Lo scenario

La sfida «net zero» dei big e delle pmi

Anche in Italia si moltiplicano gli annunci di imprese che si impegnano a raggiungere le emissioni zero di CO2

di Laura La Posta

 Un impianto eolico al largo delle coste inglesi: i cavi posati sui fondali sono made in Italy, di Prysmian

4' di lettura

La valanga è partita. Proprio nel biennio pandemico, il 2020-2021, molte fra le società italiane più sostenibili hanno annunciato di voler raggiungere l’unico target in grado di frenare i cambiamenti climatici: net zero. Zero emissioni nette implica ridurre drasticamente le emissioni secondo gli obiettivi dell’accordo di Parigi e neutralizzare le rimanenti rimuovendo una quantità uguale dall’atmosfera, con progetti rigenerativi e circolari. Questi annunci sono tanto più validi se incorporati nel piano industriale come fatto da diversi big dell’energia.

Poste italiane, ad esempio, ha annunciato nel nuovo piano strategico quadriennale «2024 Sustain & Innovate» che sarà un’azienda a zero emissioni nette entro il 2030. L’obiettivo del colosso nella lista dei Leader della sostenibilità 2021 Il Sole 24 Ore - Statista è conseguire una crescita responsabile e accompagnare il percorso di sostenibilità e di integrità sociale dell’Italia, con una strategia allineata ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile Onu.

Loading...

Altra società che sta lavorando all’obiettivo di emissioni zero è il Gruppo Sella, attivo nella sostenibilità sociale fin dagli esordi imprenditoriali della famiglia nella metà del 500. Negli ultimi anni, il gruppo bancario ha ridefinito il purpose, adattandolo ai nostri tempi. Ora il claim è «Soddisfare le aspirazioni delle persone, costruendo l’ecosistema finanziario sostenibile del futuro». Un purpose che riflette la sua attitudine all’innovazione. Del resto, il gruppo è già stato pioniere del banking online e dell’e-com.

Pioniera del target net zero è Ambienta, asset manager leader nell’applicazione della sostenibilità ambientale al mondo degli investimenti finanziari. Fondata da Nino Tronchetti Provera, che ne è anche managing director, la società è diventata carbon neutral nel 2020, poi ha varato il Net zero plan, con l’obiettivo di diventare net positive nel futuro (vale a dire di compensare anche le emissioni altrui). B Corp certificata, quindi vincolata a produrre anche benefici sociali, la società gestisce asset per oltre 2 miliardi di dollari concentrandosi su investimenti in società guidate dai megatrend ambientali. Nel private equity, Ambienta gestisce il più grande fondo al mondo con questa strategia e ha completato 42 investimenti in Europa. Nei mercati quotati ha creato il primo fondo absolute return focalizzato sulla sostenibilità ambientale. Meritato l’ inserimento fra i Leader della sostenibilità.

Altro esempio di società Leader dagli obiettivi ambiziosi è Igd Siiq: si è data il target di rendere i suoi centri commerciali «nearly zero emissions» entro il 2030. Vanno in questa direzione sia la scelta di utilizzare solo energia da fonti rinnovabili, sia quella di installare impianti fotovoltaici su coperture e parcheggi.

Anche il Gruppo Banco Bpm, fra i Leader 2021, si è impegnato con prassi, prodotti, servizi e iniziative, a contrastare il cambiamento climatico e a contribuire al raggiungimento dell’obiettivo europeo di azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050. La sua Dichiarazione non finanziaria è ricca di dati economici trasparenti e testimonia anche il forte impegno sociale, raddoppiato nel biennio pandemico.

Ha scelto di allineare i suoi target ai 17 Obiettivi di sostenibilità Onu (Sdg) Fineco Bank, una delle banche top-ranked in Europa. Il suo set di target Esg va raggiunto entro il 2023, compresi gli obiettivi ambientali. Non a caso, la banca, aderente al Global compact Onu e in diversi indici di sostenibilità mondiali, è fra i Leader della sostenibilità 2021.

Si è invece fatta certificare dalla Science based target initiative la Leader Sofidel, regina della carta sostenibile: il suo percorso è in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima. Consistente la riduzione delle emissioni.

In prima linea sulla sostenibilità ci sono anche le società benefit (forma giuridica riconosciuta dall’ordinamento italiano) e le B Corp (certificate a livello internazionale). Fra quelle che rendicontano le prestazioni in un rapporto di sostenibilità basato su standard Gri o che si sono autocandidate alla lista dei Leader spiccano tre imprese. Arca Etichette, specializzata in etichette autoadesive, produce anche macchine, con grande attenzione all’ambiente, come testimoniato dai prodotti di packaging ecologico e dal consumo di energia pulita. Nella lista anche la B Corp Treedom, che ha la sostenibilità al centro del business: coordina progetti di compensazione di emissioni facendo piantare alberi nella zona del mondo scelta. Chiunque può “regalare” un albero geolocalizzato e seguirne la crescita online. Una B Corp eccellente anche sotto il profilo della reportistica è Davines, società beauty fra i Leader della sostenibilità, che è carbon neutral dal 2018 e si è impegnata a diventare net zero entro il 2030.

Un altro gruppo di imprese in prima fila in particolare sull’economia circolare sono quelle della filiera tessile-moda-abbigliamento-accessori, al lavoro da dieci anni su questo tema: le Leader della sostenibilità 2021 del settore sono Tod’s, Fila, Ovs, Moncler, Geox, Safilo, Armani, Aeffe, Prada, Yoox Net-a-Porter, Antica Valserchio, Pattern, Ratti group.

Questi citati sono alcuni esempi di imprese in corsa verso la sostenibilità, ma se ne potrebbero fare molti altri. La valanga green è partita e neanche una pandemia mondiale è riuscita a fermarla.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti