Fondi Ue

La Sicilia accelera sull’Agenda digitale

di Nino Amadore


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3' di lettura


La Regione siciliana punta ad accelerare la spesa per l’attuazione dell’Agenda digitale che prevede interventi sulla banda ultra larga, la realizzazione di un data center regionale e poi la digitalizzazione dei musei, lo sportello digitale del cittadino, la cartella clinica e il fascicolo sanitario elettronico. Ma soprattutto punta a fare della Sicilia un polo fondamentale grazie alla nuova centralità che riveste nel Mediterraneo quale snodo delle più importanti dorsali, le autostrade dei dati.

Su una dote complessiva di 342 milioni di Fondi Ue (di cui 232 sulla Banda ultra larga) nel 2018 la Regione ha impegnato finora 106 milioni e conta di certificare entro fine anno una spesa di 75 milioni rispettando così i target fissati dall’Ue. Dati che sono stati illustrati nell’ambito del il Digital day, una giornata di dibattiti e tavole rotonde organizzate a Palermo dal vicepresidente e assessore all’Economia della Regione siciliana, Gaetano Armao, con la partecipazione dei maggiori esponenti ed esperti del settore della digitalizzazione.

«Il nostro piano è ambizioso - ha detto Armao - e ha l’obiettivo di colmare il ritardo digitale che separa la Sicilia al resto del Paese sia sul piano infrastrutturale che su quello dei servizi per la pubblica amministrazione, imprese e cittadini è ambizioso. Trovata a zero la spesa di una versione di Agenda subito rivista ed ampliata, da quest’anno siamo Polo strategico nazionale, è iniziata la realizzazione di un grande Data center a Palermo e nel 2020 completeremo la rete divenendo l'area più digitalizzata del Mediterraneo». Il Data center regionale è una infrastruttura fondamentale per consolidare tutti i sistemi informativi nel Polo strategico nazionale, previsto dal progetto dell'Agenda digitale nazionale, in grado di ospitare l’infrastruttura di rete, i server degli assessorati regionali e di tutta la pubblica amministrazione siciliana, dai Comuni alle ex province, dagli enti alle aziende sanitarie, utilizzando anche le tecnologie in cloud che velocizzeranno questo processo.


Archiviata la vicenda dei dati dislocati in Val d’Aosta, la Regione mira alla razionalizzazione della spesa: anziché gestire tante piccole banche dati, tutti i dati multimediali verranno concentrati in un'unica grande struttura a servizio del territorio insieme ad un disaster recovery a Catania. Il progetto vale 25 milioni di euro di cui 9 milioni del PO Fesr, 8 milioni di fondi regionali per l’adattamento infrastrutturale dell’immobile e altri 8 milioni a valere sul Pon legalità per garantire la cyber security, la sicurezza dei dati informatici contenuti nelle varie banche dati, in collaborazione con le forze di polizia impegnate in questa nuova frontiera della sicurezza. Il data center sorgerà nel centro direzionale (ex Asi) di Brancaccio acquisito al patrimonio regionale e di cui è stata avviata la ristrutturazione: la Regione prevede di realizzarlo in venti mesi, dal momento in cui l'Agid (Agenzia per l'Italia digitale) validerà la localizzazione del data-center nell'immobile regionale.

A coordinare gli interventi e le missioni di Agenda digitale siciliana è l’Autorità regionale per l’Innovazione tecnologica, guidata da Maurizio Pirillo con la supervisione dell’esperto dell'assessore all'Economia in materia informatica, Serafino Sorrenti: «Dopo la prima accelerazione sulle infrastrutture digitali stiamo puntando sui servizi ai cittadini attraverso l'amministrazione digitale – ha detto Pirillo - entro pochi mesi saranno utilizzabili nuove piattaforme e portali per imprese e cittadini. Sarà compito dei siciliani utilizzare al meglio le opportunità che si prospettano grazie ad Agenda digitale».

Particolarmente rilevante l’intervento sulla Banda ultra Larga: ad occuparsene è Open Fiber , società costituita da Enel e Cassa depositi e prestiti nel dicembre 2015 che si è aggiudicata la gara bandita da Infratel, società in-house del ministero dello Sviluppo Economico. La Sicilia è la prima regione a livello nazionale ad aver fatto partire i cantieri per un accesso a Internet veloce e superveloce e la realizzazione di una nuova infrastruttura in fibra ottica nelle aree bianche, zone, cioè, ancora sprovviste di connessione.
Il maxi investimento ammonta complessivamente a 265 milioni, di cui 232 sono fondi Fesr 2014/20, 13 milioni fondi Feasr 2014/20, altri 17 fondi del Pon Imprese e competitività. Solo nel 2018 sono stati stanziati ben 86 milioni, tra la prima e la seconda fase di intervento. Dall'inizio dell'anno sono stati aperti 62 cantieri per la posa della fibra ottica: il cronoprogramma prevede che entro la fine del 2018 i cantieri aperti siano 88. Per accelerare i processi autorizzativi, l'assessorato ha pronta per l'invio una circolare alle amministrazioni comunali, perché la progettazione è completa ma i cantieri per partire devono essere celermente autorizzati dagli enti locali, che hanno sottoscritto le convenzioni con la Regione e Infratel.

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