I venti anni di Anima

«La sfida ambientale va estesa alle Pmi»

La presidente dell'Associazione non profit Sabrina Florio: «La sostenibilità economica è priorità del Paese e dell'Europa. Il prossimo traguardo è aiutare le imprese più piccole, convincerle che non è un costo ma fattore di competitività»

di Nicoletta Picchio

Dieci anni al vertice. La presidente di Anima Sabrina Florio

3' di lettura

Vent’anni fa, un’avanguardia culturale: «abbiamo cominciato a parlare di sostenibilità quando ancora non era un valore così diffuso ed erano in pochi a percepire che crescita e competitività potevano e dovevano andare di pari passo con la tutela dell'ambiente, con lo sviluppo dell’economia circolare, con un'idea di impresa come comunità, sottolineandone il valore sociale». Sabrina Florio questa battaglia l’ha combattuta in prima persona, come presidente di “Anima per il sociale nei valori d’impresa”, l’associazione non profit nata nel 2001 da un’idea di Raffaella Alibrandi, promossa da Unindustria, l’Unione degli industriali di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo. Un ruolo che ricopre da dieci anni: «oggi questo messaggio è passato. La sostenibilità, economica, sociale e ambientale, non è considerata un costo, una moda, o un tema elitario. E’un valore condiviso, una necessità, come dimostrano i grandi cambiamenti climatici. Per le aziende è un investimento e non un costo, per essere più competitive». Vanno realizzati gli obiettivi del Green deal europeo, con il traguardo della neutralità climatica nel 2050, il Piano nazionale di ripresa e resilienza: «la sostenibilità è la sfida prioritaria, in Europa e nel nostro paese. Abbiamo contribuito a diffondere questa consapevolezza, con l’associazione e con il Premio Anima, che è arrivato alla ventesima edizione, dedicato al rapporto impresa e cultura».

Ora il prossimo traguardo è «passare ad una sempre maggiore concretezza, avvicinarsi alle piccole e medie imprese, aiutare gli imprenditori più piccoli, sul territorio, spiegando che investire in sostenibilità aumenta il valore dell’impresa. Non solo: si tratta di un valore che può essere misurato, diventando un elemento di forza dell'azienda». Per avvicinare le pmi e diffondere questi messaggi, annuncia Florio, saranno organizzati una serie di seminari: «entro l’anno se ne terrà uno sul tema della rendicondazione, finalizzata al credito bancario. Sarà anche realizzato un vademecum, un percorso già iniziato con Confindustria nazionale».

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Anima ormai ha infatti un impatto che va oltre Unindustria e il territorio del Lazio: «tra i nostri soci ci sono molte grandi aziende, da Fs a Generali a Unipol, Enel, Bnl, J&J Medical, anche internazionali. Come Anima siamo presenti in importanti eventi nazionali, come il salone della Csr, la Corporate social responsibility. Siamo diventati un riferimento nel promuovere la cultura sociale d'impresa». C’è un altro aspetto che Florio sottolinea e che è un punto di forza dell’associazione: il lavoro di squadra. La rete è ampia: sono 40 i soci, tra professionisti e aziende; da quest'anno è attivo l’Advisory Board, composto da professionisti, che affiancheranno la governance nel definire le linee strategiche e progettuali. E poi la giuria del premio, di cui è presidente l’ex numero uno di Confindustria, Luigi Abete, che riunisce artisti, giornalisti, istituzioni, personaggi del mondo della cultura. Con una particolarità, che Florio sottolinea: la forte presenza femminile, nella governance dell’associazione e del premio.

Quest’anno, annuncia, l’evento si terrà l’11 ottobre, sempre in Campidoglio. Le categorie sono Cinema, Fotografia, Giornalismo, Letteratura, Teatro e Premio Speciale e il premio viene assegnato a chi, nelle rispettive, categorie, si è distinto per aver diffuso con maggior forza il messaggio su sostenibilità e cultura d’impresa. Ogni anno è un oggetto diverso, un’opera d'arte esclusiva, spiega la presidente dell'associazione, commissionata ad artisti emergenti. «L'edizione 2021 sarà dedicata ai temi della rinascita e della ripresa, dopo la crisi dovuta al Covid, delle generazioni future, della trasformazione del rapporto con l’ambiente. Con un focus sul futuro e sull'innovazione». La scelta dei premiati, continua la presidente, «è il frutto di un lavoro di ricerca profondo, che ci ha fatto scoprire negli anni idee sempre più innovative. L'evento è un momento importante di confronto ed ha assunto sempre di più una dimensione nazionale. Quest’anno, al ventesimo anniversario, creeremo un dialogo tra passato e futuro, per riflettere da dove siamo partiti e delineare il percorso dei prossimi anni».

Il nodo è tradurre la sostenibilità in azioni concrete. «Il collegamento con Unindustria è sempre più forte e ciò è una spinta nel nostro lavoro», dice Florio, che nel vertice dell’Unione degli industriali ha il ruolo di vice presidente per il Centro studi. Con Unindustria, infatti, sono già stati organizzati seminari su “Pnrr e economia circolare”, “Next Generation Eu e Women Empowerment”. E si continuerà anche nel prossimo anno.

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