responsabilità amministrativa

La società risponde anche per frodi Iva

di Stefano Crociata e Bianca Lucia Mazzei


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2' di lettura

Continua ad allungarsi l’elenco dei reati che possono far scattare la responsabilità amministrativa di enti, società e associazioni, nel caso in cui vengano commessi da persone con ruoli di vertice, dipendenti o anche semplici collaboratori. Quasi ogni anno, nuove voci hanno “arricchito” la lista iniziale (il cosiddetto catalogo) introdotta nel 2001 dal Dlgs 231.

E il 2019 non manca all’appello. Al reato di influenze illecite introdotto dalla legge anticorruzione seguiranno altre due new entry. Innanzitutto le frodi Iva: è in dirittura d’arrivo il disegno di legge che delega al Governo il compito di attuare la direttiva Ue 1371/2017 sul contrasto delle frodi che ledono gli interessi dell’Unione, aggiungendo tali reati al catalogo (approvato dalla Camera il Ddl è all’esame del Senato). Il termine per il recepimento è il 6 luglio.

Ma in arrivo ci sono anche le truffe nelle competizioni sportive e l’esercizio abusivo di giochi o scommesse.

IL PROGRESSIVO ALLARGAMENTO DELL'ELENCO DEI REATI

Delitti commessi da dirigenti, amministratori e dipendenti per i quali scatta la responsabilità degli enti (Dlgs 231/2001)

IL PROGRESSIVO ALLARGAMENTO DELL'ELENCO DEI REATI

A tutto campo

Inizialmente il Dlgs 231/2001, che ha introdotto nel nostro ordinamento la responsabilità amministrativa degli enti per i reati commessi da suoi amministratori, dirigenti, dipendenti o collaboratori, a vantaggio dell’ente stesso, prevedeva solo tre maxi-materie concentrate soprattutto sui delitti contro la Pa. L’obiettivo era infatti quello di colpire con forza l’espandersi del fenomeno corruttivo.

Di anno in anno però, l’elenco si è esteso in modo disordinato e a tutto campo, tant’è che l’attuale catalogo 231 include 22 gruppi di crimini e diverse decine di reati che spaziano dal terrorismo, alla prostituzione, dalla mutilazione degli organi genitali femminili alla contraffazione dei marchi.

A breve arriveranno anche le frodi Iva che potrebbero rappresentare il primo passo verso l’allargamento ai reati tributari. La direttiva Ue cui l’Italia sta dando attuazione riguarda truffe gravi (almeno dieci milioni di euro) in danno all’Unione. Ma gli Stati, nel recepirla, possono adottare norme più rigorose, anche per non limitare la tutela alla porzione delle proprie entrate di interesse economico dell’Ue.

Per quanto riguarda i reati sportivi, invece, il Ddl all’esame della Camera (già approvato dal Senato) che ratifica la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, introduce la responsabilità amministrativa per reati di frode sportiva e di esercizio abusivo di giochi e scommesse.

Le sanzioni

Lo spettro delle sanzioni 231 è molto ampio e comprende sanzioni amministrative, pecuniarie e interdittive quali la revoca di autorizzazioni, esclusione da finanziamenti, divieto di contrattare con a Pa, blocco dell’attività. La responsabilità è però esclusa se l’ente adotta un modello organizzativo idoneo a prevenire i reati (il cosiddetto Modello 231), anche se gli aggravi non sono indifferenti soprattutto per soggetti di minori dimensioni .

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