TITOLI DI STATO

La «folle» corsa del bond austriaco a 100 anni

Fino a qualche giorno fa il titolo aveva messo a segno un guadagno del 58% da inizio anno, una performance che molti titoli azionari si sono sognati in questo scorcio di 2019. Il rendimento infatti è sceso allo 0,7%

di Andrea Gennai


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2' di lettura

Quello che sta succedendo sul mercato del reddito fisso globale negli ultimi mesi non ha precedenti nella storia dei mercati finanziari. I titoli con rendimento sotto zero sono saliti sopra i 15mila miliardi di dollari, la corsa all’acquisto delle obbligazioni governative e non solo (in particolare nei paesi sviluppati) è senza freni. Si comprano bond come se non ci fosse un domani. Uno studio recente ha evidenziato che i rendimenti di alcuni bond governativi dell’area occidentale sono ai minimi da 120 anni, da quando partono le rilevazioni di prezzi e rendimenti.

Tutto questo sta accadendo perché le due banche centrali Fed e Bce sono tornate ad assumere atteggiamenti molto accomodanti e questo ha spiazzato il mercato soprattutto dal lato Usa. In poche settimane la principale banca centrale al mondo è passata da un politica restrittiva a una espansiva destabilizzando gli operatori e scatenando un’ondata di acquisto sui titoli.

Il caso più paradossale probabilmente è quello del bond governativo austriaco a 100 anni. Quando fu lanciato due anni fa al tasso del 2,1% ci furono parecchie perplessità da parte di operatori e investitori. Pagare un tasso così risicato per un scadenza così lunga sembrava quasi un affronto. Due anni dopo, a guardare il grafico del bond a cento anni, sembra di aver di fronte il Bitcoin: negli ultimi mesi il rally di questo titolo è stato impressionante. Fino a qualche giorno fa il titolo aveva messo a segno un guadagno del 58% da inizio anno, una performance che molti titoli azionari si sono sognati in questo scorcio di 2019. Il rendimento infatti è sceso allo 0,7%: un livello che appare quasi impronunciabile per un titolo che scade tra 98 anni. Poi ci sono state le immancabili prese di beneficio.

Difficile dire se il rally è terminato. Se lo scenario dovesse restare quello ultra-accomodante da parte della Bce, e il prossimo meeting di settembre sarà chiarificatore, con l’attuale incertezza legata ai listini azionari il bond a cento anni diventa un inatteso ma pericoloso terreno di trading.

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