Calabria, a Civita nel Parco del Pollino l’appuntamento tradizionale con le Vallje che, nella circostanza, avranno anche un ospite d’onore particolare. Il presidente della Repubblica d’Albania, Ilir Meta, infatti, martedì 19 aprile sarà a Civita. Le Vallje sono l’evento clou della Pasqua Arbëreshe e, soprattutto, l’evento più importante di una comunità che ha conservato nel tempo tradizioni e riti di grande spettacolarità e di intenso contenuto emotivo. Le Vallje sono delle danze coreutiche molto particolari formate da uomini e donne vestiti in costumi tradizionali Arbëreshë, guidate da ’Caporali’ che si snodano per le vie del paese intonando viersh, canti epici e d’amore. Secondo la tradizione, le Vallje sono “la commemorazione della vittoria riportata da Giorgio Castriota Skanderbeg, il quale, alla guida di un piccolo esercito, sconfisse le armate turche guidate dal rinnegato Balabano, salvando la cittadella di Kruja il 24 aprile 1467”.Dagli orefici ai pescatori, dagli ortolani ai barbieri, dai calzolai ai salinai: sono i membri delle antiche corporazioni che danno vita alla processione dei Misteri del Venerdì Santo a Trapani. Ad ogni rappresentanza dei venti mestieri è affidata la cura di uno dei grandi gruppi scultorei da portare per le vie della città nella processione del Venerdì Santo, una delle più estenuanti di tutta la Sicilia. I partecipanti rivivono la passione con sofferenza, trasportando i simulacri per venti ore. Il corteo è ritmato dalla musica della banda, una marcia cadenzata che stabilisce le “annacate”: i passi dondolanti con cui i portatori incedono sotto il peso delle statue. Verso la mezzanotte la processione arriva in piazza per poi continuare la marcia fino all'alba e sino al pomeriggio del sabato quando i Misteri vengono riportati alla chiesa del Purgatorio.


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