Fondi Ue

La Sicilia insegue il primato digitale nel Mediterraneo

di Nino Amadore


Agenda digitale Sicilia, Armao : “E' la mossa del cavallo per un cambio nell'economia dell'isola”

2' di lettura

Una dote di 300 milioni da parte dell’Unione europea per la realizzazione dell’Agenda digitale in Sicilia di cui 232 milioni destinati allo sviluppo della banda ultralarga. Al 31 dicembre 2018, il governo regionale guidato da Nello Musumeci ha certificato la spesa di 75 milioni di fondi del Po-Fesr per la banda ultra larga: fondi che hanno consentito di coprire con la nuova rete 142 comuni. L’obiettivo finale, ovviamente, è quello di dare completa copertura con la banda ultralarga a tutti i 390 comuni dell’isola.

I dati sono stati diffusi nell’ambito della riunione a Palermo della Commissione Sedec del Comitato europeo delle Regioni (CdR), organizzata dal vice presidente della Regione siciliana Gaetano Armao, che oggi ha affrontato proprio il tema di Agenda digitale: al centro dei lavori il programma digitale europeo 2021-2027.

«La digitalizzazione è una questione di estrema importanza per tutte le Regioni europee, sembra che tutti in Europa stiamo marciando nella stessa direzione, anche la Sicilia- dice il presidente della commissione Sedec, Josè Ignacio Ceniceros Gonzalez, esponente del partito popolare spagnolo e presidente della comunità de La Rioja -. Pensiamo che la digitalizzazione sia la chiave per affrontare la sfida dello spopolamento delle aree rurali, ci crediamo davvero.

Per quanto riguarda La Rioja saremo la prima regione in Spagna a coprire il 90% del territorio con fibra a velocità ultra rapida». Per quanto riguarda la Sicilia, a parte la banda ultra larga, l’Agenda digitale ha previsto la spesa di 80 milioni per i servizi informatici e le infrastrutture immateriali (30 milioni sono stanziati per la sanità digitale e 50 milioni per la digitalizzazione dei processi e servizi di e-government, e-culture ed e-justice).

«La commissione Sedec si è spostata a Palermo per presentare l’Agenda digitale europea, su cui abbiamo espresso un parere come Comitato, ma anche per guardare alla Sicilia, che rappresenta uno dei riferimenti europei - dice Armao che è anche presidente dell’intergruppo delle Regioni insulari del Comitato europeo delle Regioni -. Nell’isola abbiamo speso già 73 milioni di euro, tant’è che la Commissione Ue ci ha riconosciuto altri 55 milioni: questo dimostra che la strada intrapresa è quella giusta. Guardando le mappe e gli indici di evoluzione la Sicilia è quella che sta andando più avanti. Stare a Pachino o essere nel centro di Londra ai fini dell’e-commerce o dell’informazione è la stessa cosa se si sta in un mondo interconnesso».

Armao parla di «mossa del cavallo» per la Sicilia, «cioè passare da una vecchia impostazione di economia industriale che purtroppo abbiamo mancato, alla rivoluzione digitale. Quando finiremo di realizzare le infrastrutture del settore digitale ci occuperemo dei contenuti innovativi: dal settore finanziario, alla comunicazione, dall’arte alla formazione e all’educazione. Nel 2022 saremo l’area più digitalizzata del Mediterraneo».

Progetto realizzato con il contributo finanziario della Commissione europea. Dei contenuti editoriali sono responsabili esclusivamente gli autori e il Gruppo 24 Ore
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