Future of work

La sfida per le PMI: imparare a lavorare in maniera smart per attirare talenti e crescere

La sfida: far funzionare al meglio le relazioni all'interno dell'azienda nei prossimi mesi. L'opportunità: co-progettare un nuovo modo di lavorare

di Alessandro Rimassa

(Romolo Tavani - stock.adobe.com)

2' di lettura

Coprifuoco, lockdown, chiusure parziali e totali. Tutto muta velocemente, nella vita e sul lavoro: torniamo a dire che lo smart working deve essere al 50, 75 o 100% e torniamo a fare gli stessi errori di marzo…

Nnon è smart working quello che stiamo vivendo, ma una sorta di home working forzato, perché non è “lavoro per obiettivi” (la definizione di smart working, appunto), ma lavoro da casa in condizioni emergenziali.

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Ci sono, per imprese e manager, una sfida e una opportunità. La sfida: far funzionare al meglio le relazioni all'interno dell'azienda nei prossimi mesi. L'opportunità: co-progettare un nuovo modo di lavorare.

Prima di entrare nei due punti, un inciso importante: a mettere in gioco il proprio futuro sono soprattutto le PMI, perché grandi corporate e startup - per natura intrinseca, attenzione sociale od opportunismo poco importa - negli ultimi mesi hanno realmente sperimentato nuovi modi di lavorare. Chi non lo ha fatto, invece, sono state le PMI, troppo preoccupate da far tornare i lavoratori in azienda per poterli “comandare e controllare”.

Diciamolo chiaro e forte!

Andare in ufficio non significa lavorare. Lavorare non significa andare in ufficio.

Se teniamo a mente questi due concetti, costruiamo realmente aziende attrattive, capaci cioè di conquistare i migliori talenti e crescere di conseguenza. Se ci arrocchiamo su modi di lavorare vecchi e superati, finiremo per non avere più nulla da comandare e controllare, perché queste aziende - perdendo le risorse migliori - man mano si sbricioleranno.

Eccoci, dunque, alla sfida e all'opportunità.

La sfida: far funzionare al meglio le relazioni all'interno dell'azienda

Come stai? Che obiettivi ti sei dato per questa settimana? Entro quando riesci a consegnare quel lavoro? Come posso supportarti?

Sono domande banali, che spesso facciamo ma di cui quasi mai ascoltiamo la risposta. Parlo ai manager: riuscirete a far funzionare i vostri team nei prossimi difficili mesi se e solo se imparerete ad ascoltare le risposte. Se farete della relazione con le vostre persone il punto cardine del lavoro. Se sarete trasparenti nella comunicazione - anche nei feedback negativi, purché costruttivi – e riporrete fiducia nei vostri collaboratori.

Sono parole su cui, quasi sempre, ci troviamo d'accordo, ma sono concetti che poi si applicano raramente. Ora è in gioco il futuro, vostro e delle vostre aziende: ascolto, feedback, supporto e servant leadership sono le armi - potentissime - che avete a disposizione per vincere la sfida.

L'opportunità: co-progettare un nuovo modo di lavorare

Oltre l'emergenza Covid c'è un nuovo modo di lavorare da progettare, insieme. Questi mesi devono essere vissuti come un laboratorio, fatto di prove, errori, tentativi decisi da amministratori delegati e manager ed esperimenti proposti anche dall'ultimo degli impiegati.

Servono energie e freschezza, apertura e inclusione: così facendo potremo realmente co-progettare modi di lavorare nuovi e diversi, adatti all'una o all'altra azienda, anche all'uno o all'altro dipartimento, nell'idea che la sfida più grande le aziende la giocheranno poi alla fine dell'emergenza sanitaria.

Allora sì che saranno le persone a scegliere le aziende, e non più e solo viceversa, e allora l'avere una cultura aziendale e un new way of working realmente innovativi farà la differenza.

Ma per vincere domani, ci si deve allenare fin da oggi.

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