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La sorpresa di Patek Philippe: ecco il nuovo Nautilus, in versione ancora più preziosa

Le strategie della maison svelate dal proprietario Thierry Stern in occasione del lancio di una nuova referenza: «Anche per questo modello le vendite saranno selettive». E sulle voci di cessione del marchio è categorico: «Non se ne parla»

di Paco Guarnaccia

Il nuovo Patek Philippe Nautilus Ref. 5811/1G

3' di lettura

Con il lancio di oggi, il Nautilus Ref. 5811/1G, Patek Philippe farà molto rumore. Almeno per due motivi: il primo è che riguarda il Nautilus, famosissimo modello della maison ginevrina che oggi verrebbe definito “sporty-chic”, oggetto del desiderio anche di chi non necessariamente è un cultore di lancette. Il secondo è che la nuova Ref. 5811/1G con cassa e bracciale in oro bianco, almeno cromaticamente, ricorda proprio il più desiderato tra i Nautilus, quella versione di Ref.5711/1 con cassa e bracciale in acciaio e quadrante blu con datario che, come tutte le versioni di Ref. 5711 in acciaio, nel 2021 era stata pensionata nonostante l'incredibile richiesta. .

Una referenza che si era congedata con un'ultima declinazione in 170 pezzi per celebrare i 170 anni dalla prima collaborazione tra il brand e Tiffany & Co.: il primo di questi Nautilus, battuto all'asta l'11 dicembre 2021 a New York, ha segnato la stratosferica cifra di 6,5 milioni di dollari. Thierry Stern, presidente e proprietario con la sua famiglia di Patek Philippe, spiega a Il Sole 24 Ore i motivi della produzione del Ref. 5811/1G, un'inattesa novità.

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Thierry Stern, presidente e proprietario con la sua famiglia di Patek Philippe

Che cosa vi ha spinto a presentare un modello come la Ref.5811/1G?
«In Patek Philippe smettiamo di realizzare certi orologi quando pensiamo che ce ne siano abbastanza sul mercato e ci concentriamo su altri. Questa è la nostra logica. Dobbiamo preservare valore e rarità dei nostri prodotti. Lo abbiamo fatto anche nel caso della Ref.5711. Ma è tempo di tornare su orologi iconici presentandoli in modo leggermente diverso, utilizzando altri materiali come l'oro bianco o nuovi colori per il quadrante che, nel caso di questo Nautilus Ref.5811/1G, è in blu con il bordo esterno sfumato nero. Inoltre, il suo diametro è un po’ più grande (41 mm contro i 40 mm, nda), il che rende la cassa più stabile al polso. Cassa che a livello produttivo ha una struttura in due parti, il che la rende più resistente all'acqua».

Perché avete deciso di lanciarlo già nel 2022?
«È il momento giusto per farlo. È sempre interessante vedere la reazione che suscita un nuovo prodotto. È troppo facile vendere la versione in acciaio, ma non è quello che ci piace fare. Se produciamo modelli in acciaio è perché pensiamo che siano perfetti per gli sport acquatici, ma volevo qualcosa che fosse in oro bianco: simile all'acciaio, ma più prezioso. Il futuro di Patek Philippe è lavorare con materiale nobili come l'oro».

Nella vostra capacità di produzione, cambierà qualcosa di fronte ad una presumibile richiesta consistente di questo orologio?
«No. Il numero dei pezzi non aumenterà. Per noi è importante mantenere lo stesso numero per ogni collezione. Non ci saranno Nautilus per tutti e ne realizzeremo quanti riusciremo: puntiamo alla qualità piuttosto che alla quantità. Inoltre, dobbiamo preservare il valore della collezione per chi possiede già un Nautilus».

A livello distributivo come vi muoverete?
«
Non tutti i nostri clienti avranno l‘opportunità di ricevere questo Nautilus. Ci sarà una severa selezione perché, come per ogni nostro prodotto, la sua realizzazione resta limitata naturalmente e perché dobbiamo preservare la credibilità della nostra maison e dell'orologio stesso che non voglio venga poi rivenduto a prezzi più alti da altri».

Ciclicamente siete al centro di rumors che dicono che Patek Philippe sarà venduta a qualche grande gruppo del settore. Ci sono novità a riguardo?
«Nessuna vendita è all'orizzonte. Se ne parla ogni anno, ma noi siamo una family company indipendente al 100%. Adesso i miei figli stanno entrando in azienda e stanno facendo del training. Attualmente uno di loro è impegnato in uno stage da un rivenditore di diamanti che lavora con noi. Non venderò. Sarebbe molto triste farlo. Ma apprezzo il fatto che grandi gruppi vogliano comprarci: significa che stiamo facendo un buon lavoro».

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