lettera al risparmiatore

La sfida di Openjobmetis: crescere nella formazione e selezione del personale

di Vittorio Carlini

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5' di lettura

Da un lato proseguire, anche in funzione delle dinamiche del mercato del lavoro, nella crescita organica. Dall’altro cercare potenziali target per concretizzare operazioni straordinarie. Poi: aumentare il peso delle attività diverse dalla somministrazione di lavoro.

Sono tra le priorità di Openjobmetis a sostegno del business. L’attività, a ben vedere, lo scorso esercizio è stata caratterizzata da ricavi e redditività in aumento. Il fatturato è arrivato a 583,9 milioni (+26,7% rispetto ad un anno prima). L’Ebit reported, dal canto suo, si è assestato a 19 milioni, in aumento del 23,1% sul 2016.

BILANCI DEL GRUPPO A CONFRONTO

Dati in milioni di euro

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RICAVI PER TIPOLOGIA DI ATTIVITÀ

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RICAVI PER TIPOLOGIA DI ATTIVITÀ
ANDAMENTO DEL MARGINE INDUSTRIALE

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INDICATORI DI STATO PATRIMONIALE

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INDICATORI DI STATO PATRIMONIALE

Di là dall’andamento del conto economico il risparmiatore è però interessato alle strategie aziendali. Una curiosità che, per essere soddisfatta, richiede dapprima di ricordare l’oggetto sociale del gruppo. L’attività principale dell’azienda, il cui titolo a Piazza Affari non è troppo scambiato e il risparmiatore fai-da-te deve quindi usare cautela, è la cosiddetta somministrazione di lavoro. Cioè: il lavoratore conclude un contratto di lavoro subordinato con il somministratore (Openjobmetis); il somministratore, a sua volta, stipula un’intesa con l’azienda/cliente che ha ad oggetto la missione del lavoratore. Il rapporto di lavoro è instaurato tra il lavoratore e Openjobmetis (obbligata alla retribuzione del “worker”). L’azienda/cliente, invece, deve pagare un corrispettivo al somministratore. Ciò detto, la società è attiva anche in altri settori: dalla ricerca e selezione del personale alla sua formazione fino all’outplacement (ricollocazione professionale per chi è in un uscita da una società).

Descritto l’oggetto sociale, quali allora le strategie del gruppo? Una priorità per l’appunto, al netto dell’obiettivo di proseguire nella crescita della somministrazione di lavoro, è incrementare l’incidenza delle altre attività. Queste attualmente, rispetto al margine industriale (primo margine), pesano per circa il 10%. Il target nel medio periodo è, anche per aumentare l’esposizione a comparti anti-ciclici, quello di raddoppiare la percentuale.

Già, ma in che modo? Una prima strada è aumentare il cross-selling. Vale a dire: non tutte le filiali propongono al cliente l’intera serie di servizi. L’intenzione è fare sì che nel momento in cui, ad esempio, viene discussa la somministrazione di lavoro si affronti il tema anche della formazione o ricerca di personale. Un più ampio portafoglio di offerta, insomma, che dovrebbe da un lato consentire la maggiore fidelizzazione del cliente; e, dall’altro, incrementare la redditività. Ma non è solo questione di cross selling e strategie organiche. L’obiettivo di aumentare l’incidenza sul margine industriale dell’”head hunting” e della formazione(l’outplacement, in questo periodo, resta per fortuna più sullo sfondo) si intreccia con un altro focus aziendale: l’M&A.

Il gruppo in generale, seppure allo stato attuale non ci sia nulla di concreto, vuole recitare il ruolo di aggregatore. Una crescita per linee esterne che, per l’appunto, considera quali target anche società attive nella formazione o selezione del personale. L’identikit del potenziale obiettivo, però, è caratterizzato da altri elementi. Così Openjobmetis, da un lato, ha nel radar realtà operanti in settori specializzati (ad esempio la moda). Dall’altro, vuole anche acquisire quote di mercato.

Dal punto di vista della struttura finanziaria la società invece indica che, se necessario, il rapporto tra debito netto e Mol (a fine 2017 a circa 1,5 volte) potrebbe momentaneamente arrivare fino al massimo di 2,5 volte.

