il lockdown in EUROPA

Francia chiusa fino all’11 maggio. La Spagna riparte con edilizia e fabbriche «non essenziali»

Il governo spagnolo inizia ad allentare le restrizioni permettendo ad alcune attività non essenziali di ripartire: uffici, cantieri dell’edilizia e fabbriche. Macron proroga lockdown in Francia fino all’11 maggio. Anche Germania e Regno Unito stanno definendo i tempi e le modalità della ripresa, dopo aver superato almeno la fase più critica del Covid-19

di Nicol Degli Innocenti e Luca Veronese

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(Afp)

Il governo spagnolo inizia ad allentare le restrizioni permettendo ad alcune attività non essenziali di ripartire: uffici, cantieri dell’edilizia e fabbriche. Macron proroga lockdown in Francia fino all’11 maggio. Anche Germania e Regno Unito stanno definendo i tempi e le modalità della ripresa, dopo aver superato almeno la fase più critica del Covid-19


4' di lettura

La Spagna, uno dei Paesi più colpiti dalla pandemia di coronavirus, ha iniziato da lunedì ad allentare le severe restrizioni che hanno tenuto le persone confinate nelle loro case per tre settimane, aiutando di certo ad arginare il contagio, ma bloccando quasi totalmente l’attivittà economica.

Hanno riaperto, seppure fra rigide misure di igiene e sicurezza, alcune attività non essenziali, negli uffici, nei cantieri dell’edilizia e nelle imprese manifatturiere. E anche Germania, Francia e Regno Unito stanno definendo i tempi e le modalità della fase due, cioè del ritorno alla vita dopo aver superato almeno la fase più critica del Covid-19.

La Spagna sceglie di riaprire
Il governo di Pedro Sanchez ha deciso di ripartire (non senza polemiche con le amministrazioni regionali e tra gli scienziati) anche sulla base dei dati che segnalano un rallentamento nella diffusione del virus. I morti lunedì mattina nel Paese sono 17.489: 517 in più rispetto a domenica, ha fatto sapere il ministero della Salute. Le persone risultate positive al coronavirus sono invece 169.496 in totale, con un aumento di 3.477 casi. Tuttavia gli incrementi percentuali giornalieri sono stati i più bassi dall’inizio della crisi sanitaria con i decessi in progresso del 3% e i contagi del 2 per cento.

CORONAVIRUS, LA DIFFUSIONE IN EUROPA
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Guardando alla tendenza positiva, alcune imprese hanno ripreso dunque l’attività. La riapertura parziale - stabilita con il decreto del governo Sanchez del 29 marzo - prevede misure stringenti sui posti di lavoro: distanziamento, uso di disinfettanti e mascherine, controlli nelle strade. Oltre alla distribuzione gratuita di 10 milioni di mascherine sui mezzi pubblici. «La salute dei lavoratori deve essere garantita. Se la salute è minacciata in qualche modo, l’attività non può riprendere», ha detto il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska.

Scuole, cinema e teatri rimarranno invece chiusi almeno fino al 26 aprile, così come negozi, bar e altri spazi pubblici . E la maggior parte della popolazione è ancora confinata nelle proprie case.
«Siamo ancora lontani dalla vittoria, dal momento in cui potremo riprendere le nostre vite normali, ma abbiamo fatto i primi passi decisivi nel cammino verso la vittoria», ha detto Sanchez, spiegando di avere deciso per la riapertura di alcuni settori dopo aver consultato il comitato di esperti. ma avvertendo che ogni decisione è sempre in evoluzione e dipenderà dai dati sul contenimento del contagio.

Parigi proroga fino all’11 maggio il «lockdown»
Emmanuel Macron ha deciso di tenere i francesi ancora un mese a casa per non vanificare «lo sforzo fatto da tutti». L’appuntamento per la rinascita è dopo l’11 maggio. «Da quel giorno - ha detto il presidente francese - saremo in grado di testare chiunque presenti un sintomo e metterlo in quarantena». E saranno riaperte le scuole. In diretta tv, parlando al Paese, Macron ha confermato tutti gli aiuti messi in campo per sostenere le imprese e ha ricordato i meriti di medici e infermieri. Ha poi riconosciuto che la Francia non era preparata ad affrontare la crisi sanitaria.

Dal giorno della fine del lockdown, gli ospedali, i laboratori di analisi, i medici di famiglia, dovranno essere in grado di testare chiunque al primo sintomo e metterlo in quarantena immediatamente. Dalla ripresa delle condizioni normali di libera circolazione saranno esclusi, in un primo tempo, «le persone anziane e i più vulnerabili». Ogni francese sarà poi «dotato di una maschera per la circolazione in pubblico», perché l’obbligo di indossarla potrebbe diventare «sistematico». Fino a «metà luglio dovranno restare abbassate anche le saracinesche di cinema, teatri, ristoranti, bar, hotel, musei, sale da concerto. «La speranza rinasce, ma nulla è già acquisito», ha avvertito il presidente, che ha invitato l’Europa a «maggiore audacia» e i Paesi ricchi a «ridurre in modo massiccio» il debito degli Stati africani.

In Germania numero di morti più contenuto
In Germania sembra imminente la ripartenza dell’attività economica. E anche le scuole e la Bundesliga di calcio potrebbero riaprire a metà maggio. Niente è ancora certo e la cautela è inevitabile anche se il Paese è riuscito, almeno fino a qui, a contenere se non i contagi almeno il numero di morti, rispetto a Italia, Spagna, ma anche rispetto a Francia e Regni Unito. Nelle ultime 24 ore i casi di coronavirus sono stati 2.537 per un totale a 127.854 dall’inizio della pandemia. E un numero di decessi relativamente basso: 3.022 all’aggiornamento di lunedì mattina. Il governo di Angela Merkel deciderà domani sulla ripresa progressiva.

A Londra governo diviso sulla riapertura
La Gran Bretagna ha iniziato la quarta settimana di lockdown. Londra annuncerà giovedì se allentare le misure restrittive imposte per tentare di frenare la diffusione del virus, mentre la Scozia, che ha autonomia in materia, ha confermato oggi che è troppo presto per abbassare la guardia.
Il governo britannico è diviso in due campi: una decina di ministri, come il cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak, vorrebbero seguire l’esempio della Spagna e allentare la stretta per far ripartire l’economia evitando danni irreversibili.
Altri, come il ministro della Sanità Matt Hancock, insistono invece che è essenziale mantenere e se necessario rafforzare le misure restrittive per non rischiare di perdere il controllo dell'epidemia, che ancora non ha raggiunto l’apice.

Gli scienziati esperti che fanno da consulenti del governo si incontreranno martedì per valutare gli ultimi dati e dare la loro opinione. Sono 11.329 le persone morte in ospedale per coronavirus, con una stima di altri mille morti in case e ospizi e oltre 84mila casi confermati di contagio.
Boris Johnson, che è in convalescenza nella tenuta di campagna del premier, non tornerà a lavorare per almeno due settimane dopo essere stato in terapia intensiva e prossimo alla morte, come ha dichiarato lui stesso in un video di ringraziamento al personale sanitario che lo ha assistito in ospedale. Downing Street ha confermato che il premier «non si occuperà di questioni di Stato ma si concentrerà sulla sua guarigione».

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