Il piano di sviluppo

La sfida di Medianet: tutta la Sardegna connessa entro il 2021

«La fibra viaggia in parallelo con il servizio dei ponti radio» spiega l'ad Puddu

di Davide Madeddu

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Pierpaolo Puddu

«La fibra viaggia in parallelo con il servizio dei ponti radio» spiega l'ad Puddu


3' di lettura

Puntavano a portare internet nelle campagne dove «non arrivava neppure la linea telefonica». Oggi, dopo 13 anni, coprono due terzi della Sardegna, campagne e città comprese. E contano, nell’arco di meno di un anno, di garantire il servizio in tutta l’isola. Con quello che può essere definito internet «made in Sardinia». Una scommessa vinta, quella giocata nel 2007 dai dirigenti di Medianet, azienda nata ai primi anni del 2000 a Carbonia «in un sottoscala e con quattro giovani» che oggi conta «60 persone fisse che, nei periodi di punta, diventano 100». A guidarla Pierpaolo Puddu, imprenditore di 54 anni che ha colto al balzo l’occasione offerta dalla liberalizzazione delle frequenze radio nel 2006.

Un’opportunità che ha aperto nuovi scenari economici e imprenditoriali. «Devo tutto a mio padre Josto, imprenditore ottantenne con un passato da dirigente di Apisarda e Sardafidi - racconta Pierpaolo - che all’epoca ha voluto scommettere e sostenermi in questa esperienza». Un viaggio quasi come un salto nel buio. «Noi arrivavamo dal settore degli appalti della pubblica amministrazione e ci occupavamo d’altro - racconta Pierpaolo Puddu - all’inizio non c’era didattica. Basti pensare che tra noi addetti ai lavori, più che concorrenza ci si sosteneva per andare avanti». Primo passo, la concessione delle frequenze e la costruzione dei ponti radio, i tralicci con le strutture per la trasmissione del segnale. «Per un anno ci siamo dedicati alla realizzazione delle infrastrutture e alla vendita dei servizi - racconta - in questo viaggio siamo partiti dal sud ovest sardo e l’obiettivo iniziale era quello di fornire internet nelle zone di rurarlità estrema. Dove, per chiarire, non arrivava neppure il doppino di rame. Pensiamo alla località Peppi Mereu, chi va a portare la linea?». Primi passi nelle frazioni di a Narcao, San Giovanni Suergiu, Santadi e gli altri centri del basso Sulcis. Poi la crescita e l’espansione. Con i servizi che arrivano ad alimentare gli uffici delle amministrazioni pubbliche e delle imprese, dalle più piccole alle industrie. A garantire il segnale le torri con i trasmettitori. «Con i nostri ponti, costruiti e montati da noi, siamo riusciti a portare il servizio a buona velocità, dove si viaggiava a 64 k e ancora dell’Adsl non si parlava». Per la Medianet arriva anche il tempo delle commesse importanti. «Forniamo le aziende del polo industriale di Portovesme - argomenta - e si tratta di realtà importanti che necessitano di standard alti». Al posto del sottoscala dove lavoravano quattro giovani c’è una sede ampia e spaziosa dove lavorano sessanta persone. Dal Sulcis Iglesiente al resto dell’isola. Seguendo però sempre il percorso iniziale. Ossia portando internet nelle aree rurali o in quelle dove il segnale è assente.

«In tempo di coronavirus, con le dovute autorizzazioni e accorgimenti, abbiamo portato il servizio in una parte dell’Ogliastra. Per garantire la sicurezza dei lavoratori e degli abitanti della zona abbiamo dovuto noleggiare due camper. Oggi però i ponti radio sono funzionanti e il servizio è attivo». Non ci sono solo le campagne ad essere connesse ma anche le città. «Dal 2008 a oggi siamo riusciti a coprire i due terzi della Sardegna e ci siamo allineati alla fibra. Servizio che viaggia in parallelo con quello dei ponti radio». Tradotto: «Le aziende e le istituzioni cui garantiamo servizio utilizzano il doppio binario. Questo significa che se uno salta a causa di un black out l’altro continua a funzionare». Nel mosaico dei territori da “coprire” mancano Sassari città e Olbia città. «Entro il 2021 contiamo di raggiungere l’obiettivo». Poi la scelta di curare i rapporti con i clienti: non call center o ricezione delle chiamate automatizzate.

«Ci prendiamo cura di chi ripone la propria fiducia nel nostro servizio - argomenta - quando c’è un problema rispondiamo e cerchiamo di risolvere. La nostra scelta è quella di puntare su qualità del servizio e dei rapporti con le persone». Soddisfazioni? «Garantire la connessione al bambino di Loceri così come all’agricoltore che lavora nelle campagne del basso Sulcis». Quanto al futuro: «Proseguiamo a implementare la rete radio e, allo stesso tempo, forniamo la fibra al resto della Sardegna».

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