Il polo con Nissan e Mitsubishi

La sfida di Renault: in 5 anni 23 miliardi di investimenti

L’alleanza spinge sull’elettrico e annuncia la nascita di 5 piattaforme che potranno coprire tutti i segmenti di mercato e una gamma di vetture 100% a zero emissioni

di Corrado Canali

Zero emissioni. La Megane E-Tech è la nuova full electric di Renault. Due versioni con motore da 130 o 218 cavalli con batteria da 40 e 60 kWh per un'autonomia massima a 470 km. Le versioni top vantano un Infotainment (battezzato OpenR Link) con hardware basato su chip Qualcomm Snapdragon con cluster strumenti da 12.3 pollici e un display da 12 pollici a forma di L rovesciata con sistema Android automotive

3' di lettura

Renault riparte dall’elettrificazione. Luca De Meo, ceo del brand francese, è stato chiaro quando, pochi mesi dopo l’insediamento, ha annunciato quella Renaulution che avrebbe portato e in effetti porterà il brand nel futuro. Spiegando che avrebbe costruito la propria strategia basandosi su tre pilastri: carbon neutrality, sicurezza e inclusione. Così arriverà alla neutralità climatica in Europa entro il 2040 e alla neutralità climatica globale entro il 2050.

Per raggiungere gli obiettivi fissati servono, però, ingenti investimenti. Renault si appresta a farli, come spiegato durante la presentazione dei risultati finanziari del 2021. Nell’ultimo decennio l’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi ha investito 10 miliardi di euro nell’elettrificazione, ma nei prossimi 5 anni ne stanzierà altri 23. Si tratta di una cifra più che doppia da spendere, ma nella metà del tempo. A livello di prodotto si assisterà alla nascita di ben 5 nuove piattaforme che potranno coprire tutti i segmenti di mercato e una gamma di vetture completamente a zero emissioni entro la fine del 2030. Tuttavia la transizione energetica della Casa francese non vedrà scendere in campo solo nuovi modelli a basso impatto ambientale, come l’ultima arrivata la Megane E-Tech Electric che rappresenta il fiore all’occhiello ecosostenibile della Renault di Luca De Meo.

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Sarà rafforzata anche la collaborazione sul fronte delle batterie, con l’obiettivo di raggiungere una capacità di 220 GWh e di ridurre i costi degli accumulatori del 50% nel 2026 e del 65% entro il 2028, quando sarà disponibile la tecnologia dello stato solido sviluppata da Nissan.

Il fine ultimo è, però, di raggiungere la parità di costo rispetto ai veicoli endotermici, grazie ad una riduzione ulteriore gli esborsi per arrivare a 65 dollari per kWh e quindi lanciare sul mercato delle elettriche per tutti: almeno questo è il proposito di Luca De Meo ormai diventato convinto sostenitore delle auto a batteria. Ovviamente l’accelerazione impressa dall’Alleanza si riflette sulle strategie dei singoli marchi, alcuni dei quali destinati a un precoce addio alle motorizzazioni endotermiche, quantomeno in Europa: è il caso dell’Alpine, che già dal 2024 lancerà solo modelli a batteria oppure di Renault.

La Casa della Losanga puntava a una gamma elettrica al 90% per il 2030, ma recentemente De Meo ha spinto tale percentuale fino al 100%, pur stabilendo precise condizioni: la presenza di un’adeguata rete di ricarica e dei prezzi dell’elettricità favorevoli. In caso contrario Renault continuerà a offrire propulsori endotermici.

La Dacia, invece, sarà l’ultimo brand a adottare un processo di complessiva elettrificazione e pertanto offrirà motori tradizionali fino all’ultimo momento possibile. Che si tratti di una transizione complessa e variegata, è evidente al pari di quanto stabilito anche dal ramo giapponese dell’Alleanza.

La Nissan, infatti, ha ha deciso di interrompere lo sviluppo di propulsori endotermici per l’Europa a causa delle complicazioni delle normative Euro 7 che l’hanno costretta a cancellare l’obiettivo di raggiungere oltre il 75% delle vendite nel Vecchio Continente con modella alla spina per puntare solo sull’elettrico. In altri mercati, invece, si continueranno a sviluppare tecnologie tradizionali per tener conto di specifiche esigenze.

Perciò, per il 2026, Nissan punta a raggiungere nel mix di vendita un peso di elettriche e ibride del 55% in Giappone e del 40% in Cina e Usa. Quanto agli altri brand, Infiniti lancerà dal 2025 soltanto auto ibride o a batteria, mentre Mitsubishi punterà in futuro solo sulla ibridazione, con un obiettivo per il 2030 che è del 50% di vendite rappresentate da vetture elettrificate.

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