legno-arredo

La sostenibilità spinta da prodotti e processi

Le imprese del settore leader in Europa nell’economia circolare

di Giovanna Mancini

Le imprese del settore leader in Europa nell’economia circolare


2' di lettura

Non è una moda passeggera, né un’etichetta per attrarre i consumatori: per un settore come quello del legno-arredo – che ha il suo cuore nella lavorazione di un materiale prezioso per la salute e il futuro del Pianeta – la sostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi è piuttosto una strategia industriale che affonda le radici lontano e che, secondo il Monitor del Centro studi FederlegnoArredo (Fla) tra gli associati, contribuirà a sostenere la ripresa dalla crisi scatenata dal Covid.

Anche perché, come spiega il responsabile ambiente di Fla, Omar Degoli, gli investimenti in sostenibilità sono strettamente connessi a quelli in innovazione ed entrambi contribuiscono alla competitività delle aziende. «Secondo una recente indagine del nostro Centro studi, nel 2019 le nostre imprese hanno destinato in media il 4,7% del fatturato a progetti di innovazione – precisa Degoli – che in genere sono connessi al miglioramento della prestazione di un prodotto o di un processo, oppure si tratta di innovazioni tecnologiche, che si portano dietro miglioramenti delle performance ambientali». Non a caso, il 60% delle aziende più attente alle tematiche green dichiara di aver fatto investimenti innovativi nell’ultimo anno, contro il 20% del totale delle imprese.

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Secondo il Rapporto Green Italy realizzato da Symbola e Unioncamere, negli ultimi quattro anni circa un terzo delle aziende del comparto (73mila in tutta la filiera, con un fatturato alla produzione di 42,5 miliardi di euro nel 2019) ha fatto investimenti in sostenibilità, in linea con il dato medio della manifattura italiana. Ma è sul fronte dell’economia circolare che il comparto del legno-arredo di distingue dagli altri e anche dal resto d’Europa. «Il 72% delle aziende della filiera dichiara di utilizzare materiali riciclabili per realizzare i propri prodotti, mentre il 44% ricorre a materiali riciclati», spiega Omar Degoli. Una best practice che riguarda tutti i materiali, dal vetro alle plastiche, ai tessuti, ma soprattutto il legno: quasi tutti i rifiuti legnosi in Italia sono mandati a riciclo, soprattutto per la produzione di pannelli truciolari (circa 4 milioni di metri cubi l’anno), ormai realizzati al 93% con legno riciclato, che sono la base per la produzione di gran parte dei mobili. Arrivato a fine vita, il legno non viene comunque buttato via: sono sempre più numerose le aziende del settore che utilizzano gli scarti della lavorazione per creare calore con cui riscaldare gli stabilimenti, come nel caso dell’azienda dell’arredamento Porro, che dal 2000 utilizza un impianto a biomassa per recuperare i rifiuti legnosi e produrre energia termica.

Il nostro Paese, del resto, è leader in Europa, nel comparto legno-arredo, nella riduzione di emissioni climalteranti: 26 chili ogni 1.000 euro di produzione, a fronte dei 43 della Germania, dei 49 della Francia e degli oltre 200 della Spagna, come si legge nel Rapporto Green Italy del 2020.

«Questa sensibilità nei confronti dell’economia circolare implica una profonda integrazione di tutta la filiera produttiva, dai fornitori della materia prima al prodotto finito – spiega il responsabile ambiente di Fla – e a questo si collegano altri due temi fondamentali per lo sviluppo di un’economia green e per la competitività dei prodotti soprattutto a livello internazionale: le certificazioni e la tracciabilità».

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