innovazione

La sostenibilità della moda ora è certificata dalla blockchain

Grazie alla start up italo-svizzera Genuine Way è stata lanciata una piattaforma digitale che consente alle aziende di autocertificare l'attenzione all'ambiente senza l'intervento di enti terzi

di Natascia Ronchetti

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Grazie alla start up italo-svizzera Genuine Way è stata lanciata una piattaforma digitale che consente alle aziende di autocertificare l'attenzione all'ambiente senza l'intervento di enti terzi


2' di lettura

Tra i primi clienti ci sono il brand svizzero Avani Appareal (abbigliamento femminile), la veneta Womsh (sneakers da città) e Matchless London, marchio del gruppo Belstaff (giacche di pelle e abbigliamento street prodotti a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso). Tutte aziende della moda che hanno iniziato a sfruttare la blockchain per certificare la sostenibilità della loro produzione, sia dal punto di vista ambientale che da quello sociale.

Merito di Genuine Way, start up italo-svizzera – ha uffici sia a Lugano sia a Milano – fondata da un gruppo di giovani imprenditori con il pallino per le nuove tecnologie al servizio della qualità che sta conquistando il mondo del fashion, ma anche della cosmetica, del food e del design.

Tutto con una idea semplice e rivoluzionaria al tempo stesso: permettere alle aziende di autocertificare la propria produzione, senza l'intervento di enti terzi, consentendo contemporaneamente al consumatore di accedere a tutte le informazioni sul prodotto finito, attraverso il proprio smartphone, con la scansione di un QR Code.

«La blockchain è un database decentralizzato che risiede su decine di migliaia di computer – spiega l'amministratore delegato di Genuine Way, Walfredo della Gherardesca -. I dati che vengono immessi non possono essere rimossi o alterati. Grazie alla nostra piattaforma, ogni azienda può caricare la documentazione che comprova la sostenibilità della produzione, partendo dai test di laboratorio per arrivare a bolle di fornitura. Le imprese che si dichiarano sostenibili sono tante ma sono ancora poche quelle che lo sono al 100%. In questo modo il consumatore può avere accesso a tutte le informazioni sulla filiera produttiva e distributiva di un determinato prodotto».

Genuine Way è stata fondata alla fine dello scorso anno e ha già ricevuto un primo round di finanziamenti (300mila dollari) da investitori statunitensi e svizzeri. Lo scorso gennaio è stata anche premiata, con 50mila dollari a fondo perduto, dal fondo Eos Vc, come una delle start up più promettenti in ambito blockchain. In meno di tre mesi si è fatta strada – oggi i suoi clienti operano per il 40% nel settore della moda, per il 40% in quello del fodd&beverage – con l'obiettivo di portare la blockchain, per la certificazione della qualità, in almeno una centinaio di aziende italiane entro il 2021.

«Ho voluto creare un brand che avesse il più basso impatto ambientale possibile – spiega per esempio, Delphine Haccius, che ha creato e lanciato il brand Avani Appareal -, utilizzando solo materiali naturali e non tossici per la nostra salute e per quella del pianeta. In questo modo ora consento ai clienti finali di avere accesso in modo facile e intuitivo a informazioni certificate sulla qualità di quello che stanno acquistando».

Quando i documenti aziendali vengono caricati sulla blockchain pubblica si genera un interfaccia native-mobile da collegare ai prodotti fisici, che consente di risalire l'intera filiera. «Un vantaggio competitivo per tutte le aziende che vogliono comunicare il loro impegno per la sostenibilità», dice della Gherardesca.

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