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La sfida spaziale di Branson: Virgin Orbit lancia razzi con satelliti dal 747

Esperimento riuscito nello spazioporto californiano di Mojave. Forte richiesta: la prossima baase sarà a Grottaglie, in Puglia

di Leopoldo Benacchio

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Reuters

Esperimento riuscito nello spazioporto californiano di Mojave. Forte richiesta: la prossima baase sarà a Grottaglie, in Puglia


3' di lettura

Da oggi c'è un nuovo modo per spedire in orbita un satellite piccolino, come una scatola da scarpe o poco più, e promette di essere molto più flessibile di quelli esistenti ed economico. La quadratura del cerchio, pochi soldi, rapidità e flessibilità pare essere riuscita a Sir Richard Branson, il padre padrone di Virgin Orbit, che è solo uno dei tanti marchi dell'impero del baronetto inglese.

È infatti riuscito, qualche giorno fa, finalmente nel suo intento di lanciare in orbita dieci piccoli satelliti, con il suo razzo vettore Launcher One, che a sua volta non è affatto decollato da terra in verticale, come tutti i razzi vettori, ma si è staccato da un Boeing 747 modificato a cui il piccolo Launcher era stato letteralmente attaccato.

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Una nuova pedina nella scacchiera dei lanci spaziali per satelliti, ormai strapiena di offerte di tutti i tipi ed è anche un bel passo, impegnativo, per la Virgin che ha creato la associata Orbit per staccarla dalla Galactic, la compagnia che vuole invece portare in volo suborbitale, sotto i 100 chilometri di altezza, ricchi turisti spaziali e che da anni promette di iniziare il servizio, a 250.000 dollari a corsa.

Tutto è andato nel migliore dei modi, a differenza del primo tentativo di alcune settimane fa. Il potente 747 modificato, cui è stato dato il vezzoso nome di Cosmic Girl, è decollato dallo spazioporto di Mojave in California, in pratica un aeroporto modificato quel tanto che basta per far decollare ed atterrare gli aerei speciali delle due compagnie Virgin che si occupano di spazio.

Il 747 sotto le ali portava il razzo Launcher One - Demo2, pesante 26.000 chili e lungo 21 metri, e, una volta arrivato sugli 11.000 metri di altezza, lo ha sganciato permettendogli di azionare il motore e andare verso lo spazio.

L'aereo è tornato alla base mentre il razzo ha continuato il suo volo per poco più di un'ora e, una volta arrivato nell'orbita prescritta con l'ultimo stadio, ha rilasciato dieci microsatelliti, sviluppati da Università americane nell'ambito di una competizione per studenti lanciata da Nasa, l'Agenzia spaziale americana.

Tutto bene quindi e ora si aspettano nuovi voli per la Virgin Orbit, che garantisce prezzi bassi per portare satelliti mini e micro nella fascia bassa delle orbite terrestri, fra 400 e 1.200 chilometri dal suolo terrestre.

Il razzo posizionato sotto l’ala del 747 della Virgin Orbit in fase di decollo dallo spazioporto californiano di Mojave

Il bello di questo approccio, che sarà confermato con i prossimi voli, non è tanto, o meglio solo, il costo che viene dichiarato fra i più bassi, ma anche la facilità di preparazione del lancio e la possibilità di poter partire l'aereo madre con il razzo sotto le ali praticamente da qualunque località nel mondo, ovviamente con le strutture adatte. Un conto infatti è gestire una base di lancio come quelle americane o quella europea in Guyana e un conto dover far decollare un aereo commerciale che porta un piccolo missile sotto la pancia.

Branson ha apertamente dichiarato che alcuni ambienti militari degli Usa, Francia, Canada si sono fatti avanti interessati dalla capacità dimostrata di mettere in orbita satelliti in tempi rapidissimi, ovviamente un vantaggio nel caso in cui un satellite militare sia da rimpiazzare al volo, magari in seguito ad una azione ostile.

L'interesse generale lo si apprezza anche scorrendo la lista di clienti per i prossimi voli: dai militari americani alla Royal Air Force inglese fino a realtà commerciali come la Swarm Technologies o l'italiana Sitael, sede principale in Puglia. Branson, quindi, sta stringendo accordi con molti partner in varie parti del globo, il prossimo spazioporto aprirà i battenti a primavera in Cornovaglia, ma è previsto anche in Italia, a Grottaglie, provincia di Taranto, dove abbiamo un aeroporto che verrà adattato allo scopo.

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