fondi europei 2014-2020

La Sicilia rischia il disimpegno automatico delle risorse

di Nino Amadore


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3' di lettura

Il Po Fesr Sicilia corre il rischio, concreto, di incorrere nel meccanismo di disimpegno automatico delle risorse. È un passaggio della nota informativa, una trentina di pagine in tutto, che fa parte del più corposo fascicolo all’ordine del giorno del Comitato di sorveglianza del Po Fesr 2014-2020 che si terrà a Catania il 17 e 18 giugno. Una considerazione che colpisce perché proviene dall’Autorità di gestione della Regione siciliana che nella stessa nota informativa indica già le contromisure per evitare il disimpegno puntando sui progetti coerenti a partire dalle operazioni sul tema della ricerca nel settore biomedico e delle tecnologie dei materiali presentate a valere sull’Avviso Miur 713 relativo al Pon Ricerca e competitività, valutate positivamente ma non finanziate. 

E ci sono poi le ipotesi di attivazione di un percorso procedurale «mirato alla certificazione della spesa delle operazioni afferenti allo strumento del credito di imposta», interventi sulla mobilità sostenibile, edilizia scolastica, sistema idrico-depurativo. Il tutto insieme alla speranza di accelerare la spesa (e soprattutto la certificazione della spesa) nei settori della Regione che oggi appaiono più in difficoltà: «È stata avviata - si legge ancora - l’analisi puntuale, per singola procedura attivata, su tutti gli adempimenti che possano condurre alla certificazione della spesa, analisi finalizzata, oltre all’acquisizione di una corrispondenza sull'effettività delle previsioni profilate, a verificare i margini di riduzione della tempistica che intercorre dalla fase selettiva a quella di effettiva certificazione della spesa».

Resta bassa la capacità di avanzamento del Programma

Intanto risulta che su una dotazione complessiva pari a 4,273 miliardi del Po al 30 maggio le procedure attive ammontano a 3,803 miliardi (l’89% della dotazione), gli impegni per operazioni rendicontabili ammontano a 1,333 miliardi (il 31,20% della dotazione), i pagamenti ammessi sono pari a 747,328 milioni (pari al 17,49% che è poi l’indice della capacità di avanzamento del programma), la spesa certificata al 31 dicembre 2018 (validata il 22 maggio) è pari a 734,175 milioni. Da un’altra analisi dei dati, estrapolati dal sistema informativo Caronte, risulta che al 31 maggio la quota di impegni è pari a 1,426 miliardi, quella dei pagamenti a 764,292 milioni.

Maggiori criticità su misure gestite da Attività produttive

Sotto osservazione, in particolare, ci sono le iniziative di aiuto alle imprese attivate dal dipartimento Attività produttive «rispetto alle quali si rileva la presenza di un potenziale di spesa che, con opportune misure di accelerazione, potrebbe risultare superiore alle previsioni esposte dal dipartimento» si legge nell’informativa. Secondo i tecnici della regione l’Ot1 (che riguarda appunto le attività produttive e interventi sulla promozione della ricerca e innovazione) «registra già 158 convenzioni stipulate con i beneficiari per un importo pari a circa 39 milioni e nelle prossime mensilità, saranno emessi provvedimenti di finanziamento che si attestano a un valore superiore ai 165 milioni». Quest’asse ha una dotazione complessiva di 428,6 milioni con spesa certificata al 31 dicembre 2018 pari a 11,980 milioni e previsioni di spesa nel 2019 di 44,257 milioni «con una rilevante differenza sul target n+3 2019 che è pari a 112,467 milioni». Si tratta dell’asse con la più bassa capacità di avanzamento: al 30 aprile risultano pagamenti ammessi per 12,257 milioni pari al 2,86% della dotazione finanziaria dell’asse.

Altro punto critico è l’Asse 3 (promuovere la competitività delle Pmi) dove, si legge nella relazione, «si registrano a oggi più di 700 convenzioni già stipulate con i beneficiari per un importo complessivo dei finanziamenti che supera i 220 milioni». I tecnici regionali sono ottimisti: «Nei prossimi mesi l’attività di emanazione dei decreti di finanziamento dovrebbe procedere a ritmi elevati e dovrebbe raggiungere il traguardo di 1.300 convenzioni sottoscritte e oltre 330 milioni di euro di contributi concessi che, con una puntuale verifica sui flussi procedurali, potrebbero garantire un bacino di spesa superiore alle previsioni comunicate». In questo caso, le procedure di attivazione già in essere sono pari a 509,058 milioni per il dipartimento Attività produttive e a 102,655 milioni per il dipartimento Finanze per un importo complessivo di 611,714 milioni. Su quest’Asse al 31 dicembre 2018 sono state certificate risorse pari a 30,648 milioni (di cui 4,984 milioni da parte del dipartimento Attività produttive e 25,663 milioni da parte del dipartimento Finanze) e, a fronte di un obiettivo di spesa per il 2019 pari a 139,042 milioni, le previsioni di spesa comunicate a gennaio si attestano a 146 milioni di cui 94,672 milioni riferiti al dipartimento Attività produttive e 51,327 milioni in capo al dipartimento Finanze. In ogni caso va detto che, per quanto riguarda l’Asse 3 su una dotazione finanziaria pari a 626,128 milioni i pagamenti ammessi risultano pari a 20,994 milioni pari al 3,35% del totale e indice di una bassa capacità di avanzamento.

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