Tutto rose e fiori, insomma? La realtà è più complessa. Il risparmiatore, a fronte della strategia nell’M&A, esprime un dubbio: il rischio di esecuzione, legato a simili operazioni, può impattare sul business del gruppo. Openjobmetis rigetta la preoccupazione. Dapprima, ricordando che non sono considerati i turnarond, la società sottolinea la “due diligence” e la dura selezione da realizzarsi nell’eventuale operazione. Un approccio che, di fatto, riduce il “risk execution”. Inoltre, dice sempre l’azienda, sono escluse dall’M&A realtà attive con la PA. In questi casi, viene spiegato, i termini di pagamento del cliente e la redditività stessa sono definite tramite gare. Un contesto, è l’indicazione, che non permetterebbe la corretta gestione del business. A fronte di ciò la società afferma di non vedere una particolare problematica sul rischio d’esecuzione nell’M&A.

Fin qui alcune considerazioni rispetto alle strategie generali di sviluppo aziendale. Elemento fondamentale, tuttavia, da una parte è la vicinanza alle aziende/clienti (circa 7.500 a fine 2017) in larga parte Pmi; e, dall’altra, l’articolazione sul territorio delle filiali.

Ebbene: su quest’ultimo fronte, dove il driver principale è la domanda nel mercato del lavoro, le aperture nette, nell’ultimo triennio, si sono attestate a 8-10 l’anno. Per l’esercizio in corso, in cui ne sono state realizzate già tre, l’obiettivo complessivo è di circa 8 nuove unità (ne rimangono, quindi, altre cinque). La strategia, a fronte dei costi di avviamento, induce nel risparmiatore una domanda: i nuovi oneri impattano i margini aziendali? La risposta è negativa. In primis, viene ricordato, i costi di start up sono limitati: tra 100.000 e 200.000 euro. Inoltre il break even per ogni agenzia, indica Openjobmetis, è nei fatti raggiunto subito. La nascita di una filiale, spiega infatti l’azienda, consegue dall’esigenza di soddisfare la domanda di lavoro in un territorio contiguo a quello di una agenzia esistente. Una richiesta che, ad esempio per la lontananza del posto di l avoro dalla casa di abitazione del lavoratore, la filiale non è più in grado di gestire con efficienza. Di qui la creazione della nuova agenzia la quale “eredita” parte del business della vecchia filiale. In un simile contesto, conclude Openjobmetis, la nuova realtà ha i volumi sufficienti per coprire i costi d’avviamento.

Dal canale fisico a quello digitale. Altro focus aziendale è lo sviluppo tecnologico. Openjobmetis, tra le altre cose, punta sull’informatizzazione delle filiali stesse, dei loro database e servizi. Non stupisce quindi che una larga parte dei Capex annuali (intorno al milione) siano indirizzati all’aggiornamento di software e hardware proprio delle agenzie. Non solo. La digitalizzazione, che caratterizza l’intera economia, coinvolge lo stesso settore della somministrazione di lavoro. Openjobmetis ha lanciato un applicazione, Shakejob, che consente via smartphone di fare incontrare la domanda e l’offerta per i cosiddetti “lavoretti” nel settore della ristorazione. Un modo, è l’indicazione, anche per contrastare l’attività del lavoro in nero che purtroppo contraddistingue spesso questa tipologia di attività. La tecnologia, di cui è stata avviato l’uso in provincia di Varese a Milano e a Firenze, sarà implementata in altre zone d’Italia.Insomma: Openjobmetis scommette sul progetto. Ciò detto il risparmiatore esprime dei dubbi: dapprima il venire meno dell’interazione umana tra datore di lavoro e lavoratore può essere un limite; e poi i recenti scandali sull’uso improprio dei dati personali su importanti piattaforme digitali potrebbero essere un’ostacolo all’espansione di simili applicazioni. Openjobmetis non è d’accordo. Riguardo all’interazione umana la società ricorda che il lavoratore realizza comunque colloqui in agenzia. Rispetto invece al tema dei dati sensibili il gruppo, vista la sua natura di società interinale riconosciuta dal Ministero, sottolinea da un lato come le informazioni sui lavoratori siano già presenti nei suoi data base . E, dall’altro, che è tenuta a conformarsi alle norme stringenti su privacy e difesa dei dati stessi. Tanto che, aggiunge Openjobmetis, da tempo il gruppo si è dotato di un “Responsabile e garante delle procedure e sui dati” che risponde al Cda. Quindi la società esprime ottimismo sull’applicazione.

Una visione positiva che, più in generale, riguarda anche il tema del rischio-concorrenza dove Openjobmetis non teme particolari situazioni (vedere domanda a fianco).

In un simile contesto, quali allora le prospettive sul 2018? Openjobmetis , ricordando che il settore di riferimento è stimato in crescita del 7-10%, prevede una dinamica del suo business in linea con il mercato.

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