l’industria delle vacanze

La sfida estiva delle isole covid free: quanto pesa il turismo di Italia e Grecia sul Pil

In Italia l'intero comparto del turismo (in tutte le sue componenti) vale circa il 13% del Pil, mentre per la Grecia (nostra diretta competitor in questa sorta di rincorsa alle vacanze libere dal virus) la componente del turismo è ancora più rilevante, attestandosi attorno al 20% del Pil e al 25% dell'occupazione totale

di Dino Pesole

(hemis / AGF)

4' di lettura

Le isole “Covid free” si possono fare. «Se altri lo faranno e noi no, lo svantaggio diventerà enorme», ha sostenuto il ministro leghista al Turismo, Massimo Garavaglia. Ma sulla questione si è aperto un acceso dibattito tra i sindaci e amministratori locali delle isole del Mezzogiorno ed alcuni presidenti di Regione, che denunciano una possibile discriminazione ai danni dei loro territori in vista della prossima stagione turistica. E il ministro degli Affari regionali Maria Stella Gelmini aggiunge: l'obiettivo è avere «non isole ma l'intera penisola Covid free».
Non è un problema banale, poiché in Italia l'intero comparto del turismo (in tutte le sue componenti) vale circa il 13% del Pil, mentre per la Grecia (nostra diretta competitor in questa sorta di rincorsa alle vacanze libere dal virus) la componente del turismo è ancora più rilevante, attestandosi attorno al 20% del Pil e al 25% dell'occupazione totale.

Italia e Grecia nella corsa alle isole “Covid free”

La Grecia si è mossa da tempo, tanto da prevedere che tra aprile e maggio gli abitanti delle 69 isole elleniche ricevano il vaccino così da creare delle zone turistiche sicure, e i risultati in termini di prenotazioni già si stanno evidenziando. È una chance concreta per un paese che fonda la sua economia in prevalenza sull'apporto del turismo e del settore agro-alimentare. Duramente provata dai tagli imposti dalla “troika” negli anni successivi alla crisi finanziaria del 2008-2009 l'economia greca (già in ripresa nel 2019) punta ora a superare la recessione causata dalla pandemia. Nel 2020 la contrazione del Pil è stata pari al 10% mentre le più recenti stime della Commissione europea fissano la crescita attorno al 3,5%. Bruxelles cita espressamente tra le condizioni per la ripresa l'andamento della campagna vaccinale e l'impatto che quest'ultima potrà avere “nel graduale ritorno dei turisti”. In Italia, al momento gran parte delle prenotazioni per le vacanze estive coinvolgono il turismo interno. Per questo si guarda con attenzione all'esempio ellenico, ma – come ha osservato lo stesso Garavaglia – l'ipotesi di creare delle zone “Covid free” non potrà certo riguardare le isole maggiori (come Sicilia e Sardegna) ma i residenti e i lavoratori delle isole minori: tra queste, Ischia, Capri, Procida, Eolie, Egadi e Pelagie, ma anche altre isole come Ponza, le Tremiti, l'Elba e l'isola del Giglio.

Loading...

La corsa ai vaccini

È una vera corsa contro il tempo, che s'intreccia con le direttive a livello nazionale disposte dal commissario straordinario, Francesco Paolo Figliuolo che fissano criteri omogenei con priorità alle fasce di età più esposte agli effetti del contagio, e dunque dai sessanta anni in su. Invito rivolto soprattutto al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca che ha annunciato la sua linea: una volta completate le vaccinazioni agli ultra ottantenni, non si procederebbe solo per fasce di età ma anche per settori economici. Cresce del resto in questi giorni la pressione oltre che delle categorie direttamente coinvolte dalle chiusure da ampi settori della maggioranza (la Lega in primis) per accelerare al massimo il piano delle riaperture. In questa accesa dialettica si inserisce la questione delle isole Covid free, in attesa che prenda avvio il “passaporto vaccinale” che la Commissione europea vorrebbe introdurre a partire da metà giugno.

Il rischio di un ulteriore ritardo nella campagna vaccinale

La preoccupazione degli operatori del settore turistico e alberghiero, ma anche di tutto il mondo legato alle fiere e agli eventi (spettacoli, musica, teatro, cinema) è che in mancanza di segnali precisi si arrivi in ritardo all'appuntamento con la stagione turistica che risulterebbe seriamente minacciata. Il tutto rischia di infrangersi contro i ritardi accumulati finora, tra gli stop and go sul vaccino di Astrazeneca e ora con la decisione dell'autorità di farmacovigilanza statunitense, che ha sospeso in via cautelativa la somministrazione del farmaco prodotto da Johnson & Johnson, in seguito ad alcuni eventi avversi tromboembolici. La sospensione della consegna delle prime dosi all'Unione europea del vaccino è un'ulteriore freno alla campagna di immunizzazione (le prime 184mila dosi del vaccino statunitense giunte all'aeroporto di Pratica di Mare sono ora momentaneamente bloccate in attesa delle verifiche sui rari eventi avversi segnalati).

La ripresa del turismo e le prospettive di crescita economica

È stato da ultimo il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi nel commentare le ultime previsioni economiche messe a punto dal Centro studi di Viale dell'Astronomia, a porre in stretta correlazione la ripresa dell'economia a partire dal secondo semestre dell'anno con le chance di rilancio del settore turistico. Dopo il crollo del 2020 (-8,9%), il Pil del 2021 potrà evidenziare un “rimbalzo” in ragione d'anno attorno al 4,1% (4,4% nel profilo programmatico) ma solo a condizione che questa fondamentale componente della nostra economia riparta a pieno ritmo Anche il Parlamento europeo ha peraltro preso posizione per invitare i governi a sostenere al massimo la ripresa del turismo. Oltre 6 milioni di posti di lavoro a rischio in Europa. Nella risoluzione su una strategia UE per il turismo sostenibile adottata lo scorso 25 marzo, il Parlamento europeo ha osservato come l'epidemia da Covid-19 abbia paralizzato il settore turistico dell'UE, con 6 dei 27 milioni di posti di lavoro a rischio. I settori del turismo e dei viaggi rappresentano circa il 10% del PIL dell'Unione. Da qui l'invito ai paesi europei a includere il rilancio del turismo nei Piani nazionali di ripresa e resilienza, anche attraverso una possibile riduzione temporanea dell'Iva su tali servizi. Si punta a un “un turismo sicuro, pulito e più sostenibile” da ottenere attraverso l'adozione di criteri comuni per viaggiare in sicurezza. Tra questi, un protocollo Ue per la salute e la sicurezza per i test prima della partenza. Inoltre, i requisiti di quarantena dovrebbero essere applicati solo come ultima risorsa. Nel testo, si esorta la Commissione a introdurre un sigillo di certificazione igienica Ue, “che garantirebbe il rispetto di norme igieniche minime per la prevenzione e il controllo del virus e contribuirebbe a ripristinare la fiducia dei consumatori nel settore del turismo”.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti